Se in Grecia si abbandonano i bambini

Anna, la mamma non ti verrà a prendere stasera. Non ho più soldi. Scusa. La tua mamma”. Questo biglietto è stato trovato in una scuola di Atene. Il personale della scuola dice che non è un caso isolato. La Grecia sta affondando nell’incubo della miseria più nera, dove si ritrovano persone che fino a ieri conducevano una vita normale, andavano al lavoro, accudivano i figli e ora si ritrovano senza niente, abbandonate a loro stesse, senza alcuna rete di protezione sociale ed economica. “Ogni notte piango da sola a casa. Ma cosa posso fare? Non ho sceltaracconta alla BBC un’altra madre che ha deciso di abbandonare il figlio.

Le domande che ci assalgono sono molte: com’è possibile che questo avvenga in quell’Europa nata per garantire i diritti fondamentali ai propri cittadini? Quali colpe hanno le giovani generazioni greche, tali da dover essere pagate con lo sfascio delle proprie vite e dei propri affetti più cari? Come è possibile che la politica europea possa cinicamente calcolare i doveri finanziari di un paese senza garantire la possibilità di sopravvivenza dei suoi cittadini? Quale morbo si è impadronito delle menti e dei cuori di chi ha le responsabilità politiche ed economiche di trovare una via d’uscita da una crisi che, prima che economica, è morale e di giustizia? È vero, la Grecia ha fatto molti errori negli ultimi decenni. La sua classe politica ha mentito, non ha pensato all’interesse generale ma ai propri interessi particolari. Questo vale anche per l’Italia e gli altri paesi che hanno vissuto sperperando e non creando quei meccanismi sociali e istituzionali capaci di garantire la sostenibilità, economica e sociale, del proprio sistema. Ma è proprio vero che ognuno ha la classe politica che si merita? E chi può tirarsi fuori dalle responsabilità? Dove era l’Europa quando queste politiche scellerate venivano attuate? E ancora: quale responsabilità è così grande da dover essere pagata con il sangue e gli affetti di vite spezzate, abbandonate, emarginate?

Le responsabilità e le relative sanzioni, in un mondo giusto, dovrebbero essere commisurate ai reati commessi. Ora, la mamma di Anna quale enorme colpa ha per essere costretta a scrivere quel terribile biglietto? Quale potere aveva a disposizione per impedire che ciò che è avvenuto non avvenisse? Se nemmeno l’enorme apparato europeo né il sistema finanziario e bancario internazionale sono stati capaci di capire e prevenire ciò che stava accadendo in Grecia, come è possibile che la madre di Anna sia in qualche modo responsabile? Di domande come queste potremmo continuare a porne ancora molte. Resta il fatto che questa crisi ha mostrato tutti i limiti e tutta la falsità delle grandi retoriche solidaristiche che mascheravano i veri interessi della costruzione europea. Diciamo la verità, è facile stare insieme quando c’è da dividere qualcosa, più difficile quando c’è da rinunciare a una parte del proprio benessere e dei prori privilegi.

Una cosa è certa, nessun ideale più o meno nobile, nessuna moneta o mercato, nessun debito privato o pubblico, può pretendere di essere servito con la vita delle persone, dei bambini, delle madri. Non c’è colpa tanto grande. L’unica cosa per cui vale la pena difendere un sistema è la sua capacità di garantire la giustizia sociale e la dignità di tutti i suoi componenti. Altrimenti, si chiami Democrazia, Europa o Stato, tale sistema non ha ragioni morali per esistere.

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4 pensieri su “Se in Grecia si abbandonano i bambini

  1. Volevo fare i complimenti per la pubblicazione di questo articolo. Veramente toccante.

    Gli interrogativi posti in esso dovrebbero farci riflettere sulla direzione che l’umanità sta prendendo.

    E purtroppo appare chiaro che stiamo andando verso la rovina

    Grazie ancora!

  2. La bambina merita aiuto ancor piu’ della madre. Con loro molte, portroppo davvero molte, altre,
    Le difficolta’ erano note. Non serviva prevedere, gia’ si sapeva. Ed ancor di piu’ lo sapevano i governanti che hanno truccato i bilanci per beneficare dei vantaggi (SI!!!!!) dello stare in UE. La Grecia merita di rimettersi in sesto pagando un prezzo che non sia distribuito solo sui piu’ deboli. Ricchezze considerevoli sono in mano a pochi ed i proventi di una economia arreatrata ma non insufficiente a se’ stessa sono concentrati.
    La debolezza viene da lontano, ed e’ espressione di un malcostume diffuso anche nelle piccole cose, quelle che fanno da radice e polmone alla societa’ ed alla sua crescita.
    Negli anni/decenni scorsi non si era sentito lamentarsi nessun greco della possibilita’ di andare in pensione a 51 anni con il 90% dello stipendio, calcolato sui 5 anni migliori. Pochi si lagnavano della fuga del capitale umano. Tutti accettavano il saccheggio delle casse pubbliche come fisiologico. Sono andato in Grecia piu’ volte ed ho visto ben pochi scontrini, a fronte di spese considerevoli.
    Noi italiani dovremmo pensarci: paghiamo la colpa di aver visto nello stato un nemico od uno straniero obbligato, assecondando cosi’ chi lo saccheggiava e saccheggia in silenzio, espressione della nostra allergia ad ogni regola.
    In Grecia sono solo stati piu’ bravi di noi in questo. Ed e’ una bravura che non serve piu’ a nessuno, perche’ non c’e’ piu’ niente da scavare.
    Quella bambina non merita quanto descritto, come potrebbe?! Ma i primi ad allargare i cordoni della borsa sono in Grecia, e poi a ruota gli altri.
    Si fa troppo presto a dare la colpa alle istituzioni che, volenti o nolenti, sono li’ per aiutare, ma non incondizionatamente.

  3. Io mi domando, dove può arrivare l’indifferenza degli italiani? Dove? Cosa fa il popolo italiano per evitare queste sofferenze al popolo greco? Dove siamo ogni volta che il Parlamento grevo accetta i diktat della troika?

    Continuo?

    Abbiamo mai protestato di fronte igli uffici dell’Unione Europea a Roma o Milano? Mai?

    Di fronte l’ambasciata greca?

    La mia verità è che il popolo italiano, come quasi tutti i popoli,ha qualcosa di terriblmente marcio al suo interno. Siamo pavidi e egoisti. Si, ammettiamolo, facciamo schifo.

    Rammento poi, al lettore, che la Grecia potrebbe creare piena occupazione e pieno stato sociale in pochi anni. Dovrebbe, uscendo dall’€, spendere a deficit a favore dei cittadini. Tutto qui. Ma tranquilli, con dei popoli cosi ignoranti e stupidi, che si battono contro Berlusconi e la casta, non avverrà mai.

  4. ancora qualche mese e anchè noi saremo nella situazione della grecia.
    e allora sara troppo tardi per porre delle alternative e protestare. portando la gente a questo punto di poverta i pensieri di queste persone saranno solo sulla sopravivenza di se stessi.

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