Un'Italiana a Bruxelles: stupidi spunti di nostalgia patriottica

L’Italia ha tanti problemi. La seconda prima Repubblica, i soliti condoni, i soliti evasori fiscali, le solite collusioni con la mafia, il solito debito pubblico e i soliti “tanto funziona così”. Pagine di giornale che si ripetono giorno dopo giorno spingendoti oltre i confini nazionali, proprio laddove, inaspettatamente, riemerge quell’inventario di meraviglie che te la fanno ricordare come uno dei Paesi più belli.

Senza troppa ironia, inizierei dal bidet. Quel meraviglioso oggetto dimenticato dagli stati nordici e ingiustamente rimpiazzato da insulse salviettine umidificate. Quell’ingegnoso sanitario senza il quale la doccia non rappresenta più un piacere da fine giornata quanto un bisogno da prima mattina.

Continuerei col cibo, ripensando alle distese di frutta e verdura a chilometro zero, mentre faccio la spesa scegliendo fra prodotti di colore e forma diversa accomunati dallo stesso insapore, arrivati a destinazione chissà da dove, chissà da quando.

Proseguirei ancora con la strana organizzazione della raccolta differenziata, nella capitale europea da cui s’impongono le percentuali minime di rifiuti necessariamente recuperabili. Una Bruxelles in cui si separa il vetro colorato da quello bianco ma l’organico finisce nel sacchetto dell’indifferenziato insieme a svariati tipi di plastiche che in Italia si riciclano ormai da tempo.

Procederei con l’idea di organizzare il letto con due lenzuola e una coperta invece che ridurre la seconda a semplice “fodera per piumone”, decisamente poco adattabile alle mezze stagioni e incomprensibile per chi ama coprirsi anche ad alte temperature. E andrei avanti con la mancanza di avvolgibili o tapparelle, che impongono doppie tende alle finestre per cercare il buio nelle meritate notti di sonno.

Concluderei infine con la banale nostalgia per quella colorata luminosità che caratterizza il rinomato “Bel Paese”, contrapposta a quel pesante grigiore che impregna l’architettura bruxellese, anche quando il sole concede una visita alla città.

Piccoli particolari che ti condizionano la vita, ricordandoti l’originalità di certe abitudini che un tempo davi per scontate. Un’esperienza da capire e una città da amare anche per questa sua contraddittoria opportunità: fra la curiosa scoperta di una realtà inesplorata e un’imprevista rivisitazione delle tue origini.

 

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8 pensieri su “Un'Italiana a Bruxelles: stupidi spunti di nostalgia patriottica

  1. Ti leggo con piacere cara Erika…e mi fa piacere scoprire i pro ed i contro di una citta multietnica e polifunzionale come Bruxelles…ed è anche bello notare quei piccolo particolari per cui ho scelto di vivere in Italia, nonstante i mille problemi, e non nelle fredde lande del Nord. Scoprirai tante cose,bellissime e odiosissime…ma questo è il bello di vivere all’estero. Buona continuazione…

    • Grazie Roberta! Anche io sono innamorata dell’Italia, ma purtroppo, evidentemente, lei non è innamorata di me. E siccome arrivare a 27 anni e dover ancora dipendere dalla propria famiglia non è il massimo, eccomi qui, a vivermi questa esperienza sperando che un giorno mi riservi la sorpresa che cerco! 😉

  2. l’italia attuale non è che sia un gran spettacolo da proporre all’estero e usarla come pietra di paragone con altri paesi europei mi sembra decisamente fuori luogo.la mia convente è belga,ho avuto nel corso di 20 anni di relazione molteplici occasioni di passare periodi + o – lunghi in belgio apprezzandone pregi (molti)e difetti (pochi)

  3. Ciao Pasquale… Sono andata via dall’Italia proprio perché non era “un gran spettacolo” ed ero stanca delle tante cose che non funzionano. Ciò non toglie, comunque, che secondo me sia uno dei Paesi più belli da vivere, per quell’infinità di piccolezze a cui, forse solo per abitudine, non riesco a rinunciare con facilità. Detto ciò, sono certa che col tempo imparerò anche io ad apprezzare di più il Belgio.

  4. Per fortuna il titolo premette “stupidi spunti”, perché altrimenti sarei stato molto critico con questo post 🙂 diciamo che molti dei punti elencati sono criticabili (non è vero che qui verdure e prodotti sono insapori, basta saper comprare, io mangio meglio che in Italia, grazie al GASAP, per esempio, e sfido chiunque a Roma o a Milano a trovare prodotti migliori), ma ognuno vive la propria esperienza e la propria visione della città: ecco, attenti a non generare dalla propria visione particolare poi leggi universali su Bruxelles ed il Belgio, potremmo cadere facilmente in facili generalizzazioni ed errori.

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