Lontano dal cerchio

Sono qui a parlarvi di un progetto nuovo che mi ha colpito parecchio in positivo. Voglio presentarvi il nuovissimo album “Lontano dal cerchio” dei Manoloca e Massimo Vecchi. Il disco è nato da sé, con la voglia di suonare e di passare delle ore in buona compagnia. I Manoloca, già all’attivo da parecchi anni, e lui, Massimo Vecchi: bassista e cantante dei Nomadi. Vecchi ci tiene a precisare che questo album non vuole rappresentare nessuna “scissione” dalla storica band modenese e presta la sua voce e la sua grinta in questo progetto. Un album particolare: un rock a tratti duro ma mai esagerato, un pop molto all’avanguardia, temi che ci riguardano e a volte scorretti (nel senso che non rientrano nei temi del perbenismo di facciata). Una protesta contro corruzioni e violenze proposta con forza e mai con falsità.

Questa la track-list:
1.Porgi l’altra guancia. Parla di questo mondo che spinge e viaggia veloce, il desiderio di onestà ma la volontà di non stare più al gioco di chi vuole ingannarci e di non “dare l’altra guancia”.
2.Il prestigiatore. Dedicata ai prestigiatori dei giorni nostri, chi muove la finanza secondo i propri obiettivi.
3.Il tuo ritratto. Sicuramente il brano più piacevole e più radiofonico scelto appunto come singolo di lancio dell’album. Merita veramente!
4.Regina in polvere. Un po’ bossa-nova e un po’ rock, da ascoltare
5.Un senso di insoddisfazione. Riff da brivido, da band vissuta.
6.Al bivio sbagliato. Brano sulla dignità di un immigrato
7.Hanno picchiato Damiano (sul portone di casa). La polizia ha picchiato Damiano dell’università di Santiago. Quando la libertà di pensiero è un crimine.
8.Sotto lo stesso cielo. “Qui non c’è niente da buttare tranne te!”
9.Non mi servi più. Togliersi un bel po’ di sassolini dalle scarpe verso chi non crede più nelle tue capacità e ti ha sfruttato fino a poco fa.
10.Il ponte. La musica dei Manoloca si mescola a ritmi dei Balcani raccontando di Mirko che non potrà più attraversare il ponte distrutto dalla guerra.

Riascoltando il lavoro sono sempre più convinto che sia di qualità. C’è la sana aria delle sale di registrazione, ci sono le sovraincisioni ma non c’è quell’abuso di “compressione” ed elettronica per dare perfezione ai suoni che spesso fa diventare un disco “freddo”.
Ma sto commettendo un grave errore, non presentare i protagonisti di questa buona musica italiana:
Dave Colombo alle chitarre, Daniele Radice al basso, Aso Barbieri alle tastiere, Franz Piatto alla batteria e Massimo Vecchi con la sua voce grintosa.

Seguite le loro prossime novità su www.manoloca.it

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