Clochard, una vita sempre più difficile

Le ondate di freddo provocano sempre disastri. Quest’anno, poi, il numero delle vittime dovuto al maltempo è più alto degli altri anni. La maggior parte delle persone che perdono la vita per le conseguenze del freddo e della neve sono i “senzatetto”, il cui vero nome è quello di “clochard”.

La condizione di clochard è una situazione nella quale una persona per molto tempo non ha un luogo di residenza. Ovviamente i clochard sono presenti soprattutto nelle aree più povere delle grandi città e in quelle suburbane. Molti di loro sono persone provenienti da altri paesi. In realtà, però, tra i clochard ci sono anche alcolizzati, tossicodipendenti, persone separate dai propri coniugi, uomini e donne con problemi psichici. Si trovano in particolare vicino le stazioni, nelle fermate della metropolitana e i più fortunati trovano accoglienza in apposite strutture.

Negli ultimi giorni a Roma alcuni clochard hanno perso la vita per via delle condizioni atmosferiche. Da qui sono scaturite violente polemiche tra il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e il resto del mondo. C’è da essere certi, però, che alla stazione Tiburtina continueranno a vivere tante persone con temperature gelide, senza che venga trovata una soluzione alle loro condizioni di vita. A Roma come altrove. Ci sono anche casi in cui, però, i clochard non vogliono allontanarsi dalla strada, restando al freddo e al gelo per mesi interi. Alcuni di loro hanno sempre vicino degli animali come cani e gatti e non vogliono separarsene per nessun motivo. In loro difesa ci sono alcune organizzazioni senza fini di lucro. In Italia la comunità di Sant’Egidio e la Caritas sono molto attente a questo tipo di problemi, mentre una grande organizzazione mondiale, Goodwill Industries, provvede allo sviluppo e alla ricerca di opportunità di lavoro per queste persone. Molte città hanno giornali di strada oppure riviste dedicate alla loro situazione sociale. Spesso i clochard per cercare di sopravvivere chiedono l’elemosina per la strada: questa pratica, però, è diventata illegale in diverse città. In altri casi ci sono i “buskers”, cioè artisti da strada che fanno giochi di prestigio e abilità, suonano e disegnano sul marciapiede, nella speranza di trovare cittadini che regalino loro una moneta. Altre volte i clochard commettono reati nella speranza di essere arrestati e mandati in prigione. Purtroppo non tutte le organizzazioni umanitarie si occupano dei problemi relativi alle persone che vivono e dormono per la strada. Anche le istituzioni non prendono mai sul serio questo problema e, a volte, demandano la soluzione di esso proprio alle organizzazioni umanitarie. Il numero dei morti per le strade di questi giorni è la conferma che, purtroppo, nessuno affronta veramente la questione dei senzatetto. L’unica cosa in cui i clochard possono sperare è l’aiuto di semplici cittadini comuni. Un dato allarmante è quello che riguarda l’aumento del numero dei senzatetto che cresce di anno in anno, secondo i dati forniti dalla Caritas e pubblicati la scorsa settimana dal quotidiano “Il Mattino”, complice la grande crisi economica mondiale. L’aumento della disparità di reddito tra le classi sociali negli ultimi anni non ha fatto altro che aumentare il problema delle persone che non hanno un’abitazione.

Purtroppo quella dei senzatetto è una condizione di vita drammatica a cui nessuno ha mai posto veramente in rimedio, con il rischio, tra l’altro, che nei prossimi anni il numero dei clochard aumenterà e, ad ogni ondata di maltempo, ci saranno altre vittime e altre inutili polemiche.

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