Perché non dovremmo poter essere cristiani?

Piergiorgio Odifreddi è un matematico, logico e saggista italiano. Continuando a copiare da wikipedia, pare che sia “la frusta laica della Chiesa in Italia” e che il suo vizio sia “smontare dogmi”. È tutto vero. Aggiungo di mio che Odifreddi è un genio – nel senso moderno del termine – cioè ha un’intelligenza sopra la media, che ha sfruttato per tutta la vita per costruirsi un intellettualismo fuori parametro e una cultura smodata che spazia in (quasi) ogni angolo dello scibile umano (è l’unico matematico capace di intrigarmi anche quando parla di arte e musica classica) e che mette a disposizione della divulgazione scientifica grazie alla sua dialettica pimpante, energica e divertente, sotto forma di libri, interviste, documentari e quant’altro.

E questi sono gli ultimi complimenti che gli rivolgerò.Continua a leggere…

Meridiano Zero – Vaticano Spa

Metto da subito le mani avanti: non ho nulla contro la fede, chi crede nella fede, chi crede in qualcosa. Non ho nulla contro i cattolici, i buddisti, gli islamici, i protestanti, monoteisti o politeisti del caso. Anzi, li invidio un po’, sono sincero. Sono ateo, non me ne vanto, non me ne vergogno; penso solo che avere fede è bello, perché ti permette di sperare in un qualcosa che probabilmente non succederà mai, però intanto speri ed è quello l’importante. In certe circostanze è davvero avere una marcia in più. Magari critico più aspramente l’impianto economico che è stato tirato su attorno alla fede, ma è comunque un altro discorso. Prendi gli Juventini.

Quarantaquattresimo del secondo tempo. La Juve perde 2 a 1, c’è ancora qualche speranza di passare il turno. L’ateo guarda la partita, vede che in campo è scesa la Juve (Stabia), che si sta facendo prendere a pallonate da 89 minuti suonati, vede che i 25 milioni di Felipe Melo era meglio spenderli in puttane di lusso e droga, vede che Ciro è al telefono con Marcello in lacrime chiedendo spiegazioni e consigli e vabbè dice, cambiamo canale, questa è andata.
Il cattolico no, lui ci crede. Lui spera, spera nell’intervento del divino che prenderà possesso del corpo di Giovinco o Poulsen (no, dico, Poulsen) o di Trezeguet e li accompagnerà in una cavalcata coast to coast tipo Holly e Benji fino a segnare un gol talmente bello che l’arbitro commosso gli attribuirà doppio valore. Juventus 3 – Bayern 2.
Poi la Juve ha perso 1 a 4. Quello che ci interessa è che alla fine della partita l’amarezza è la stessa, però intanto il credente ha provato un pelo di speranza, butta via.

main_image_previewÈ da un po’ di tempo che se vi soffermate su Canale 5 a guardare la D’Urso (ovviamente mentre cercate programmi dallo spessore culturale maggiore, tipo la guerra dei Robot o i Monster Truck) c’è Brosio che dopo aver pipato tutte le top model disponibili della Versilia ha deciso di riscoprire la fede e che di questa riscoperta ha deciso di darcene testimonianza in tv.
Nel dibattito, si schiera con lui Gesù Cristo, Madre Teresa e una bambina senza gambe dagli occhi dolcissimi che crede in Dio.
Contro di lui un qualche lavacessi del CICAP, molto brutto, molto peloso, dallo sguardo sospettoso e perverso. Solo come un cane. Il vento soffia tra i rami dell’albero secco posto vicino a lui.
Il discorso viene portato con maestria sui miracolati di Lourdes.

Il lavacessi del CICAP fa notare che Lourdes è stato oggetto di visita da parte di 700 milioni di pellegrini. Di questi, 67 sono le guarigioni riconosciute. Uno ogni 10 milioni; è sufficiente la sola statistica per spiegare che non è una percentuale rilevante, sopratutto in un ambito, quello medico, in continua evoluzione. Una guarigione miracolosa del 1940 al giorno d’oggi potrebbe essere facilmente spiegabile. Se l’inter avesse la possibilità di giocare contro il Barcellona 700 milioni di volte sono sicuro che riuscirebbe a vincere almeno 1000 volte, e quello sì che sarebbe un miracolo. Se io ci provassi 700 milioni di volte con giovani donne disinibite dagli impulsi lesbici, vedi che qualche triangolo porcelloso riuscirei a organizzarlo. Non dice nulla di offensivo o così assurdo.
Paolo Brosio scoppia a piangere; prova pietà per l’anima del lavacessi, che arderà all’inferno per quanto ha detto. Poi parla mezz’ora circa Lourdes, la madonnina di Lourdes, il pizzaiolo di Lourdes, le innumerevoli botteghine di Lourdes, il maxi rosario (2 metri di rosario, incredibile, lo avete mai visto? Fa paura. Ti viene in mente un maxi prete alto 6 metri che brandisce il maxi rosario come fosse una clava) di Lourdes, l’acqua di Lourdes e i fenomeni inspiegabili di Lourdes, tipo che la notte l’acqua è calda e di giorno è fredda a Lourdes, che la mattina se uno guarda verso est vede un incredibile bagliore e una sensazione di calore sulla pelle a Lourdes, che le nuvole hanno forme strane, tipo di cane, tipo un occhio, tipo Padre Pio intento a dare un colpo di tosse mentre dice messa a Lourdes, robe davvero incredibili.

immagine_lourdesQuello del CICAP prova a ribattere, ma alla bambina dagli occhi dolcissimi si stacca un braccio. Si asciuga le lacrime con la manina che le rimane, lo raccoglie, se lo appoggia in grembo e sospira sorridendo, perché Dio se fa la brava un giorno glielo riattaccherà. Brosio, Gesù Cristo e Madre Teresa annuiscono convinti.
E poi c’è la parte più bella: il senso di colpa. Se tu sei andato a Lourdes mille volte e per mille volte sei tornato deluso è perché non credi abbastanza, perché non hai pregato abbastanza, perché non hai donato abbastanza. Perché non sei meritevole della guarigione, perché devi soffrire ancora un po’, come se non fosse già sufficiente quello che hai sofferto finora, perché ti devi applicare di più. La colpa non è del fatto che sei dalla parte sbagliata delle statistiche, è tua e solo tua. Torna a Lourdes e magari succederà qualcosa. E se ci torni e non è successo ancora nulla, ritorna. Tre, quattro, cinque volte. Lo hai comprato il rosario di due metri benedetto? A Lourdes, come in una delle filiali sparse per l’Europa.

Vaticano S.p.a.: vendiamo speranza.