Toccherà tifare la Confindustria…

A mandar via il mangiatore di ghiande seduto alla presidenza del consiglio ci hanno provato in tanti: magistrati, comici, politici più comici dei comici, donne i cui figli non avranno mai la certezza di chi sia il loro babbo, e persino sua moglie. Non ricordo neanche più quante volte mi sono fregato le mani pensando “E’ fatta! Stavolta se lo inchiappettano senza preliminari”.

Che questa sia la volta buona? Incrociando le dita mentre strofiniamo ferro e ci tocchiamo i santissimi, vediamo di fare una seria analisi macro economica del nostro paese:
– Si mormora che nel 1929 avessero già paura della crisi finanziaria odierna;
– L’unica possibilità che un giovane ha di trovare lavoro è di essere assunto all’ufficio di collocamento;
– Il debito pubblico italiano è rappresentabile solo in notazione esponenziale;
– Chi si dovrebbe comprare il nostro debito viene apostrofato come “Culona Intrombabile”;

In questo scenario beh… in un paese democratico basterebbe a costringere il suo presidente alle dimissioni, in un paese meno democratico lo spingerebbe al patibolo, e anche in una fellatiocrazia come la nostra qualche onda di malcontento più grossa delle altre te la aspetti. Non proprio.

Neanche il famigerato articolo 8 è stato capace di riunire la protesta di tutti i sindacati, che rimangono divisi. Il Cozza Day di Grillo non è riuscito a calamitare l’attenzione dei media (fin qui tutto normale), ma francamente neppure della rete, e si è trasformata in una pizza frutti di mare. Le ultime manifestazioni del popolo viola fuori dal palazzo di Montecitorio sono stati dei fiaschi clamorosi. Nei movimenti c’è qualcosa che sembra si sia rotto insieme alle palle dei cittadini, che appaiono immobili, forse confidando che la natura sia ormai prossima a risolvere da sé il problema di un 75enne che non vuole andare in pensione.

Sembra invece che le bordate più forti stiano arrivando da chi meno te l’aspetti, e forse per questo fanno più male delle altre. I cattolici, che un tempo contestualizzavano le bestemmie, non sono più disposti a sorvolare sugli aiuti alle adolescenti che altrimenti si sarebbero prostituite in cambio dell’esposizione di qualche crocifisso sopra i banchi scolastici.
E gli imprenditori? L’Italia che produce? Prima ha sbottato la Marcegaglia perché il governo del fare in realtà non fa una sega, poi la contestazione a Matteoli da parte dei costruttori edili, e ora i giovani di Confindustria che invitano il governo a non farsi vedere al loro convegno.

Saranno vescovi e  industriali a dare la zampata finale a Berlusconi? Che fine hanno fatto viola e rossi?

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