I miei giochi (London 2012) – Parte IV

VI
30-7
Ci sono un campano, un pugliese e un siciliano…
Se deciderete di andare a Londra e iscrivervi in un college, non abbiate paura di partire da soli. Nelle scuole farete amicizia con decine di ragazzi e naturalmente non mancheranno gli italiani. Per puro spirito da crew, nelle pause verrete attratti dai vostri simili. Io ho conosciuto russe, cinesi, giapponesi, spagnoli, coreani, equadoregne, e soprattutto italiani. La Campania spadroneggia, seguono Lazio, Veneto, Friuli, Puglia, Emilia, e..Sicilia. Farete subito comunella, come ho fatto io. Vi piacerà sentire qualcuno che parla la vostra lingua, senza dovervi sforzare troppo di cercare il past tense o il simple past tense di quel cazzo di verbo irregolare che si trasforma in una parola che non c’entra nulla. Allora scatteranno i programmi, si girerà insieme e si uscirà in gruppo. Io una sera, prima di andare in un noto club (qui ci sono i club’s non le disco), mi sono ritrovato in piena zona gay a Soho, con un campano e un pugliese. Si lo so, sembra l’inizio di una classica barzelletta del grande Gino Bramieri, ma non lo è. Avevamo sbagliato zona, tutto qui, ci hanno pensato le ragazze del gruppo tricolore a indicarci la strada da seguire.
Al Pacha sono arrivato alle 23, ma avevo un appuntamento con altre persone e, una volta entrato, credevo mi facessero il timbro cosicché potessi uscire. A Londra, invece, non funziona così. Se esci, per rientrare dovrai ripagare, a meno che tu sei un italiano e te la sai cavare. La sicurezza al primo tentativo mi rimbalza, ma gli spiego che sono italiano e che devo uscire necessariamente. Il caso vuole che la manager di questo importante club di Londra sia italiana, e quindi il consiglio dell’armadio che sta all’ingresso è quello di provare a parlare direttamente con lei. La raggiungo in ufficio, mi presento e spiego le mie ragioni. La prima risposta è negativa e sembra definitiva… se non fosse che proprio in quell’istante la lazial donna un’ape nera vide sul suo tavolo, e ad ansimare iniziò. Prendo la palla al volo, è un rigore a porta vuota, non posso sbagliare. Ammazzo l’ape con la manica del maglione, e mi si aprono le porte del Paradiso… ops del Pacha. Esco e dopo una mezz’oretta rientro. Question: Quante probabilità avete di incontrare un italiano a Londra? 100 % ! Quante probabilità avete di incontrare un vostro compaesano a Londra? 80-90 %! Io al Pacha ho incontrato un ragazzo della sicurezza catanese che in passato lavorava al Banacher, e al Museo di Storia la cameriera che ci ha aiutato a trovare il tavolo al ristorante era di Mascalucia. Noi siamo il Made in Italy.

VII
31-7
Londra è incredibile, ma c’è un percorso che mi ha fatto innamorare di questa città. Di notte tutto qui assume un mistero differente, ma c’è un luogo che visitato in una giornata grigia, secondo me, acquisisce bellezza. Può sembrare una stupidata, ma credo che Covent Garden di mattina, in una di quelle giornate classiche londinesi, nuvolo e venticello, e si dai, anche una leggera pioggerellina, sia uno dei posti più romantici e caratteristici di Londra. La fermata è Covent Garden, poi usciti dalla stazione si apre uno scenario da romanzo: il tempo sembra essersi fermato, fatta eccezione per i tanti negozi internazionali (Zara su tutti); una piazzetta semplice, una chiesa incantevole, e poi un mercato al coperto su due piani; giù è possibile imbattersi in un concerto improvvisato di violini e violoncelli e, a pochi metri, due energici cuochi mischiano la paella in pentoloni da un metro di diametro. Al primo piano i negozi caratteristici, e poi il vero e proprio mercatino che vende il tea (of course), giocattoli, t-shirts, ceramiche, pentole, bigiotteria, pelletteria, food, e tanto altro. Tutto intorno stradine minuscole, ma lunghe e piene di negozi alla moda. È stupendo perdersi tra le stradine e camminare senza meta. La sera poi tutto si trasforma: i pub si riempiono di persone e i ristoranti pullulano di gente di tutti i tipi. Da Covent Garden, in pochi minuti sarete a Leicester Square, e vi troverete in piena Piccadilly Circus. La zona di Piccadilly è elegantissima, una volta sorgevano i Gentlemen’s Club, e adesso ci sono tantissimi negozi per uomo: il negozio dei sigari, quello per la barba, quello delle pipe, quello delle cinture, delle scarpe, delle camice, delle cravatte, degli abiti, e poi i barbieri. Senza dimenticare il Ritz che è hotel and gioielleria. A Piccadilly non è difficile poter trovare un luogo dove mangiare, ma in generale in tutta Londra. Una cosa che mi ha impressionato di Londra è che qui si mangia a tutte le ore del giorno e della notte. Si inizia presto con le colazioni da Starbucks con caffè, cappuccino e biscotti, si continua con il break di mezza mattinata, magari un sandwiches da Pret-a-manger, poi una zuppa o del sushi a pranzo, e poi si ricomincia di pomeriggio con un cappuccino alle 16, magari bevuto per strada mentre si aspetta il bus, o il tea alle 17 in uno dei tantissimi ed elegantissimi place londinesi, birra alle 18 nei pub, fino alle 20 e poi cena alle 21. La zona di Westminster è da brividi, e in questi giorni a pochi metri da Westminster Abbey, si trova Casa Italia. Non è difficile trovarla perché la scritta bianca sul prato antistante la Queen Elizabeth II Conference Centre è visibilissima. È un’invenzione del Coni, che ha pensato di radunare il calore e l’affetto degli italiani in vacanza a Londra intorno agli atleti che ogni sera, dopo le gare, volessero trascorrere delle ore in relax; ogni sera nell’auditorium c’è un evento, condotto da Peppe Quintale. La serata con J-Ax è stata incredibile: lo sponsor di Casa Italia è infatti Radio Italia, ed ospite della serata è stato l’ex Articolo 31 con i suoi nuovi compagni di viaggio. Paoletta, v-jay di Radio Italia ha presentato il gruppo e fatto una breve intervista, poi il cantante italiano si è scatenato nelle sue canzoni più famose, e l’Auditorium è letteralmente esploso. Assedio è il termine esatto, decine e decine di ragazzi e meno giovani hanno saltato e cantato con il rapper, tra i fan anche il bronzo di judo Rosalba Forciniti. A Casa Italia si possono seguire i Giochi, dentro l’Auditorium, oppure partecipare ad uno dei numerosi appuntamenti con la musica e l’intrattenimento.

VIII
05-8
Food.
Prima di partire tutti mi dicevano “attento, a Londra si mangia da schifo!”. Non voglio sfatare questo luogo comune, è solo che mi aspettavo di peggio. Voglio dire, è anche difficile mangiare qualcosa di londinese, qui le catene internazionali e mondiali comandano. Al punto che al giorno numero cinque mi domandavo se avessero abolito il fish and chips, tanto da voler proprio andare alla ricerca di un posto dove poterlo mangiare. Non sono tantissimi, come mi aspettavo, i posti dove poterlo mangiare. Alla fine l’ho preso in un posto stupendo che sfiora il Tamigi, a South Bank. Lo servono in un grosso piatto, con il contorno di patatine e in mezzo il pezzo grosso, il merluzzo fritto e poi una salsa di piselli. Come dicono qui, abusando di avverbi extreme adverb , estremamente buono. Altro piatto tipico è la Baked Potatoes, io l’ho preso in un camioncino a Hyde Park, ma così in fiducia, senza neanche sapere cosa fossero. Ho letto pollo e mi ha convinto. Si tratta di una patata aperta in due, sulla quale spalmano del burro e poi a scelta, pollo in salsa piccante o carne a scelta e poi salsine sconosciute. Quando ho visto il tipo che mi spalmava quel pollo in salsa rossa, ho pensato “mannaggia ho sbagliato tutto.” Invece, incredibilmente soddisfacente. Poi, per il resto, hot-dog, hamburger, panini, sandwiches, spaghetti, pizza, cinese, giapponese, paella, tapas, tacos, e tutto quello che desiderate.
London by night? Ci sono i club dove si paga per entrare, e bisogna avere il documento d’identità altrimenti vi rimbalzano, e non avrete scuse che tengano, e non avrete modo di convincerli. Di solito si pagano 20£ e avete a disposizione un tavolo e una bottiglia; attenti però, in alcuni club vi faranno entrare solo se: a) siete in lista b) siete esteticamente impeccabili. I più noti? Maddox, Piccadilly Institute, Pacha, Fabric, Favela, Ministry of Sound, Tiger Tiger, The Penthouse, Cirque du Soleil. Altrimenti ci sono i pub, e sono dappertutto. Si paga l’ingresso, generalmente 5£, e poi si beve birra a fiumi. Evitate la Guinness se non l’avete mai bevuta, accontentatevi della London Beer, oppure di una pinta bionda alla spina. Alternative: i teatri per vedere i musical, Billy Elliot, Wicked, We will Rock you, cinema, casino, e poi tutti gli spettacoli che troverete in giro per Londra by Night. Per fare un esempio potrà capitarvi di assistere ad un concerto di batteria, suonato da un rasta-man a Oxford Street; unica curiosità, al posto della batteria, pentole. Oppure un concerto di sax a Piccadilly, dove potrete ballare Wake me up before you go go, oppure farvi la foto con Batman a South Bank, o con i numerosissimi personaggi della tv e del cinema che troverete a Covent Garden.

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