"Unica" e "L'altra metà dell'anima"

Nel panorama della musica pop italiana continuano le novità discografiche. Il 29 Novembre è stata la volta del nuovissimo album di Antonello Venditti: Unica. 9 brani che continuano i racconti personali e non, che il cantautore ci propone da anni. Impegno sociale, amore e vita, quella di tutti con i problemi che ognuno può incontrare. Per il cantautore l’album è desiderio di libertà, quella di amare, di vivere in maniera dignitosa, insomma libertà a 360 gradi. Lui stesso l’ha definito la sua “preghiera laica”.

Ecco la track list:
1.E allora canta!: di fronte alle varie difficoltà, dall’amore perso al lavoro svanito in questi anni di crisi, Venditti incita tutti a non molllare e gridare come nel coro finale: “la libertà ritornerà”. La conclusione del brano è affidata al famoso sassofonista Gato Barbieri che accompaganto da un tappeto di archi improvvisa e regala melodia alla canzone. Il brano segue la falsa riga di tanti soggetti e delle vite cantati in “Che fantastica storia la vita” e “Sotto il segno dei pesci”.
2.Unica (Mio danno ed amore): gelosia e passione per la compagna che forse si sta facendo stringere da qulacun altro. Danno ed amore. E’ il singolo ufficiale dell’album e sicuramente il brano più rappresentativo.
3.Oltre il confine: una dedica a chi sta arrivando profugo nel nostro Paese con la speranza di una vita migliore “con l’aiuto di Allah se Dio vorrà”.
4.Ti ricordi il cielo: brano che va ascoltato più volte e capito. Si sente la mano di Pacifico.
5.Forever: brano con un segnale ben definito, “sarai con me per sempre”. E’ stato dedicato alla madre del cantautore che ora non è più qui. Brano al centro dell’attenzione dei critici per alcune analogie con un brano dei Coldplay.
6.Come un vulcano: dedicato ad una donna che prende tutti e nonsi ferma mai, un vulcano!
7.Cecilia
8.Non ci sono anime
9.La ragazza del lunedì (Silvio): è il brano politicamente scorretto che Venditti inserisce in ogni suo album. Parla di una ragazza lasciata sola dal suo Silvio nel “classico” lunedì ed ora cercherà di riprendersi la sua vita! Alla batteria troviamo Carlo Verdone, come nella sana tradizione “vendittiana” in brani di questo genere.
Dall’8 Marzo, a Roma, partirà il nuovo tour e toccherà come sempre molte città italiane.
“Unica” è prodotto da Antonello Venditti e Alessandro Colombini per la Heinz Music.
Personalmente trovo il lavoro un po’ sotto le mie aspettative, sono passati quattro anni dall’ultimo album di Venditti e i brani come sempre sono solo nove. Credo che solo “Unica” faccia la differenza. Impegnati i testi e ben pensati gli arrangiamenti, ma spesso la melodia lascia a desiderare e il brano si fa apprezzare solo per il ritmo. Pochi spazi per il piano e il sax L’album va ascoltato e capito, al primo impatto purtroppo non lascia un grosso segno, ma riascoltandolo ammetto che ne sto cogliendo e valorizzando le sfumature.

Dopo quasi 50 anni ci carriera con i Nomadi, Beppe Carletti, leader della formazione, decide di far uscire un album tutto suo di sola musica strumentale. “L’altra metà dell’anima” è il titolo del suo lavoro, 13 brani strumentali con piano e tastiere e dei bei vocalizzi di Alessandra Ferrari. Un lavoro molto “intimo” le cui le note ci portano in magiche atmosfere. Semplice la copertina come semplice la sua vita e il suo racconto di come e perchè nasce quest’album: “Questo è un progetto che coltivavo da tempo. Un sogno maturato e cresciuto, durante questi lunghi anni di vita e di musica, lungo le strade del mondo. Si tratta di 13 brani strumentali inediti. Composizioni che rivelano una parte di me stesso, nascosta e sconosiuta. In questo lavoro infatti, escono allo scoperto emozioni, fragilità, sentimenti e pensieri, che appartengono all’altra metà della mia anima. Un album che fotografa i momenti importanti della mia esistenza: un incontro imprevisto, la nascita dei miei figli e dei miei nipoti, la morte di Augusto, un tramonto su una spiaggia, il sorriso di un bambino, il respiro del vento e l’odore della pioggia, o semplicemente la consapevolezza di essere vivo. Composizioni che sono fotografie di attimi rubati alla vita e che non potevo che riempire di note”.
Veramente belle queste melodie che rimarcano lo stile pianistico e tastieristico del musicista emiliano. Forse sarebbe stato bello sentire qualche strumento “vero” quali un flauto o un violino anziché le sole tastiere, ma Beppe è questo. Ricordo lo scambio di battute che ho avuto con Carletti negli spogliatoi di un palazzetto dello sport prima di un concerto: impressionanti la sua semplicità e la sua cordialità. In bocca al lupo per questo lavoro che arriva alla soglia dell’anniversario dei 50 anni della band e dalle recenti dimissioni del cantante Danilo Sacco.

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