I miei giochi (London 2012) – Partre V

Immancabile la visita ai magazzini di Harrods. Anche se la parola magazzini, accanto ad Harrods, secondo me non è molto appropriata. Tutto sembra, tranne che un magazzino. Cinque piani di balocchi, anche se un’annotazione particolare merita il piano dedicato al Food. Una sorta di gioielleria che vende caffè, cioccolato, biscotti, vino, caramelle, dolci di ogni genere, e poi la zona fast-food dove ci si può fermare a bere una coppa di champagne, o a degustare il tacchino arrosto. Chi vi accoglierà al di là del bancone per servirvi la merce sembrerà tutto, tranne che un semplice commesso; la divisa di Harrods, grembiule e cappello, rende infatti tutti coloro che lavorano in questo storico piano di questo incredibile palazzo dei personaggi da favola. Se le scatole in latta piene zeppe di biscotti non fanno per voi, salite e scendete tra i piani e sbizzarritevi tra Prada, Gucci, ecc. Non dimenticatevi la carta di credito, qui dicono che sia la tipica “thing you can’t live without” . Usciti da Harrods potrete noleggiare le bici come ho fatto io e perdervi dentro Hyde Park; attenzione però, a Londra si guida a sinistra e si sorpassa a destra, anche se siete in bici dentro un parco. Questa cosa mi ha confuso tantissimo, non so se una volta in Italia riuscirò a regolarmi al volo. Questa cosa del guidare a sinistra è strana e secondo me insensata; anche le porte di casa hanno la fermatura inglese. Per chiudere, bisogna girare la chiave come se in Italia chiudessimo, e per aprire in senso contrario. Sulle scale mobili della metro vi sarà però chiesto di mantenere la destra, cosicché chi dovrà sorpassarvi andrà a sinistra. Un apposito cartello vi indicherà la posizione da mantenere. Stand on the right. Questa dei cartelli è stata per me una sorpresa curiosa e inattesa. Se mi chiedessero di sintetizzare il pensiero e la cultura degli inglesi infatti utilizzerei sicuramente uno slogan che campeggia nelle underground. È una frase che vi ripeteranno fino alla nausea e che mi ha colpito. Mind the Gap. Se questo mio racconto diventasse un libro, certamente il titolo sarebbe Mind The Gap, e il catenaccio La mia Londra.

Mind the gap, letteralmente si traduce Attento al vuoto; la frase è poi completata da between train and platform. Insomma è un avvertimento a non dimenticare che quando si apriranno le porte del treno, ci saranno 10 cm di vuoto, e bisogna fare attenzione. Mi ha colpito, sia per la frequenza dell’avvertimento, dichiarato a voce, scritto all’interno del treno e a terra sulla piattaforma, ma soprattutto perché a mio parere in questa frase si sintetizza Londra e forse l’intero popolo inglese. Un consiglio per non farti male, un aiuto per te turista e per l’intera comunità. Gli ingredienti del perfetto inglese sono rigidità, precisione, organizzazione e educazione. Qui si dice Polite, e vuol dire educazione, compito da seguire, anche se letteralmente proviene dal greco Polites – Cittadino. I comportamenti che deve avere un bravo cittadino. Questo concetto si respira dappertutto, ma per la Cerimonia d’Apertura me ne sono reso conto definitivamente. Non avete idea di cosa è accaduto nel pub all’interno del quale stavo guardando la cerimonia, quando dalla porta d’ingresso si è presentato un anziano signore. Ma lo stesso sarebbe avvenuto se fosse entrato un disabile o una donna in cinta (priority seat). Si è scatenata la ola; tutti, e dico tutti, nessuno escluso si sono staccati dalla sedia per cedere il posto. Una sorta di devozione verso gli anziani e rispetto in generale verso gli altri. Ecco mind the gap (mind vuol dire anche testa, cervello; una sorta di usa il cervello, metti testa) cementifica il senso di comunità; aiutare gli altri a Londra, vuol dire aiutare se stessi a crescere e migliorare. Qui è ritenuto ingeneroso soffiarsi il naso in pubblico, o gettare qualsiasi cosa per terra e lo stesso vale per la tonalità da tenere nel parlare al telefono quando si è in un luogo pubblico, ma in generale per il senso civico da tenere. Rispetto, in una parola sola.

Questo è quanto ho scoperto a Londra, della Londra città, e dei londinesi; ero venuto per visitare la città, per studiare l’inglese e per i Giochi. Il bilancio è più che positivo; la città è incredibile, ho studiato bene e ringrazio il mio teacher Peter e tutti i ragazzi che con me hanno seguito le lezioni, e poi ho seguito i Giochi, un po’ in tv grazie alla BBC, e anche live (Waterpolo F, Semifinal ITALY vs CHINA e USA vs AUSTRALIA, Marathon F & M). Ho girato tanto e ho raccontato quello che mi è capitato, ho scoperto una città incantevole con centinaia di luoghi da scoprire, e un popolo che racchiude decine e decine di razze e culture, ma che non ha perso le proprie radici. Il viaggio più bello della mia vita è arrivato a 26 anni, al momento giusto credo, mi aspettavo 80, e ho ricevuto 110. Adesso ritorno in Italia, e spero di avervi raccontato abbastanza di questa City meravigliosa.

Andrea Cataldo

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