Il concorso per la Procura dello Stato: sogno di una notte di metà ottobre

Stamattina mi sono svegliato con un gran mal di testa. Deve essere dovuto al fatto che questa notte ho fatto un sogno terribile, ve lo racconto. Ero uno dei ragazzi che hanno partecipato al concorso per Procuratore dello Stato, la cui prova selettiva si sarebbe dovuta svolgere lo scorso 12 giugno presso i locali dell’Ergife Palace Hotel di Roma. Il bando prevedeva l’assunzione di tre candidati per il ruolo di Procuratore dello Stato, le persone che si sono presentate erano novecentosettantacinque.

Ricordo che la procedura si è svolta con modalità assolutamente poco chiare, il che ha dato luogo al verificarsi di circostanze del tutto anomale per un concorso pubblico.Non sono stati effettuati i doverosi controlli volti alla verifica dell’eventuale possesso di dispositivi elettronici, cellulari, libri e appunti personali.

Non c’è stata neanche la consegna della consueta “doppia busta”. Mi spiego. Di solito vengono consegnate due buste a tutela della trasparenza e dell’anonimato dei compiti svolti, una più grande e anonima in cui inserire l’elaborato al termine della prova e una più piccola contenente un cartoncino da compilare con i propri dati anagrafici che, una volta chiusa, va inserita all’interno della busta più grande insieme all’elaborato stesso.
Nonostante poi all’atto della consegna dei codici non fosse stato consentito ai candidati di introdurre nella sede concorsuale alcun dizionario, in aula vi era una moltitudine di candidati che sfogliavano indisturbati romanzi, riviste e quotidiani.
Ma le anomalie più peculiari si sono verificate all’interno del padiglione.
Sono stati fatti alcuni annunci da parte della Commissione esaminatrice: ai candidati è stato richiesto in primo luogo di controllare sui propri banchi se fossero in possesso di codici altrui. Sono stati fatti i nomi di alcuni candidati che non avevano trovato i propri codici sui banchi, che sono stati invitati ad avvicinarsi.

A quel punto la commissione – nonostante fossero già state effettuate due identificazioni – ha proceduto a un appello nominale di tutti i candidati: quasi mille nomi scanditi, per più di un’ora, mentre si accedeva liberamente in lunghe file incontrollate ai bagni.
Ovviamente l’appello è stato fatto senza curarsi, in alcuni casi, della effettiva presenza del candidato di cui si scandiva il nome. Spesso, infatti, alla pronuncia del nominativo non seguiva l’affermazione “presente” o l’alzata di mano e la voce continuava a leggere imperterrita la lista di nomi.
Intorno a mezzogiorno, trascorse più di tre ore dall’ingresso in aula, è stata quindi sorteggiata la materia della prova: “tema teorico-pratico di diritto privato e diritto processuale civile”.

A ciò seguiva un ulteriore annuncio della commissione, a mezzo del quale si dichiarava che la stessa si sarebbe riunita per la redazione della traccia. Solitamente, e contrariamente a quanto accaduto in quella sede, al momento dell’estrazione della materia deve provvedersi contestualmente all’estrazione della traccia. Tale riunione si è protratta per più di un’ora e mezza, determinando tra i candidati rabbia e nervosismo.
È in questo momento che noi candidati abbiamo iniziato a confrontarci su tutte le irregolarità riscontrate fino a quel momento: a partire dalla insufficienza di controlli, alla mancata consegna delle buste nonostante l’estrazione della materia fosse già avvenuta, alla confusione tra codici e candidati che ha preceduto l’inatteso appello, alla carenza di sorveglianza e ai tempi che si dilatavano sempre più.
Allora la stanchezza e il malcontento di tutti i candidati si sono trasformati in un’evidente protesta generalizzata, finalizzata alla verbalizzazione delle irregolarità fino ad allora riscontrate. Verbalizzazione che non è mai stata effettuata. Nella confusione generale, chi era nelle ultime file ha iniziato a sentire urla e lamentele provenienti dalla parte del padiglione più vicina alla commissione, che si facevano sempre più forti. Il Presidente della Commissione più volte invitava i candidati che protestavano a tacere e a riprendere posto.
I candidati, tuttavia, continuavano a chiedere quando e come sarebbero state consegnate le menzionate buste. Pretendevamo che queste non fossero, come ipotizzato, distribuite ai candidati dopo la dettatura della traccia e nel corso della redazione degli elaborati. La richiesta che noi candidati formulavamo pacificamente nei confronti della Commissione era quella di poter vigilare – anche a mezzo di un esiguo numero di rappresentanti – alle operazioni di distribuzione delle buste e che queste, comunque, venissero espletate prima della dettatura della traccia estratta.
A un tratto si è verificato il paradossale e irreale episodio che vedeva il presidente della commissione intento a invitare i canditati ancora intenzionati a sostenere l’esame, ad alzare la mano ovvero a firmare un “foglio” per manifestare la propria volontà di partecipare comunque al concorso.
In breve tempo una percentuale di candidati (che si può stimare nell’80% dei presenti) ha abbandonato il proprio posto per riversarsi nella parte del padiglione più vicina alla commissione. Alcuni sopraggiungevano, ma non riuscivano neppure ad avvicinarsi alla commissione, a riprova del fatto che – contrariamente a quanto sostenuto nel comunicato ufficiale dell’Avvocatura – la protesta non è stata causata da una minoranza di “facinorosi”.
Molti tra i candidati hanno riferito al presidente di aver addirittura visto su un banco un Codice Civile commentato recante il timbro della commissione sulla pagina iniziale, attestante l’ammissione del codice ai controlli del giorno prima.

L’irregolarità, l’ennesima, è stata prontamente segnalata e sottoposta all’attenzione della Commissione, e uno dei codici che non sarebbero dovuti essere ammessi è stato consegnato alla stessa, visibilmente imbarazzata.
La notizia della presenza di (almeno) un codice annotato con la giurisprudenza (non consentito all’esame), per giunta munito di “regolare” timbro di ammissione dell’Avvocatura, si è diffusa in brevissimo tempo. Diversi candidati riferiscono peraltro di aver visto, ancor prima della dettatura, fogli timbrati già compilati!
A quel punto la nutrita schiera di candidati in plateale protesta ha chiesto al Presidente della Commissione di intervenire per espellere i soggetti trovati in possesso dei materiali di cui non è consentito l’accesso.
Sempre più incontenibili, si sono sollevate grida di protesta poiché si era ormai diffusa la convinzione dell’insanabilità dei vizi procedurali ormai verificatisi.
I tentativi di dialogo sono stati da quel momento respinti dalla Commissione che, dopo aver preso tempo, ha fatto intervenire le forze dell’ordine.
È intervenuto dapprima un Sostituto Commissario della Polizia di Stato il quale ha tentato pacificamente di far tornare la calma nella sede concorsuale non riuscendo, tuttavia, in tale intento poiché i candidati non sono più stati messi nelle condizioni di trovare una soluzione concordata con i membri della Commissione.
Dopo circa trenta minuti hanno fatto ingresso circa quindici agenti di Polizia in tenuta anti-sommossa, causando evidenti complicazioni. Questo arrivo ha dato inizio, infatti, a una legittima opposizione condotta con metodi assolutamente pacifici da parte dei candidati, i quali venivano tuttavia arginati dal dirigente del Commissariato che, isolatamente, ha iniziato ad allontanare fisicamente i candidati che pacificamente stazionavano nei pressi del banco della commissione. Tale condotta consisteva nell’afferrare i candidati per gli arti superiori provando a trascinarli fuori dall’aula ai fini di prenderne le generalità, minacciandoli altresì paventando l’ipotesi di denunzia per il delitto di interruzione di pubblico servizio.
Nonostante il perdurare della situazione di disordine e pericolo descritta, la Commissione ha comunque proceduto all’estrazione e alla dettatura della traccia, nell’incredulità generale.

Il primo tentativo di dettatura è stato coperto da fischi, cori e dal rumoreggiare dei candidati. Quando poi il Presidente della Commissione ha provato per la seconda volta a dettare la traccia estratta, un folto numero di candidati ha iniziato a cantare l’inno di Mameli in segno di mancanza di rispetto della legalità e della trasparenza.
In quelle condizioni, coperta dall’inno di Mameli, da cori sacrosanti, da rumori di banchi e sedie, è stato dato inizio alla prova: nonostante nell’aula regnasse il caos più totale, con quasi tutti i candidati in piedi che discutevano tra loro e con le forze dell’ordine intente a inseguire casualmente i candidati, il Presidente della Commissione ha dettato imperterrito la traccia, e alle ore 15:08 si è decretato l’inizio delle prove.
A quel punto dalla Commissione è arrivata la proposta di consentire ai candidati dissenzienti, ovvero l’80%, l’abbandono dei locali della prova anche nell’immediatezza della dettatura della traccia: soluzione davvero inammissibile.
Poco dopo, diffusasi presso la commissione la notizia che una candidata, una volta ritiratasi, si era reintrodotta in aula e stava filmando con uno smartphone quanto accadeva, è arrivato l’annuncio dalla Commissione: “il concorso è annullato”. Questo mentre altri candidati, “colpevoli” di voler far valere la legalità, ribellarsi alle manifeste irregolarità del concorso in atto e di non voler chinare la testa dinanzi alle innumerevoli ingiustizie subite, venivano presi di peso e trasportati fuori dall’aula da alcuni agenti della Polizia di Stato.
L’aula è stata lentamente sgomberata e io mi sono svegliato sudato e ancora più incredulo.

Oggi pomeriggio ho ricevuto una raccomandata che dice che il 23 ottobre 2012 usciranno le date per il concorso alla procura dello stato, proprio quello che ho sognato stanotte, proprio quello annullato il 12 giugno scorso e che si svolgerà a Roma nuovamente tra qualche mese.

Mi sono fermato un secondo e ho capito che stanotte non stavo sognando, ma molto più semplicemente stavo ripercorrendo con la mente quelle ore da incubo, passate poco più di tre mesi fa e tutt’altro che surreali.

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2 pensieri su “Il concorso per la Procura dello Stato: sogno di una notte di metà ottobre

  1. Realmente lo que has dicho me ha sido interesante.
    Si bien tengo que admitir que alguno de los otros artículos distinto
    no me convenció tanto, lo de esta vez me ha gustado mucho.

    Saludos y gracias

    • Grazie a te per il commento. Ho raccontato i fatti, cosi come li ho vissuti li ho tradotti in parole. ( 😉 Forse è quello che dovrebbero fare tutti i cronisti). Grazie ancora Francisco.

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