Formula 1 – Epic Button.

Pazza gara quella del Canada. La pioggia, fenomeno della natura più volte invocato da Ecclestone per garantire spettacolo, oggi si è abbattuta copiosa sul circuito di Montreal. Dopo 25 giri, a causa di un violento nubifragio, si è reso necessario uno stop alla corsa durato per ben due ore. Dalla roulette russa del meteo, il numero vincente è il n.4 di Jenson Button. L’inglese è stato sin dalle prime battute al centro della scena, suo malgrado: prima elimina il suo compagno di squadra Lewis Hamilton, in una collisione evitabile, poi a gara ripresa fa fuori Fernando Alonso, che abbandona una gara già segnata da una pessima scelta strategica. Dopo la collisione con lo spagnolo, l’inglese si ritrova ultimo ma per sua fortuna, grazie all’intervento in più occasioni della safety car,  il distacco dal leader Sebastian Vettel non è mai stato incolmabile.

 

Negli ultimi cinque giri Button è stato autore di un’autentica prodezza ossia superare due mastini come Michael Schumacher, esaltatosi in queste condizioni, e Mark Webber; infine pressa Vettel che commette un errore proprio nell’ultimo giro. Button effettua il sorpasso vincente proprio a poche curve dal traguardo, regalando un colpo di scena ai pazienti appassionati dopo quattro ore di gara.

 

 

 

Capitolo Ferrari: strategia pessima, Alonso mai in gara e Massa incapace di guidare senza errori una macchina che nel week end ha dimostrato un potenziale vincente. Il brasiliano segue troppo a lungo Kobayashi, il cui talento non si discute ma con una Sauber che non è certo un fulmine di guerra. Poi nel doppiaggio di Glock (che in sostanza gli fece perdere il mondiale nel 2008) Felipe evidentemente si emoziona, dimenticando che mettere le ruote slick sul bagnato con uno scarto brusco e in piena accelerazione può essere fatale. Massa sbatte come un pivellino sul guard rail, distruggendo l’ala anteriore e perdendo la possibilità di andare a podio. Onora la gara compiendo sul fotofinish un bel sorpasso a Kobayashi ma il sesto posto è un risultato deludente. Oggi Massa avrebbe potuto riscattarsi con un bel risultato, peccato che non ci sia riuscito. La sensazione è che a causa del grave incidente occorsogli a Budapest nel 2009 e della sudditanza psicologica nei confronti di Alonso, il brasiliano, duole dirlo, non sia più all’altezza dei piloti di vertice.

F1 Gp della Malesia – Ancora Vettel.

Vince ancora Sebastian Vettel, in maniera meno netta rispetto alla gara in Australia.  Il campione del mondo non riesce a scappare durante la corsa ma la sensazione è che il potenziale della Red Bull non sia stato del tutto espresso: lo testimoniano l’inutilizzo del kers e una condotta di gara generalmente conservativa. Qualche preoccupazione per il tedesco è sorta quando dopo metà giri Hamilton può teoricamente concludere senza ulteriori stop montando le gomme dure, a differenza di Vettel che ha ancora quest’obbligo. Nel timore di subire il sorpasso con la sosta ai box, Vettel spreme la vettura infliggendo immediatamente distacchi pesanti, senza l’ausilio del kers. Il tedesco, con tono preoccupato, richiede più volte via radio di poter  utilizzare il dispositivo ma dai box gli rispondono: ” We will not discuss anymore”.  Poi con Hamilton che rientra ai box per sostituire le inefficaci dure, il tedesco può rasserenarsi, effettuare il cambio gomme e concludere primo senza ulteriori preoccupazioni.

 

La gara è stata condizionata dall’eccessivo degrado delle gomme;  nei valzer dei pit stop (minimo 3 soste per pilota) ci sono stati diversi rovesciamenti di classifica di cui ha approfittato Jenson Button. Il pilota con una condotta sorniona, com’è suo solito, si piazza al secondo posto. Grazie alla sua guida pulita egli è bravo a gestire gli pneumatici e a farli durare più di Lewis Hamilton, che per il degrado, ha dovuto subire i sorpassi di Heidfeld, ottimo terzo posto per la Renault, e di Webber, quarto. Per non finire la gara sui cerchioni, Lewis rientra forzatamente ai box e così dal podio scivola fino al settimo posto.

 

 

 

La Ferrari ha un passo gara molto efficace per cui è stato possibile sperare in un piazzamento da podio. Domenicali nel difendere la pessima qualifica ha alluso alla tattica del catenaccio, ossia la (solita) scelta conservatrice di puntare tutto sulla gara, a scapito della prestazione sul giro secco. Sebbene in corsa si facciano i punti, tuttavia dovrebbero spiegare al team principal che inseguire i rivali procura una costante pressione che può far sbagliare; ed oggi, purtroppo, due errori fatali hanno condizionato il risultato finale: il primo lo commettono ai box con Massa nel problema di montaggio dell’anteriore sinistra, che ha relegato il brasiliano nelle retrovie; il secondo errore, piuttosto grave,  è di Alonso che negli ultimi giri di gara sbaglia la valutazione di distanza nella battaglia con Hamilton, terzo in quel momento, piombandogli addosso e distruggendo l’ala anteriore. Alla fine Massa ed Alonso si piazzano quinto e sesto, con un po’ di rammarico per gli sbagli commessi ma con l’auspicio che una crescita di prestazioni vi sia anche in qualifica, nel prossimo week-end di gara in Cina.

F1 Gp Abu Dhabi. Profondo rosso.

Sebastian Vettel ha vinto il mondiale di F1 con ampio merito. E’ il pilota iridato più giovane della storia: con i suoi 23 anni e 4 mesi ha battuto il record di 23 anni e 9 mesi di Lewis Hamilton. Cinque vittorie, conquistate dominando. Dieci pole position in una stagione, solo come i grandi piloti Ayrton Senna e Michael Schumacher hanno fatto.  I due ritiri quando era saldamente al comando della gara, a vantaggio di  Fernando Alonso, hanno solo messo in dubbio un mondiale piloti che sembrava anche questo appannaggio del tedesco.

Gli errori che  Vettel ha commesso in questa stagione sono stati,tuttavia, molto pesanti: gli schianti prima in Turchia contro il compagno di squadra Webber e poi a Spa contro Jenson Button, hanno messo in luce una certa fragilità psicologica del pilota. Errori di gioventù che non gli hanno fatto perdere, per sua fortuna, il mondiale.

Il talento del pilota non si mette in discussione: è stato il più giovane ad aver ottenuto l’accoppiata pole position/vittoria di una gara, conquistata con la Toro Rosso al Gp di Monza 2008, a soli 21 anni e 73 giorni. In quella corsa sotto l’acqua, Vettel mostrò una classe straordinaria, alla sua prima stagione effettiva di F1.  Colpì l’autorevolezza con cui andò a vincere quella gara, dominata in pieno,  tant’è che il team Red Bull, che lo aveva già in opzione,  decise di farlo correre già per l’anno successivo.

Ora avrà le spalle più larghe il tedeschino, con un titolo piloti che gli darà molte più sicurezze e meno ansie. Lo stesso Schumacher nutre amicizia e simpatia per Sebastian, che però potrebbe stabilire mano mano nuovi record. Ha una vita intera davanti e  sembra logico che un giorno, dopo il ritiro di Alonso, la Ferrari vorrà Vettel, tra l’altro già sponsorizzato in passato da Schumi.

Strategia perdente

La Ferrari ha perso il titolo per errori di strategia, non perché  è caduta nella trappola della Red Bull. Infatti non credo che ci sia stato un gioco strategico premeditato, perché Webber aveva toccato con la posteriore destra le barriere ed aveva inoltre le gomme finite. Tuttavia siamo sicurissimi che la Ferrari ha sbagliato tutto, facendo ciecamente gara sull’australiano. Trappola o meno resterà per sempre l’errore di valutazione strategica.

Chiaro che una serie di fattori ha girato male per la Rossa: la safety car (ancora lei!), con il suo ingresso in pista al secondo giro, non ha permesso al plotone di sgranarsi ed ha favorito la strategia di chi non aveva niente da perdere, come Rosberg, Kubica e Petrov. Alla Ferrari si è sbagliato perché non si è avuta una visione più ampia della gara e ciò è spiegabile con la paura di vincere. Si è marcato un Webber ormai fuori dai giochi.

I responsabili di questo disastro sono il team principal Domenicali e gli ingegneri di pista di Alonso  Stella e Dyer, che varie volte si sono dimostrati non all’altezza di situazioni delicate. Stella dopo gara ha spiegato che sbagliando s’impara. Ecco: vada a sbagliare e ad imparare nei team inferiori. La Ferrari non deve prendere lezioni, semmai darle. Se Montezemolo, infuriato come non mai,  ha il polso della situazione, dovrà prendere qualche decisione, perlomeno ridisegnare il team in pista, assegnando nuovi incarichi. Qualche testa dovrà pur cadere.

Altra critica da sollevare è contro la Fia e quell’affarista di Bernie Ecclestone: questo gran premio ad Abu Dhabi è stato una chiusura indegna per un mondiale. I petrol-dollari hanno un forte potere è vero, ma se si vuole salvaguardare lo sport, questa gara almeno dovrebbe essere di transizione nel mondiale. I nuovi circuiti disegnati dall’architetto Tilke sono tutti belli e avvenieristici, ma sono totalmente inutili, con scarse possibilità di sorpasso: Alonso non ha potuto lottare ed abbiamo assistito ad una delle tante sfilate di parata delle F1, una cosa mortificante per i piloti, che vogliono lottare, e per il pubblico, che vuole lo spettacolo.

Bisogna aggiungere che ad aver voluto questo Gp,  in uno stato dove non c’è una minima tradizione motoristica, è stata anche la Ferrari, con la sue partnership finanziarie ad Abu Dhabi e il non casuale parco tematico Ferrari World.  I soldi muovono lo sport,  con la conseguenza di uno spettacolo poco edificante. Chi se ne frega in fondo del buongusto.

L’unica cosa che fa ben sperare per i ferraristi è lo straordinario talento di Alonso: ha tenuto a galla la Ferrari, sbagliando come colui che è sempre al limite e vincendo con una vettura sempre inferiore. Al momento la F1 premia macchina e strategia più forti e la Ferrari non ha più queste pecularietà, una volta di spicco.

Fernando resti un campione, ti rifarai l’anno prossimo.

F1 Gp del Brasile. Alonso tiene duro alle Red Bull mondiali

Sebastian Vettel si aggiudica il Gp del Brasile, secondo Mark Webber, terzo Fernando Alonso. Quarto Lewis Hamilton, quinto Jenson Button che esce matematicamente dalla lotta mondiale, Massa quindicesimo e non pervenuto.

Onore ai vincitori

Con il gran premio del Brasile, si è assegnato il primo titolo mondiale. La Red Bull-Renault con la doppietta di oggi vince il mondiale Costruttori di F1 dopo solo sei anni di attività. Un ottimo risultato per una squadra così giovane, ora nuovo top team che rompe il duopolio dell’ultimo decennio Ferrari-McLaren.

Un titolo ampiamente meritato, certificato da 8 vittorie e quattro doppiette per un totale di 19 podi.  E’ stata sempre la macchina da battere quest’anno, con 14 pole position conquistate su 18, di cui sette consecutive. Avevano proprio le “ali” in qualifica; tuttavia in gara per il team non sono mancati dei problemi di affidabilità, soprattutto di motore, che ancor preoccupano i tecnici per l’ultima gara prevista ad Abu Dhabi: Vettel per due volte si è dovuto ritirare per un guasto al suo propulsore, quando era al comando della gara (Bahrain e Corea), alla vettura di Webber oggi è occorso un preoccupante surriscaldamento del motore.

Inoltre la cattiva gestione dei piloti ha portato al comico autoscontro in Turchia tra i due, oltre a qualche errore di troppo. Soprattutto Webber ha patito il clima non idilliaco in seno al team, tutto sbilanciato a favore del tedesco. Nonostante i parecchi punti persi per strada, la Red Bull ha dominato e vinto ugualmente la classifica marche.

Piloti in ballo

Discorso apertissimo per il titolo piloti: Alonso tiene ancora la testa del mondiale con 8 punti di vantaggio su Webber, 15 su Vettel, 24 su Hamilton.

Con una Red bull così forte, per Alonso e la Ferrari ci sarà da soffrire: lo spagnolo dovrà provare a piazzarsi in seconda posizione e scardinare quindi lo strapotere del duo Webber-Vettel. Infatti è molto probabile che i due si giochino ancora una volta la vittoria proprio come è successo in Brasile e sarebbe altissimo il rischio di “biscotto” mondiale,  visto che il team  favorirebbe per forza di cose la vittoria dell’australiano.

Si corre ad Abu Dhabi e la pioggia, amica della Ferrari, è soltanto un miraggio, come quello che vede ora Hamilton a riguardo del titolo mondiale; solo con un miracolo potrebbe vincerlo l’inglese: vittoria della gara con contestuali disgrazie per i primi tre davanti. Nemmeno lui sembra crederci con una McLaren poco competitiva.

E’ un miracolo invece che Alonso sia primo nel mondiale e sia riuscito a vincere cinque gare. E’ vero che la Ferrari in gara ha dimostrato un passo diverso dal giro secco della qualifica, ma si rivela una vettura inferiore alla Red Bull, con lo spagnolo che ha sempre rincorso, eccetto poche occasioni. Si tenga conto che Massa non esprime solo tutta la sua scarsa vena a correre queste gare, ma anche la mediocre competitività della rossa. Alonso: stoico.

Forza Fernando, tieni duro!

F1 Gp di Corea ¡Va de mùsica, Alonso!

E’ bello sentire l’inno italiano che risuona in diretta mondiale: grazie alla Ferrari, grazie a Fernando Alonso, vittoriosi nel Gp di Corea. A Maranello non si è mai smesso di credere ad una rimonta che pareva improbabile.Secondo Hamilton, a podio anche Massa, ma sempre in versione triste di se stesso.

La gara si è corsa in condizioni difficili per i piloti, qui per la prima volta su questo inedito circuito in condizioni da bagnato. Sulla pista si è abbattuta la propaggine di un tifone che ha imperversato in Cina, ma la causa di tutti i mali è stato l’asfalto, gettato a terra appena pochi giorni fa. Questo, ancora fresco, non si è stabilizzato e non ha garantito il necessario drenaggio: la pista si è allagata ed è stato necessario, per renderla praticabile, che la pioggia smettesse unitamente a parecchi giri dietro la safety car. Se il tracciato è stato apprezzato da tutti gli addetti ai lavori, ciò che ci ha lasciato perplessi è la sicurezza, per tre principali motivi: ingresso e uscita box, in piena traiettoria, sono molto pericolosi;  i muretti sul rettilineo troppo vicini alla pista; l’inesperienza dei commissari coreani, anche se supportati per questa volta dai colleghi australiani, non garantisce efficienza nei punti critici del tracciato.

“In corea nessuno vincerà il mondiale ma qualcuno lo perderà”. Così ha dichiarato profeticamente Alonso.

Escono perdenti da questa gara le Red Bull, da un mondiale che era in pugno… ora con due piloti costretti ad inseguire. Nell’ultimo articolo abbiamo detto che squadre come Ferrari e McLaren avrebbero potuto spuntarla in questa gara. La Red Bull si è dimostrata ancora una volta la vettura più competitiva ma paga l’inesperienza ad alti livelli. Chris Horner non ha saputo gestire i suoi piloti nel corso della stagione e Webber ha pagato la pressione con un errore all’undicesimo giro: cordolo, erba sintetica , testacoda e … boom con Rosberg che non è riuscito ad evitarlo. Ancora peggio è andata a Vettel, ritiratosi per la rottura del motore quando era saldamente al comando,  un guasto che un top team non può concedersi a fine stagione.

Classifica mondiale piloti

Fernando Alonso  231 punti

Mark Webber         220 p.

Lewis Hamilton     210 p.

Sebastian Vettel   206 p.

Jenson Button       189 p.

tutta la classifica

Gioisce Alonso, che dal suo ultimo ritiro del Gp del Belgio ha portato a termine una rimonta fantastica, vincendo tre gp e andando sempre a podio.  Con 50 punti a disposizione e con 42 di distacco, è praticamente tagliato fuori Jenson Button. E’ improbabile anche il recupero di Vettel, con  – 25 punti da Alonso.

Se pare scontata la scelta del team McLaren di puntare tutto su Hamilton per le ultime due corse, non è altrettanto così ovvia un’ analoga decisione per Webber in seno alla Red Bull: vorrebbe dire sconfessare in parte la politica di gestione dei due piloti fin qui adottata di pari opportunità per entrambi, come ha dichiarato lo stesso boss Red Bull Mateschitz. E Vettel è  il pupillo della scuderia. Quindi si prenderanno in considerazione ordini di scuderia in base ai risultati delle qualifiche della prossima gara: con Webber in pole o davanti al compagno di squadra, si deciderà di puntare tutto sull’australiano.

Vittoria mondiale

Alonso potrebbe vincere  il mondiale se arriva primo e Webber non fa meglio del quinto posto. Con il secondo posto, è mondiale se Vettel non vince, Webber non fa meglio del quinto posto ed Hamiltont  del quarto. Con Alonso terzo, Vettel dovrebbe arrivare dietro lo spagnolo,  Webber non dovrebbe finire la gara e Hamilton non dovrebbe fare  meglio del quinto posto. Button e Vettel per poter rientrare in gioco realisticamente dovrebbero sperare nelle sfortune dei primi tre e puntare solo alla vittoria.

Per il titolo costruttori la Ferrari tiene una piccola luce accesa, anche se il titolo è in ballo tra Red Bull e McLaren, con la prima avvantaggiata se non altro per avere due piloti entrambi competitivi: Button avrà avuto un duro colpo psicologico con questa gara e tirerà un po’ i remi in barca a differenza di Vettel che tenterà il tutto per tutto per rientrare in gioco. Prossimo appuntamento è il Gp del Brasile il 7 novembre. Alè Fernando!

F1 Gp Giappone: Alonso in scia alle Red Bull.

La gara nel circuito del sol levante è stata la più dura dell’anno per piloti e team. La pioggia torrenziale ha impedito lo svolgersi delle qualifiche nella giornata di ieri per impraticabilità di pista, costringendo la direzione gara a spostare le qualifiche nello stesso giorno di corsa. Per piloti e meccanici si è deciso tutto nel giro di poche ore, con le qualifiche disputatesi alle ore 9 del mattino (ora locale) e la gara dopo sole cinque ore. Una domenica di duro lavoro per tutti gli addetti.

Le qualifiche

I primi cinque della classifica mondiale sono molto vicini: Vettel ha strappato la pole su Webber, terzo Kubica, a seguire Alonso, Button, Rosberg ed Hamilton, quest’ultimo retrocesso di cinque posizioni per aver sostituito il cambio della sua McLaren. Massa non riesce a passare in q3, piazzandosi al 12° posto. Button è l’unico ad aver scelto gomme dure per la partenza, provando a giocarsi il tutto per tutto con una strategia diversa.

La gara

Pronti via: Vettel scatta bene, Kubica supera Webber. Alonso rischia di farsi soffiare il quarto posto da Button con uno start mediocre ma rimedia alla prima curva, brivido per lo spagnolo. Incidente tra Petrov e Hulkenberg sullo starting grid. Massa è subito fuori alla prima curva: con una manovra da suicidio sperona l’incolpevole Liuzzi. E’ un altro zero per il brasiliano. Entra immediatamente in pista la safety car, troppi detriti e macchine da rimuovere dal tracciato.  Nei giri a regime di sicurezza, Kubica si ritira per il distacco della ruota posteriore, con Alonso che agguanta così provvisoriamente il podio.
La gara si vive sul marcamento a distanza di sicurezza tra i cinque pretendenti al titolo. I due Red Bull e Alonso (dopo il primo pit stop) sembrano avere qualcosa in più delle due McLaren. Hamilton ha un nuovo problema al cambio, con la terza marcia fuori uso; Button fa un pit stop molto ritardato, mettendo le morbide per l’ultimo stint, ma la strategia non incide. Danno spettacolo i due piloti di casa, Yamamoto e soprattutto Kobayashi, combattivo e audace. Il pilota della Sauber ha vivacizzato questa gara noiosetta con le sue abili manovre di sorpasso, è un giovane di 23 anni, di belle speranze per il Giappone.
Vince la gara Vettel, secondo Webber, terzo Alonso, quarto Button, quinto Hamilton, poi a seguire Schumacher, l’ottimo Kobayashi, Heidefeld con la seconda Sauber, Barrichello; chiude la zona punti Buemi. I primi tre passano sotto la bandiera a scacchi nello spazio di due secondi, a testimonianza di una corsa davvero tiratissima.


Il punto sul mondiale
Webber ha controllato bene i suoi avversari, limitando i danni sul pazzo Vettel – guai ad avvicinarsi – e guadagnando tre punti su Alonso. Ora deve guardarsi principalmente le spalle da questo duo, che lo segue a 14 punti di distacco. Button ed Hamilton perdono contatto e sembrano progressivamente svanire le loro speranze mondiali.

La matematica condanna definitivamente Felipe Massa, giusto per chiarezza. E’ vergognoso come il brasiliano non stia correndo per la squadra, non facendo il proprio dovere. E’ triste, non fa altro che lamentarsi da qualche gara, piagnucolando che non farà il “Barrichello 2a versione“. Segnala il traffico come motivo/scusa della sua pessima qualifica. Fa un incidente senza senso al via con Liuzzi. Non dà sostegno ad Alonso in un momento così delicato, non porta punti al team per la classifica costruttori – che ormai è persa – insomma è già in vacanzaMassa te ne devi andare! Non sei degno di guidare una Ferrari!

Men che se ne dica, la lotta al titolo è ancora aperta ai primi cinque. Se pur Button ed Hamilton hanno 28 e 32 punti di distacco dalla vetta, ci sono ancora in palio 75 punti e in Formula Uno tutto è possibile. Il prossimo gran premio di Corea tra due settimane ci dirà se La McLaren potrà ancora dire la sua. E’ un circuito inedito per tutti, ma sarà importante l’esperienza tecnica dei team: Ferrari e McLaren hanno qualcosa in più rispetto alla Red Bull.


Outsider è la Renault di Kubica, che può approfittare del marcamento a uomo tra i rivali al titolo. Inoltre il meteo potrebbe di nuovo giocare brutti scherzi, in una regione in cui è la stagione dei monsoni.
La Ferrari per le ultime tre gare porterà ulteriori novità tecniche, soprattutto una di tipo aerodinamica, nella zona del posteriore che sarà molto visibile, a dimostrazione dello spirito di squadra di non mollare mai. Il sogno è lì a 14 punti e si può fare, perchè team e pilota sono in uno stato di grazia tecnico-mentale. Il mondiale costruttori è ormai svanito,  quindi tutte le energie di sviluppo della macchina sono concentrate per lo stile di guida di Alonso.

Forza ragazzi!


Classifica piloti


Classifica costruttori

F1 Gp di Monza – Speranza mondiale per Alonso?

Estasi rossa. La Ferrari che vince sul circuito di casa è sempre una gioia e questa è ancor più grande, se vi è stata qualche apprensione in più. E’ bello aver visto la forza e il carattere di questa squadra e del suo pilota, che hanno dimostrato di voler vincere a tutti i costi.

Con la pole Alonso aveva compiuto una bella impresa nelle qualifiche, vanificata purtroppo con una partenza infelice. Ci siamo spaventati alle prime curve, quando i due ferraristi si sono affiancati, per quella che sembrava una battaglia vera. Ma poi Massa ha coperto bene le spalle al suo caposquadra: Hamilton, tamponando il brasiliano, si è dimenticato cosa non deve fare un pilota, soprattutto quando sei in lotta per l’iride.

Con Button abile a difendere la sua posizione, ci siamo scoraggiati. Alonso, più veloce, non poteva che esercitare un’inutile pressione al suo avversario. Quindi il momento decisivo sarebbe stato il pit-stop: chi sarebbe rientrato per primo tra i due?

E’ rientrato prima Button. E due giri dopo Alonso è saltato davanti. Merito del giro in più rispetto all’inglese. Ma rendiamo onore ai meccanici Ferrari. Quelli della McLaren sono stati veloci, i ferraristi velocissimi: hanno impiegato otto decimi in meno dei loro colleghi. Contate questo tempo: è un battito di ciglia. Un niente, eppure Alonso grazie a questo che è riuscito a vincere!

Diamo ora un occhio alla classifica.

1   Mark Webber                 187 punti
2   Lewis Hamilton             182 p.
3   Fernando Alonso          166 p.
4   Jenson Button               165 p.
5   Sebastian Vettel           163 p.

Con la splendida vittoria di ieri, Fernando Alonso è a soli 21 punti dal leader Mark Webber.
Restano cinque gare alla fine, tutte extraeuropee.

26-Set Singapore Singapore Grand Prix
10-Ott Suzuka Japanese Grand Prix
24-Ott Yeongam Korean Grand Prix
07-Nov San Paolo Grande Premio do Brasil
14-Nov Yas Marina Circuit Abu Dhabi Grand Prix

Gli unici due circuiti degni di questo sport sono quelli di Suzuka e di San Paolo, sempre spettacolari: in più di un occasione si è deciso il titolo su questi tracciati.
Singapore ricorda un parco giochi, l’idea di come mettere in ridicolo questi bolidi da corsa su un circuito milleluci. Un tracciato cittadino, questo a differenza di Montecarlo tutt’altro che affascinante: pacchiano!

Il gran premio di Corea (del Sud) è un grosso punto interrogativo. Innanzitutto perché è inedito, ma soprattutto perché è ancora in costruzione. Ce la faranno a finirlo? Sì. Ma cosa ci guadagneremo? Il tracciato sembra uguale a tanti già visti, disegnati con squadretta e goniometro e niente più, se non piove prevedo noia.

Abu Dhabi: è vergognoso che sia stato riconfermato. Ha un’uscita box che sembra l’uscita di un parcheggio. L’anno scorso è stato il gran premio più noioso di tutti (addirittura!).

I cinque piloti in lizza sono tutti molto vicini, anche nelle prestazioni. Tuttavia il meteo rappresenta quell’incognita in grado di sovvertire qualsiasi pronostico. Vincerà il titolo chi sbaglierà di meno. Forza Alonso!

F1 Gp del Belgio: strategia fai da te? Ahi, ahi, ahi, ahi…

Il mondiale di F1 è allo sprint finale, mancando soltanto sei gare al termine. Il circuito di Spa è il più lungo e il più tecnico di tutto il mondiale: qui vincono soltanto i grandi campioni. Il tracciato è per chi ha stomaco, cuore. Ma soprattutto tanto cervello: questa gara ha riservato tantissime insidie ed ha tirato brutti scherzi a tre dei cinque pretendenti al titolo.
Hamilton ha vinto, Webber e Kubica sul podio: tutti fortissimi e dal sangue freddo, possibili iridati. Kubica magari in futuro, ma ora sia Lewis che Mark hanno preso il largo in classifica, staccando Button, Vettel e Alonso.
In questo articolo però non voglio fare gli onori ai vittoriosi. Mi interessano gli sconfitti. Partiamo con il grande deluso: Fernando Alonso.
Una grande occasione sfumata, questo Gran premio, dannazione. L’ennesimo errore che da un bi-campione del mondo non ti aspetti, che dimostra un’annata, purtroppo, non propizia. Alonso ha toppato ancora una volta le qualifiche, scendendo in pista per fare il tempo nel momento sbagliato; si piazza decimo e gara compromessa. Si punta quindi su una scelta estrema: nella speranza che piova, assetto vettura da gara bagnata.
Ad inizio gara, c’è uno scroscio di pioggia che manda in panico molti piloti.  L’asturiano è speronato in pieno da Barrichello, che forse vuole festeggiare con il botto il suo 300esimo Gp. Champagne.
La Ferrari dello spagnolo tuttavia supera brillantemente il crash-test. Ma il pilota è ultimo e si tenta allora un cambio di strategia, cambiando le gomme con le intermedie. Nel frattempo la safety car – ancora lei – entra e resta in pista per cinque minuti: il tempo necessario affinchè la nuvola di Fantozzi si dilegui e l’asfalto si asciughi. Alonso quindi è costretto a rientrare ai box per montare le gomme (giuste) d’asciutto.
La gara è un calvario, che si concluderà proprio con la pioggia,  la possibilità tanto auspicata dagli uomini in rosso. Ma gomme sul cordolo, la macchina che perde controllo, boom e addio bandiera a scacchi. Sia chiaro che questo errore allo spagnolo glielo possiamo pure perdonare: tre punti in più o in meno non è che facciano così tanto differenza. A quel punto, perso per perso, si rischia e l’errore è dietro l’angolo.
Spa non perdona. In condizioni limite, team e piloti mostrano tutte le loro debolezze. Quest’anno la Ferrari e Alonso sul piano strategico.

Vettel sul piano nervoso.  Il tedeschino è forte ma non ha i nervi saldi. Un campione ha un mix di talento e di cervello. Sebastian… devi ancora crescere.
Caro Vettel, sai che io per te ho un occhio di riguardo e vorrei quasi darti dei consigli. Sei troppo aggressivo. Come vuoi sorpassare Button? Era necessario uno scarto così brusco? Ti sta antipatico Jenson? Eppure lui ci ha fatto ridere…cito il simpatico siparietto tra Ettore Giovanelli che intervista a caldo l’inglese
E. Giovanelli : “What a pity!”
J. Button : “Yes.” (con flemma britannica).
Jenson Button è il terzo sconfitto da questa gara, ha la “colpa” di trovarsi dietro Vettel. Un pilota come quegli automobilisti pazzi che ti seguono dietro in autostrada a distanza ravvicinata, che ti pressano con gli abbaglianti. Jenson, ascolta: la prossima volta dai strada  a Sebastian, tanto si autodistruggerà con il prossimo (pilota).
Il prossimo appuntamento è il Gp di Monza, un evento che la Rai seguirà integralmente sin dalle prove libere su Rai Sport. Speriamo in una gara regolare, non condizionata da eventi meteo: sarebbe un danno per la Ferrari. Il mondiale è ancora aperto, oggi è toccato ad Alonso segnare lo zero in classifica, la prossima volta…

Lo spettacolo premia Lewis Hamilton.

Appuntamento nordamericano per il Circus, che sbarca in Canada, sul circuito cittadino di Montreal, l’anno scorso non presente nel calendario. Il ritorno a Montreal è stato benefico per lo spettacolo: abbiamo assistito, a mio avviso, alla gara più bella finora disputata. Che sia stata la pista, le gomme che non tenevano a noi non importa: vogliamo sempre vedere corse così avvincenti.

Doppietta McLaren, con un Hamilton arrembante, Button solito marpione e Alonso terzo: in Ferrari, su un circuito favorevole, trionfa la sfiga. Alonso avrebbe potuto vincere, ha corso una gara da toro, incornando Hamilton alla corsia box. Aveva un ottimo ritmo, ma è stato superato dalle due McLaren per il traffico davanti. Peccato. Oggi in pista sembrava di stare sul Grande Raccordo Anulare, le McLaren avevano il telepass… ed ora conducono anche la classifica iridata, incertissima: l’inglesino è il quinto pilota ad avvicendarsi al vertice.

Tante macchine, in virtù dei nuovi team ed ecco quelle incognite che si sono realizzate: a danno di Alonso questa volta, a danni di altri la prossima, secondo un mio personalissimo augurio.

E gli altri “tori” cosa hanno combinato? Vettel e Webber, dopo il favoloso rendez-vous al Gp di Turchia, sono naufragati a causa della pista, delle difficoltà del boss Chris Horner nella giusta strategia in una pista mangia gomme. Tutto sommato il quarto e quinto posto sono buoni piazzamenti per fare punti. E anche la sorella minore Toro rosso, con Buemi, ottiene un ottimo ottavo posto. Ma lo cito soprattutto perché ha causato il controsorpasso Hamilton ai danni di Alonso. Dannati automobilisti della domenica. Un po’ di sfiga anche a te.

Il rammarico Ferrari è ancor più grande per il potenziale inespresso da Massa. Autore di una gara orribile, coinvolto nell’incidente iniziale con Liuzzi, comincia la sua gara dall’ultimo posto. Rimane imbottigliato neltraffico, anche se recupera discretamente. Poi lo schianta Panzer Schumi, che di farsi passare non ha nessuna voglia e che per sicurezza gli pizzica l’alettone per estrometterlo definitivamente. Caro Massa sei caduto nel trappolone del tedesco come un topo, peccato per te. Peccato per Alonso. Peccato per la Ferrari.  Gufate anche voi in coro contro gli altri.

Campioni di una domenica di fine Maggio

Domenica di sport all’insegna di Formula uno e Ciclismo, la strana coppia per gli sportivi pallonari italiani.  Ergendomi a portavoce degli “sportivi”, noi… si spera che queste domeniche di astinenza da calcio scorrano il più velocemente possibile.  Le corse – siamo quasi in estate, nel loro abituale tempo – che siano motoristiche o ciclistiche, sono tanto affascinanti quanto noiose: non insinuano quel germe d’insana follia che noi ricerchiamo nella palla, nei calci, nella conformità del fanatismo di massa. Ragion per cui ai mondiali ci sentiamo, da nord a sud, tutti “italiani”.

Un vantaggio schiacciante del calcio è la sua facile praticabilità, con le emozioni dei campioni fantasiosamente replicabili su un campetto di periferia tra amici. Ed è questo avvenimento uno spaccato a tratti della società italiana: troveremo chi non la passa mai, chi si atteggia a campione, chi s’incazza manco fosse in ballo il proprio posto di lavoro, chi simula, chi se la prende con il più debole e potremmo continuare all’infinito… nel calcio è possibile sovvertire lo status della ragione sociale con l’accanimento, riscattarsi e trovare quell’oretta di gloria, proprio come quella che avevano i gladiatori nell’antica Roma, combattenti però non per caso, ma per forza.

E la formula uno invece? La noia del traffico di tutti i giorni è trasferita in pista. Nemmeno il ciclismo si salva: è un viaggio utopistico tra città priva di auto e automatismi.  Sport per vecchi e per bambini, per tempi (remoti) ottocenteschi, e per futuri-remoti, ma questo è un personale auspicio. Perché all’italiano medio – scusate l’espressione – piace andare in auto, sportellare nel traffico, insultare il prossimo,  andare in una corsia riservata, tutto con noia.

Con un po’ di fantasia cerchiamo allora di stilare una classifica di vincenti tra piloti e ciclisti, che ricorderemo soltanto in questa domenica avulsa dal calcio – tranquilli, il pensiero subito ritornerà ai mondiali in Sudafrica.

Vincente è Lewis Hamilton, il più sfrontato e spettacolare in pista, eroe perché combatte il nulla agonistico con la sua carica. E’ alla sua prima vittoria in pista, ha compiuto quest’anno più sorpassi di tutti. Con due orecchini inaugura un nuovo look,  insolito per l’ambiente: è un modello vincente perché in controtendenza.

Ivan Basso, che dopo due anni di mea-culpa per il doping ha forza e coraggio per riprendersi il Giro d’Italia, meritatamente. Si riscatta e dà l’esempio: bravo, ma non doparti più. Di seguito riportiamo gli ultimi chilometri della terzultima tappa in cui il varesino ha conquistato la maglia rosa, portandola fino all’arena di Verona.

Di questo passo sarà vincente anche Jenson Button: il pilota inglese si sta mostrando più tattico e concreto di Hamilton. Come una formica… è lì a lottare per il mondiale. Senza gerarchie in McLaren. Lotta anche Vincenzo Nibali, compagno di squadra di Basso, siciliano dalle belle speranze che ha talento e classe da vendere. Ottimo gregario di Basso, futuro campione, esempio di umiltà.

800 gran premi per la Ferrari: la vecchia Signora della F1 è la grande assente di questa domenica. Dove sei finita Ferrari? Massa settimo e impotente, Alonso che lotta tristemente per l’ottavo posto… Sei stata inghiottita nel gruppo delle squadre inseguitrici – prendo a prestito il gergo ciclistico – se non ti sviluppi, muori.

Ed ora Vettel, tu sei un campione.  Eri dietro a Webber, primo fino allora. Non ci stai a fare il secondo, capiremo perché: stavi per sopravanzare il tuo compagno di squadra quando lo chiudi senza motivo; ti ritiri, insulti Webber platealmente. Danneggi tutta la squadra. Non ci stai a fare il secondo: anche nel 2007 in Giappone colpisti Webber che ti precedeva e lì guidavi la Toro Rosso, seconda squadra della Red Bull.

Accogliamo il tuo caso umano e ti ringraziamo per l’incidente che ha trafitto la noia. Eravamo lì, ordinatamente disposti in fila indiana nel traffico, ad osservare la tua constatazione amichevole dell’incidente con Webber.

Sei tu il campione di questa domenica, perché hai sovvertito la realtà delle cose, come spesso accade in una partitella tra amici di periferia.