Rifiuti zero

In questo periodo di estrema crisi monetaria si parla così ampiamente di economia, Unione Europea, spread, e così scarsamente di tutti quei problemi che necessitano di risanamenti immediati. Un esempio qualsiasi? La gestione dei rifiuti.
La legge italiana richiede a ogni città di raggiungere il 65% di raccolta differenziata, un obiettivo che la politica rende impossibile da raggiungere dichiarando la gestione dei rifiuti una situazione d’emergenza, così discariche e inceneritori risultano le uniche soluzioni efficaci. Qui – e non solo – la politica erra: la gestione dei rifiuti non è mai sinonimo di allarme o dilemma socio-politico poiché, come tutti sanno, dal trattamento corretto dell’immondizia possiamo trarre soltanto benefici, e invece? Invece, gettando la monnezza in discarica o infornandola negli inceneritori, la gestione dei rifiuti viene resa un problema a livello nazionale. In questo caso, come in molti altri, la politica crea il problema dove potrebbe non sussistere. I politici non meritano alcun rispetto quando impongono ciecamente, attraverso la loro schifosa supremazia, l’apertura di nuove discariche o quando, attraverso studi poco accurati, difendono pienamente gli inceneritori, perché tutto questo avviene senza che essi pongano attenzione ai dissensi popolari.
I nostri rifiuti non sono unicamente spazzatura, e quindi oggetti da nascondere sottoterra o da bruciare nei termovalorizzatori ma anzi, dopo essere stati legalmente trattati, possono dar vita a nuovi oggetti, evitando tra l’altro di consumare le materie prime che oggi, purtroppo, scarseggiano sulla Terra. Sono dunque materie preziose che possono dare fiducia al futuro che ci attende e speranza in quel mondo che, presto o tardi, sarà sempre più carente delle materie dalle quali oggi dipendiamo.
La raccolta differenziata e il riciclaggio sono due delle tante soluzioni sostenibili in grado di riportare il giusto equilibrio tra noi e l’ambiente. Se noi producessimo e successivamente riciclassimo quanto fabbricato, le risorse naturali sarebbero disponibili anche un domani, e il nostro habitat si troverebbe in condizioni abbastanza decenti da poter continuare a ospitare meravigliose civiltà in futuro. Non sto imponendo nessuna mia ideologia, vorrei solo far capire a chi legge che la tecnologia non sempre riscuote risultati positivi, che non è sempre la via più semplice – ad esempio bruciare i rifiuti o sotterrarli – a sistemare le cose, che la politica è stata macchiata da qualcosa di indelebile, che il fatto che siamo homo sapiens non spiega il perché dovremmo sempre salvarci la pelle. Vorrei semplicemente far capire che i rifiuti sono risorse importanti il cui scopo non è inquinare l’ambiente circostante ma sostituire quelle materie che si stanno esaurendo. Penso che la cosa più difficile da combattere non si trovi nel far eseguire la raccolta differenziata o insegnare come riciclare l’immondizia, ma come poter destituire chi detiene il dominio della gestione dei rifiuti. Se ci fossero persone più motivate e dotate di maggior buonsenso in campo politico, non ho dubbi che il mondo sarebbe leggermente migliore. Dico
 leggermente. Forse siamo troppo sapiens per sistemare il mondo, ci vorrebbe un tocco di umiltà in più in tutti noi…
Zero waste = rifiuti zero: non è uno slogan, è un modo di pensare più pulito che dovrebbe accarezzare gli stili di vita di tutti, non solo di alcuni.

 

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3 pensieri su “Rifiuti zero

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