Un deja vù targato Roberto Carlos

Era il 1997, era estate. L’anno successivo si sarebbero giocati i mondiali di calcio in Francia, quindi si pensò di “testare” il terreno con un torneo internazionale con alcune delle nazionali più importanti e che sarebbero state fra le favorite. Si affrontavano Italia, Brasile, Francia ed Inghilterra. Fra i ventidue azzurri convocati c’erano ad esempio un giovanissimo Inzaghi, un altrettanto giovane Del Piero, e nomi che solo i più appassionati ricorderanno come Maini del Vicenza e Torrisi del Bologna. Più ovviamente il mitico Attilio Lombardo, che siglò anche una sfortunata autorete contro il Brasile. Già, perchè la formula era del “tutti contro tutti”, ovvero girone all’italiana con la squadra che avrebbe fatto più punti che sarebbe stata campione. Vinse l’Inghilterra, che ci sconfisse nella prima partita per due a zero. Facemmo poi due pareggi, tre a tre col Brasile (ma li massacrammo) e due a due con la Francia (dove furono loro a giocare meglio). Del Piero segno tre reti in tre partite, grande protagonista. L’anno dopo nacque il dualismo con Baggio. Ora vi domanderete il perché di questo lungo preambolo. Semplice, perché di quel torneo nessuno ricorda niente, tranne una incredibile rete di Roberto Carlos. Si era a Lione, il tre di giugno. Al ventiduesimo del primo tempo il terzino sinistro a quei tempi al Real Madrid sparò un siluro dall’effetto pazzesco che sorprese Barthez (ma avrebbe sorpreso anche Jascin) per una delle reti a tuttoggi più incredibili della storia. Sono passati quasi quattordici anni, Roberto Carlos adesso gioca nel Corinthians, col quale sta affrontando il “Paulistao”, il campionato statale (in Brasile prima che inizi quello nazionale ogni stato gioca un campionato a parte). Nel match contro il Portuguesa, ha segnato direttamente da calcio d’angolo. Un tiro improvviso, forte, rasoterra, che si è infilato all’altezza del secondo palo. Magari cercava il cross, ma poco importa. Perchè mi ha riportato a quando avevo quattordici anni, visto che ricordo perfettamente dov’ero in quel momento, nell’unico momento in cui non ho odiato calcisticamente parlando il Brasile.

Day 21 Mondiali di calcio: le magnifiche quattro

Ci siamo. Ecco le semifinaliste. I quarti di finale si concludono con sorprese, delusioni cocenti e certezze sempre più salde. Un minestrone di emozioni degno della Coppa del Mondo. Vediamo come sono andati i quarti.

Olanda-Brasile: la Gazzetta dello Sport il giorno della partita titolava “E il vincitore è…” con la foto di Maicon, visto che tutti gli esperti si dicevano certi della vittoria finale della squadra di Dunga. Gli esperti come sempre, non ci hanno capito nulla. Passa il Brasile con un gol di Robinho, con un lancio di Felipe Melo che taglia in de un’addormentata difesa olandese. Gli “orange” però si riscattano nella ripresa, grazie al Felipe Melo “versione Juventus”. Incredibile e goffissimo autogol su cross di Snejider ed espulsione qualche minuto dopo il vantaggio olandese, messo dentro sempre dall’asso dell’Inter che insacca di testa su azione da corner dopo una “spizzata” si Kuyt. Carioca a casa, processi e lutto nazionale. Eh poverini…! Olanda invece meritatamente avanti.

Ghana-Uruguay: Se in Uruguay qualcuno malato di cuore ha visto la partita…per me ci è rimasto secco. Due gol con due errori dei portieri: il primo è un tiro da distanza siderale di Muntari (neanche angolato) sul quale Muslera (forse impressionato dal fatto che Muntari abbia velleità offensive) non riesce ad arrivare, il secondo è una punizione di Forlan sulla quale Kingson non è impeccabile (ma fino a quel momento era stato più che positivo). Supplementari! All’ultimo secondo…rigore per il Ghana! Espulso Suarez per aver fermato la palla con la mano sulla linea di porta, ma Asamoah Gyan calcia sulla traversa. Si va ai tiri dal dischetto canonici e Muslera si riscatta parandone due. Finisce il sogno africano, continua quello “charrua”.

Germania-Argentina: Piange Buenos Aires, piange anche Napoli. L’idolo Diego Armando Maradona, il più forte giocatore di tutti i tempi, non riesce a vincere il mondiale come allenatore, dopo averne vinto uno praticamente da solo nel 1986. Quattro a zero secco secco, che testimonia la netta superiorità tedesca, contro un’albiceleste fragilissima in difesa e con un portiere che sembra quello del palazzo di Luciano De Crescenzo in “Così parlo Bellavista”. I teutonici giocano di qualità in ogni parte del campo e stravincono meritatamente. Ma il punteggio dice tutto, meglio non infierire sull’Argentina.Germania sempre più sorprendente!

Paraguay-Spagna: Emozioni e rimpianti. L’albirroja che veniva dal girone dell’Italia da molto molto filo da torcere alle “furie rosse”. Nel primo tempo annullato un gol forse regolare a Valdez, nella ripresa doppio rigore fallito! Sbaglia prima Cardozo e poi Xabi Alonso (che deve tirare due volte, perché sulla prima conclusione andata a segno l’area di rigore è affollata come una spiaggia della costiera romagnola ad agosto). A risolvere come sempre ci pensa “El guaje” Villa, che diventa anche capocannoniere del mondiale (chi se l’aspettava? Io! L’ho giocato alla Snai!). Potrebbe essere un segnale, perché solitamente quando la Spagna giocava male perdeva sempre, ora invece riesce ad essere vincente in ogni caso.

Le semifinali sono Olanda-Uruguay e Spagna-Germania! Fate i vostri pronostici!

Day 18 Mondiali di calcio: tutto secondo pronostico

Quello che doveva essere il quarto di finale più scontato si è effettivamente concretizzato. Brasile-Olanda. Gli “orange” regolano per due a uno la Slovacchia, in un match che fa aumentare i rimpianti per i tifosi azzurri. “Ma tanto poi uscivamo con gli olandesi” è una frase che si è sentita spesso ultimamente, ma onestamente non ne sono per niente sicuro. L’Olanda vista ieri non ha certo impressionato, anzi, perfino gli azzurri abulici delle prime partite avrebbero avuto qualche chance (se poi si considera che se fossimo passati avrebbe finalmente giocato anche Quagliarella…). La Slovacchia ha fatto la sua parte, giocando una gara modesta non andando oltre le proprie possibilità. Non avere l’obbligo della vittoria a tutti i costi non ha fatto bene ad Hamsik e compagni, non si è rivisto l’ottimo pressing fatto contro l’Italia e per gli arancioni è stato un gioco da ragazzi. Le due reti poi, sono frutto del gioco all’italiana, con due splendidi contropiedi finalizzati da Robben e Snejider. Bravo Vittek ad accorciare su rigore nel recupero chiudendo con ben quattro reti il suo mondiale.

Il Brasile poco più tardi ne rifila tre al Cile. Buona la squadra messa in campo da Dunga, con spettacolo ma soprattutto concretezza. Luis Fabiano sembra essere tornato ai suoi livelli e Kakà sta migliorando. Per gli andini un mondiale comunque positivo, anche se finisce esattamente come a Francia ’98: fuori agli ottavi contro il team carioca. Sarà un quarto di finale interessantissimo, secondo solo a Germania-Argentina. Il Brasile parte favorito ma se si sentono già in semifinale si sbagliano di grosso. L’Olanda ha comunque le carte in regola per fare un bello sgambetto ai verdeoro.

Day 15 Mondiali di Calcio: ecco gli ottavi di finale

Ultima giornata dei gironi di qualificazione. Ultime quattro partite prima degli ottavi di finale, ad eliminazione diretta. Nel girone G Brasile e Portogallo danno vita ad una partita scialba, quasi ridicola, che frutta un brutto zero a zero che però qualifica entrambe. A farne le spese è la Costa d’Avorio che batte tre a zero la Corea del Nord (illusa dopo il buon esordio contro il Brasile) ed esce dal mondiale con quattro punti e prestazioni più che dignitose.

Nel girone H si salva la Spagna che batte a fatica il Cile due a uno. Andini sfortunati, condannati da un’uscita scriteriata del portiere Bravo che regala il primo gol a David Villa, prima del raddoppio di Iniesta con contemporanea espulsione (ingiusta) di Estrada. Nella ripresa accorcia Millar, con il Cile che però ha fatto una buonissima impressione. Esce la Svizzera, meritatamente, perché non riesce a battere il modestissimo Honduras dimostrando una pochezza in zona offensiva veramente allucinante. Gli ottavi comunque sono pronti!! Eccoli:

Uruguay-Corea del Sud, Stati Uniti-Ghana, Argentina-Messico, Germania-Inghilterra, Olanda-Slovacchia, Paraguay-Giappone, Brasile-Cile, Spagna-Portogallo

FATE I VOSTRI PRONOSTICI!!!

Day 10 Mondiali di Calcio: Italia sconcertante

Continua l’avventura dell’Italia. S’è sbloccato un’attaccante, anche se su rigore. Siamo ancora imbattuti. Se vi viene in mente qualche altra cosa positiva fatemelo sapere. La prestazione azzurra contro la Nuova Zelanda merita solo una parola: oscena. Vergognoso il modo in cui i giocatori italiani hanno affrontato l’impegno. Dopo il Paraguay era giusto vedere il bicchiere mezzo pieno, oggi è giusto vederlo quasi vuoto. Non va. Così veramente non va. Marchetti esordisce dal primo minuto e non è impeccabile sul gol, Cannavaro ancora disattento, De Rossi ci salva di nuovo, Gilardino gioca a nascondino e Marchisio…meglio sorvolare. Lippi sbaglia formazione e quando cerca di correggerla non ci riesce, perché Camoranesi viene mandato per creare scompiglio e ci riesce…ma fra i suoi compagni. Di Natale in pratica gioca da ala sinistra ed è innocuo. Si salva solo Montolivo. O si cambia marcia, oppure è giusto andare a casa. Irregolare il gol neozelandese, ma il penalty dato a noi è generoso. Le pagelle non possono essere positive specie perché il primo posto ora è lontanissimo e la qualificazione agli ottavi è tutta da conquistare.

Marchetti 5,5, Zambrotta 6, Cannavaro 5, Chiellini 5,5, Criscito 5,5, Pepe 5,5 (Camoranesi 5), Montolivo 6,5, De Rossi 6, Marchisio 4 (Pazzini 5,5), Iaquinta 5,5, Gilardino 4,5 (Di Natale 5,5). All. Lippi 4,5.

Nel frattempo il Paraguay gioca bene e supera due a zero la Slovacchia grazie alle reti di Vera e del centrocampista del Cruz Azul Cristian Riveros. Hamsik e compagni sono costretti a battere l’Italia e per noi potrebbe essere un bel vantaggio tutto sommato. Giovedì 24 ci giochiamo tutto.
Nell’altra partita di giornata si gioca Brasile-Costa d’Avorio, con i carioca che trionfano per tre a uno trascinati da “O fabuloso” Luis Fabiano (doppietta per lui) e passano in scioltezza agli ottavi di finale. A segno anche Elano (che poi si infortuna) ed il bomber Drogba. Espulso nel finale uno stranamente nervoso Kakà. Buona stavolta la prestazione della squadra di Dunga che merita il successo e può esser soddisfatta di quanto fatto.

Day 5 Mondiali di calcio: che fatica il Brasile!

Arriva l’esordio di un’altra delle favorite: il Brasile di Dunga. Contro la Corea del Nord, che mancava dal mondiale dal 1966 (quando il gol di Pak Doo Ik, insegnante di educazione fisica e non dentista come si diceva, fece piangere gli azzurri) i carioca non esprimono certo un buon calcio, anzi. Gli asiatici appaiono subito ben messi in campo ma di un livello non certamente alto (candidata numero uno all’eliminazione in un girone difficile) eppure tengono in scacco i verdeoro per circa un’ora. Poi un gran gol di Maicon (tiro o cross??) fa passare la paura. Raddoppia Elano, misteriosamente scartato un anno fa dal City di Mancini ma nel finale accorcia meritatamente  Ji Yun Nam con un gran gol. Il Brasile ora è in testa al girone, visto che Costa d’Avorio e Portogallo non si fanno male e ne esce uno scialbo pareggio ad occhiali, con poche emozioni tra cui un palo del sempre più svogliato Cristiano Ronaldo. Africani positivi seppur privi per quasi tutta la partita del superbomber Didier Drogba. L’impressione è che però la storia di questo girone sia davvero tutta da scrivere. La giornata però si era aperta con l’altra sfida del girone dell’Italia, ovvero Slovacchia-Nuova Zelanda. Finisce uno a uno, e le buone notizie per gli azzurri sono tante. Innanzitutto tutti sono appaiati in classifica, con la differenza che però gli azzurri l’impegno più tosto lo hanno già affrontato. Se si aggiunge poi che entrambe le squadre non sono sembrate mai in grado di rappresentare una minaccia per la truppa di Lippi…può andar bene così. Ringraziamo quindi il difensore Reid che pareggia il gol di Vittek e regala il primo punto del mondiale ai kiwi.

Ma è veramente una lotteria?

La Coppa del Mondo è alle porte. La massima competizione calcistica del pianeta sta per cominciare, con trentadue squadre a contendersi l’ambito trofeo. Alcune partite vedono una squadra prevalere nettamente sull’altra, a volte invece l’equilibrio regna sovrano. Quando questo succede dagli ottavi in poi spesso si arriva ai tiri di rigore. Famosissima è la frase “è una lotteria”. Ma è davvero così? Andiamo con ordine.

La paternità dei tiri di rigore non è di facile assegnazione e neanche è da far risalire a troppo tempo fa. Nel 1968 infatti l’Italia superò l’Unione Sovietica nella semifinale dell’Europeo….grazie alla monetina!!! Parità dopo i supplementari…poi…testa o croce! Il giornalista spagnolo Rafael Ballester ebbe per primo l’idea, facendo in modo che il Trofeo Carranza a Cadice (un torneo storico estivo che si gioca in Spagna che le squadre non snobbano come un Trofeo Birra Moretti qualsiasi) si decidesse dal dischetto. La prima proposta ad una federazione di inserirli fu fatta dall’arbitro tedesco Karl Wald, con la federazione che prima la bocciò ma poi diede il benestare. Secondo altri invece fu l’israeliano Yosef Dagan ad inventare il tutto dopo che Israele uscì dalle Olimpiadi sempre per la monetina. Pensate che prima si tiravano cinque consecutivi a squadra, poi nacque l’alternanza. Comunque…ragioniamo in ottica più recente. Non so voi, ma quando nel 2006 affrontavamo in semifinale la Germania io ero terrorizzato dall’idea di andare ai tiri di rigore. Per un semplice fatto.

La Germania è quella che ha la miglior percentuale in assoluto. Eh si, perché dopo aver perso la finale del 1976 contro la Cecoslovacchia (primo trofeo importante in assoluto ad essere assegnato dagli undici metri) i tedeschi non hanno perso mai più. Fra mondiali ed europei…cinque su cinque! Per un totale che si assesta sull’83%. Le altre grandi? Analizziamole sia alla Coppa del Mondo che al trofeo continentale. L’Argentina ha tre su quattro ai mondiali (chi se lo scorda quel maledetto rigore di Donadoni) e due su quattro in Coppa America, più una sconfitta in Confederations Cup per un complessivo 67%. Il Brasile ha un 63%, con due su tre al mondiale (non voglio ricordare quali partite vinse in questo modo, proprio no). La Francia un precisissimo 50%, con due vittorie e due sconfitte a livello mondiale, una ed una a livello europeo. 50% anche per la Spagna, meglio agli europei che ai mondiali però! In Messico…nelle serie minori fanno tirare i rigori in ogni partita indipendentemente dal punteggio per abituare i giocatori alla cosa visto che El Tri ha zero su due ai mondiali e poche vittorie a livello continentale che fanno un modesto 40%. E noi? L’Italia ha il 29%! Dopo aver perso ai rigori nel 1990, 1994 e 1998, finalmente la prima e unica vittoria in finale con la Francia nel 2006. Una sola vittoria anche agli europei. Peggio di noi solo olandesi (20%) con una sola vittoria e gli inglesi (17%) che batterono la Spagna nel 1996 nell’europeo giocato in casa e poi….cinque batoste! Ottime percentuali anche per Stati Uniti (80%, ma non sono mai andati ai rigori in un mondiale quindi è una cifra da prendere con le molle) e Corea del Sud (una vittoria in Coppa del Mondo nel giorno del furto con la Spagna). Adesso capite perché quel gol di Fabio Grosso non ci ha salvato dai rigori ma da una probabile eliminazione?

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Il sorteggio Mondiale – Serie A Giornata 15

Derby d’Italia (ora può di nuovo chiamarsi in questo modo, visto che l’inter ha affiancato il Milan in fatto di scudetti) e derby della capitale vince la Juve che riapre il campionato e vince la Roma che si rilancia ed inguaia sempre di più la Lazio.

Oggi però parliamo d’altro, sull’argomento ci torneremo in futuro, ve lo prometto. Oggi parliamo di sorte e sorteggio quello dell’evento calcistico più importante in assoluto: la coppa del mondo.

Come sempre c’è chi ha avuto più fortuna e chi meno. Probabilmente è il nostro caso, ma lo vedremo dopo. Sicuramente è andata peggio alla Germania, che ha un girone tremendamente impegnativo (Australia, Ghana e Serbia), anche più che al Brasile (che ha nel gruppo quella che è forse l’africana più forte ed il sempre difficile derby linguistico col Portogallo). Ma hanno poco di che essere contenti anche la Spagna, visto che negli ottavi avrà per forza un match durissimo (appunto contro brasiliani, lusitani o ivoriani) e l’Argentina, che si incrocerà col girone della Francia (o di Messico, Sudafrica e Uruguay? Si spera…).

Parlare già degli ottavi però sarebbe ingiusto, quindi è doveroso dare un occhiata meritatissima ai nostri tre compagni di gruppo, che è comunque molto affascinante. I precedenti sono favorevoli anche se si contano sulla punta delle dita. Quattro complessivi e quattro vittorie. Solo una però era valida per una competizione ufficiale, ovvero un 2-0 dato ai paraguayani nel mondiale in Brasile del 1950. Le altre sono un amichevole a testa, la più recente delle quali è con i “kiwi” battuti 4-3 prima della disastrosa Confederations Cup. Analizziamole una per una.

Dario VeronPARAGUAY: I guaranì occupano il trentesimo posto nel ranking Fifa, delle tre sono la federazione con meno tesserati (87435) e con più esperienza in Coppe del Mondo (otto partecipazioni). Si sono piazzati terzi nel girone sudamericano (ma il Cile li ha superati solo nell’ultima partita per differenza reti col Paraguay già qualificato, quindi si possono definire la seconda forza dietro al Brasile nelle qualificazioni). Li guida l’argentino Gerardo Martino, che sta facendo ottime cose. Delle tre sono quelli che conosco meglio in quanto hanno tantissimi giocatori che giocano o hanno giocato in Messico (campionato che conosco e seguo come quello italiano). Vediamone alcuni. Dario Veron, difensore centrale dell’Unam, abbastanza discontinuo, può indovinare una gran partita o risultare dannoso. Paulo Da Silva, stopper (ma all’occorrenza jolly) fortissimo fisicamente, una vita nel Toluca dove ha vinto tantissimo per passare finalmente al calcio europeo nel Sunderland, con fugaci apparizioni anche in Italia con Venezia e Cosenza. Cristian Riveros, tuttora al Cruz Azul, veramente bravissimo, seppur non alto è un ottimo colpitore di testa e corre dal primo all’ultimo secondo. Giocatori più noti sono senza dubbio l’atalantino Barreto, il sempreverde Santa Cruz del Manchester City e Nelson Valdez del Borussia Dortmund, ma la vera stella (nonché capocannoniere delle qualificazioni) è Salvador Cabañas, anche lui protagonista in Messico con l’America, dopo aver strabiliato precedentemente nei Jaguares de Chiapas. Come non sia mai arrivato nel vecchio continente (e parlo di club importanti) per me è un grossissimo mistero. In conclusione, i nostri avversari più pericolosi senza ombra di dubbio, sia per il modo di intendere il calcio sia per il talento di cui dispongono.

Rory FallonNUOVA ZELANDA: Sulla carta (ma non solo sulla carta) la squadra più debole del girone. 102257 tesserati per sole 342 squadre affiliate (probabilmente quanto una seconda-terza categoria regionale italiana). Nel palmares tre Coppe dell’Oceania ed una apparizione al mondiale nel 1982 (dolce come data no?), l’ultima volta ci misero in difficoltà…o meglio, pur giocando in maniera vergognosa vincemmo 4-3…il che la dice davvero tutta. Il tecnico Ricky Herbert difficilmente potrà fare miracoli. Sono arrivati al mondiale dopo un sofferto pareggio con il Bahrain, dopo aver dominato (eh bè, senza l’Australia non è certo un impresa) le qualificazioni nel loro continente, ma spieghiamo come. Le qualificazioni in Oceania sono un po’ particolari, ovvero coincidono con la Coppa delle Nazioni, giocata nel 2008. Quattro squadre a contendersela con un girone all’italiana andata e ritorno. La Nuova Zelanda ha stravinto con cinque vittorie ed una sconfitta, contro avversari del calibro di Nuova Caledonia (che al mondiale non ci può andare in quanto è parte della Francia e può solo partecipare alla coppa continentale), Vanuatu e Figi (gli unici a battere 2-0 gli All-Blacks, e per di più in trasferta). Un gol di Rory Fallon (che gioca in Inghilterra nel Plymouth Argyle, serie B) dopo lo 0-0 esterno è bastato per andare in Sudafrica. Il bomber nonché stella (se così si può dire) è Shane Smeltz, che gioca in Australia nel Gold Coast United ed ha segnato otto gol nelle qualificazioni. Direi che può bastare per azzardarsi a dire che non vinceranno il mondiale….

Marek HamsikSLOVACCHIA: Una meravigliosa incognita. Unica debuttante al mondiale, vera sorpresa delle qualificazioni. La squadra del girone (dopo di noi ovviamente) con più tesserati (428968) e più squadre affiliate (2432). Trentaquattresimo posto nel ranking Fifa e tanta voglia di stupire il mondo. Sette vittorie, un pari e due stop nel proprio gruppo, che sono serviti per lasciare fuori i super-rivali della Repubblica Ceca (che non sono più però la bella squadra dei tempi di Nedved e Poborsky) e la Polonia, mandando agli spareggi la Slovenia (che poi però ce l’ha fatta). Si è complicata la vita con una clamorosa sconfitta interna nel penultimo turno con la Slovenia ma ha fatto l’impresa vincendo in Polonia andando in vantaggio dopo tre minuti con un’autorete di Gancarczyk difendendosi poi meravigliosamente per il resto del match. Giocatori interessanti non le mancano di certo. Uno su tutti Marek Hamsik, fuoriclasse del Napoli e spesso vero trascinatore. Il cannoniere è il ventisettenne Stanislav Sestak, che gioca in Germania nel Bochum, così come Karhan che milita nel Magonza. Il difensore Skrtel risparmia sulle vocali ma non sulla grinta, con un titolo di campione di Russia con lo Zenit San Pietroburgo sullo scaffale ed un passaggio al Liverpool dove si è conquistato molto spazio (esordì in Champions in Inter-Liverpool 0-1, quando Mancini salutò). Robert Vittek è un altro buon giocatore, che dopo svariate annate di buon livello al Norimberga passa al Lilla in Francia, dove si distingue per un non disprezzabile bottino di gol.

In conclusione l’Italia può solo buttarlo da sola il primo posto nel girone, ma ciò non toglie che qualsiasi partita della Coppa del Mondo bisogna viverla e godersela fino in fondo. Secondo me….non c’è niente di meglio!!!

Risultati Serie A – Giornata 15

Milan Sampdoria 3-0
Juventus Inter 2-1
Genoa Parma 2-2
Siena Catania 3-2
Bologna Udinese 2-1
Fiorentina Atalanta 2-0
Palermo Cagliari 2-1
Napoli Bari 3-2
Livorno Chievo 0-2
Roma Lazio 1-0

Finite le qualifiche…vediamo la griglia di partenza!

Ci siamo. Il mondiale ha le sue 32 protagoniste. Sono partite in 204….ma 172 il mondiale lo vedranno in tv. A questo punto anche se mancano 7 mesi al grande evento, direi che è il caso di analizzare le squadre, visto che ci sono anche piccole sorprese, cercando fi fare un po’ di ordine e perchè no? Diamo anche un giudizio.

Partiamo dal nostro continente.  Sono quattordici i team che ce l’hanno fatta. Vediamo chi sono.
NEWS_1255557586_hamsik-slovacchiaDANIMARCA: Capitanati dal sempreverde Martin Jorgensen, i danesi hanno fatto davvero un ottimo girone di qualificazione. Senza superstar, hanno piegato Svezia e Portogallo (annichilendo Ibra e Cristiano Ronaldo) e dimostrando di giocare un ottimo calcio. Voto 7.
SVIZZERA: Elvetici che arrivano alla coppa vincendo un gruppo senz’altro non impossibile, forse quello più “debole” ma hanno comunque primeggiato. Difficilmente però potranno imporsi. Voto 6.
SLOVACCHIA: Assoluta sorpresa. Guidati dal meraviglioso talento di Marek “Marekiaro” Hamsik hanno ridicolizzato una fallimentare Repubblica Ceca (s’è spostato l’asse della vecchia Cecoslovacchia??) vincendo nell’ultima partita al fotofinish. Outsider senza esperienza, ma va già bene così.
GERMANIA: Tedeschi come sempre mai domi. Perdono colpi ogni tanto ma non falliscono mai gli appuntamenti importanti. Non hanno senza dubbio una squadra meravigliosa ma arrivano sempre in fondo. Voto 7,5.
SPAGNA: se i mondiali finissero alle qualificazioni gli iberici avrebbero quattro-cinque titoli. Poi quando conta davvero si perdono clamorosamente. Ma la squadra stavolta è fortissima e pare doveroso concedergli i favori del pronostico. Voto 8,5.
300px-Fabio-CapelloINGHILTERRA: basta un nome…Fabio Capello. Han vinto un solo mondiale…per giunta in casa e rubacchiandolo…stavolta partono davvero in pole grazie al tecnico friulano. Voto 8,5.
SERBIA: fortissimi in casa, dove hanno un pubblico anche troppo caldo (per non dire incivile) hanno una fucina di ottimi giocatori ma anche troppe figure di melma nelle fasi finali alle spalle. Potranno dire la loro però. Voto 7.
ITALIA: La nostra nazionale è campione in carica e non ha perso neanche un match nelle qualificazioni chiudendo davanti ad una meravigliosa Irlanda. Si può dire quello che si vuole, ma la truppa di Lippi ha le sue chance e se le giocherà tutte (anche senza Cassano). Voto 7,5.
OLANDA: schiacciasassi in un girone ridicolo, ma pur sempre schiacciasssi. Ha un roster da fare invidia a chiunque, ma non sempre viene amalgamato bene. Come sempre l’allenatore avrà un ruolo chiave, ma gli orange possono davvero far paura a tutti. Voto 7,5.
PORTOGALLO: qualificazione thrilling contro la Bosnia…che forse avrebbe meritato di più. Troppi i passaggi a vuoto dei lusitani, troppi rischi corsi nonostante un girone difficile. Troppi passi indietro. Voto 6+.
GRECIA
: La squadra oramai è matura e non manca più la qualificazione a mondiali o europei. I miracoli però avvengono una volta ogni tanto, quindi secondo me difficilmente faranno strada. Voto 6.
SLOVENIA: far fuori la russia semifinalista agli scorsi europei non è cosa da poco. Vale lo stesso discorso fatto per la Slovacchia. In bocca al lupo. Voto 6,5.
FRANCIA: Arrivare al mondiale dopo qualificazioni stentate e dopo uno spareggio come quello con l’Irlanda dove solo un clamoroso regalo dell’arbitro ti fa qualificareè quasi offensivo per un team di prim’ordine. La mano nera che ti aiuta non può durare per sempre, quindi meglio affidarsi a Ribery. Voto 6–.

L’altra faccia vincente nel passato della Coppa del Mondo è il Sud America. Come sono andate le squadre della Conmebol? Come al solito si potrebbe dire…ma qualche sorpresa c’è.
BRASILE: favorita d’obbligo, sempre se non vanno con lo spirito degli Harlem Globe Trotters. Dunga ha in mano una Ferrari, che però quando va fuori strada….difficilmente fa piangere gli altri di tristezza. La potenza però c’è. Voto 8.
PARAGUAY: che bella squadra.Un po’ di talento, tanta voglia di giocare ivertendosi ed un modo di intendere il calcio che mi piace da morire. Se ognuno raccogliesse ciò che merita arriverebberò almeno agli ottavi. Sinceramente ci spero davvero. Voto 7-.
CILE: Tosti ma rozzi, rapidi ma spesso confusionari. Non vinceranno, ma potrebbero diventare una rottura di scatole per chi li affronterà. Voto 6+.
ARGENTINA: Con un grande allenatore vincerebbero il mondiale a mani basse, con Lui invece….chissà. Lui può davvero tutto, specie se in squadra hai il miglior giocatore del mondo attualmente. Incognita tremendamente affascinante. Voto 7+.
URUGUAY: Troppo poo nobile il girone di qualificazione, scadente anche lo spareggio. Se il valore dei “Charrua” è questo visto sinora….tre partite e buon ritorno. Voto 6.

150px-FIFA_World_Cup_2010_LogoIl mondiale si gioca in Africa. Per la prima volta. Che fascino! Le squadre continentali sapranno approfittarne? Vediamole.
SUDAFRICA: padrona di casa, non ha sfigurato alla Confederations. Qualcosa può fare, ma i Bafana Bafana ovviamente possono aspirare massimo agli ottavi…o chissà eheheh. Voto 6,5 (in casa è in casa).
GHANA: Mondiale under 20 in cassaforte….vorrà pur dire qualcosa no? Il calcio ghanese sta crescendo spaventosamente e quando la federazione sarà in mano a gente seria e non a faccendieri questa squadra potrà veramente ambire a qualcosaa. Voto 7.
CAMERUN: Grande ritorno dopo l’assenza a Germania 2006. Eto’o ed altri buoni giocatori, sarà dura per chi li dovrà affrontare. Non impossibile però. Voto 7.
COSTA D’AVORIO: Drogba è un fenomeno, tourè altrettanto. Nazionale molto interessante che potrebbe essere la sorpresa dei mondiali. La squadra francofona che può stupire maggiormente non è la Francia. Voto 7+.
NIGERIA: Storicamente la nazionale africana più forte degli ultimi vent’anni assieme al Camerun…ma stavolta parte un pizzico dietro rispetto ai Leoni Indomabili. Voto 6,5.
ALGERIA: Qualificazione strameritata dopo una guerra (purtroppo non troppo metaforicamente) con l’Egitto. Loro sono già contenti così, ed a loro va il mio applauso. Voto 6 (ma con tanto affetto).

Passiamo all’Asia e vediamo chi c’è.
GIAPPONE: il mondiale lo vincono solo in “Holly e Benji”, ma li vedo meglio rispetto alle passate edizioni. Ciò non vuol dire però che tre partite siano già abbastanza. Voto 5,5.
COREA DEL NORD: tornano al mondiale dopo tanto tempo, tantissimo. Sono quelli che ci eliminarono nel 1966. Nel senso che il loro calcio è rimasto quello. Voto 5.
COREA DEL SUD: La più forte delle asiatiche “vere” (l’Australia non lo è), ma non è certo un gran merito. Voto 6–. –
AUSTRALIA: Ora che hanno capito che non puoi preparare un mondiale vincendo 31-0 contro Fiji arriveranno molto più preparati. Non c’è Hiddink a fare il supermiracolo, ma il materiale per fare bene c’è. Voto 6,5.

Ora un salto nell’America povera, ma solo calcisticamente. Quella del Nord.
STATI UNITI: paese in grande crescita, ma lo statunitense medio continua a seguire la squadra al mondiale leggendo su “Brevi Sport” sul Televideo. Peccato, il movimento cresce e la bellissima Confederations Cup lo conferma. Voto 6,5.
MESSICO: Qualificazioni problematiche, prima dell’arrivo di Javier Aguire che ha rimesso le cose a posto (scusa Sven Goran, ma qui hai fallito). Il 5-0 rifilato agli USA nella finale della Gold Cup (la coppa continentale, il nostro Europeo per intenderci) la dice tutta su una buona squadra che ha tanti giocatori che giocano in Europa. Voto 7–.
HONDURAS
: Bel gioco e soddisfazione per essere arrivati al mondiale. Per un popolo come quello honduregno non è poco. Voto 5,5.

Infine l’Oceania.
NUOVA ZELANDA: Senza l’Australia a rompere le scatole i “kiwi” difficilmente mancheranno una qualificazione al mondiale da ora in avanti. Una cosa è andarci, una cosa è starci però. Voto 5,5.

Dite la vostra….chi vedete come favorita??