Meridiano Zero – Tutti contro uno, uno contro tutti

Evidentemente, tra legittimo impedimento e Lodo Alfano ha fatto confusione. Qualche cattivo consigliere gli avrà suggerito che può dire quello che gli pare, tanto già fa, come gli pare; quindi, con la solita violenza che accompagna i suoi discorsi e con la meticolosità di un chirurgo, ha sferrato i suoi incoerenti attacchi contro scuola, magistratura, sinistra (spargiamolo un po’ di sale sulla terra deserta, tante volte dovesse nascere qualcosa). Tutti contro Silvio, la magistratura eversiva (addirittura a Milano spuntano manifesti che paragonano PM e BR) la scuola che inculca valori di sinistra (!) grazie all’opera di professori di sinistra (!!); e ce li vedo, questi manifesti di propaganda comunista appesi nelle aule dei licei, falci e martelli ovunque, “bandiera rossa” cantata durante l’intervallo e se qualcuno fiata, nel gulag. Molto meglio le scuole private, nelle quali studiano i figli di mezza Camera e Senato; grazie al buono scuola, infatti, nella Lombardia del fido Formigoni, sono stati distribuiti a caso 400 milioni di euro in 8 anni senza ottenere, tra l’altro, risultati in termini di efficacia formativa (http://www.leragioni.it/2009/11/30/lombardia-fallimento-del-buono-scuola-di-formigoni/). E così si è ritrovato sul podio della convention indetta dalla Brambilla a Roma, osannato dai fedelissimi sostenitori, ciechi come topolini di fronte al loro Leader (dalla folla urlano “sei pure bello!”), urlanti di fronte allo sproloquio del presidente. Ci è andato giù duro Berlusconi, come se si fosse dimenticato che non era nel bagno di casa sua, dove può dire quello che gli pare. Accecato da cotanta piaggeria, si butta sui magistrati con ferocia, che “Hanno fatto fuori Craxi e la prima Repubblica, ora vogliono fare fuori me, ma io resisterò”. Evidentemente il presidente si è dimenticato la storia, ma nella storia che conosco io, quella che mi hanno insegnato professori di sinistra nelle scuole di sinistra, Craxi e la prima Repubblica non sono stati fatti fuori, ma il primo è scappato al sicuro a Tunisi e la seconda si è sgretolata sotto al peso delle tangenti che volavano da una parte all’altra del Parlamento. Si è pure dimenticato del suo, di passato, affermando “l’opportunità di una commissione di inchiesta che accerti se esiste un’associazione a delinquere a fini eversivi nella magistratura”; l’associazione a delinquere a fini eversivi, Presidente, c’era, si chiamava P2 e non era solo nella magistratura, lei lo dovrebbe sapere visto che ne faceva parte. Difende la legge sul processo breve, buttando là ogni tanto un “ridicolo!”, o “illazioni!” a cui rispondono minuti di applausi. Troppo facile così, signor Presidente; su quel podio potrebbe dire davvero quel che le pare che scroscerebbero applausi.

Da domani, il lunedì, il giorno più brutto della settimana, si chiamerà Bersanedì, mentre il venerdì che è quello più bello lo chiameremo Silviedì. O Berlusconedì, devo decidere.

Siiii! Bravo! Bono!

Troppo facile così. Ci vorrebbe un Travaglio lì davanti, o uno Stella qualsiasi, giusto per correggerle il tiro quando la dice un po’ troppo grossa. Come quando stempera l’atmosfera con una battuta puramente omofoba delle sue, “ognuno è per il 25% gay, ma il mio 25% è lesbico”. Signor Presidente, tenga a freno la sua libido, che poi si ritrova a spergiurare sui suoi nipoti che quelle cene erano cene elegantissime tra un vecchio di settantanni e delle diciottenni, mentre le varie brasiliane e neolaureate giurano che le cene elegantissime c’erano, ma poi era tutto un fottifotti che neanche nei peggio porno (http://www.repubblica.it/politica/2011/04/15/news/ragazze_smentiscono-14954485/). Diciottenni signor Presidente, anche se immagino già il sorriso beffardo con cui potrebbe suggerire “beh, ma mi consenta, bisogna essere orgogliosi di un presidente che soddisfa una diciottenne. Lo sa che il 25% di quella diciottenne anche se è lesbico si è innamorato di me?”.

 

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Meridiano Zero – Brancher, Sindacati, Lippi….

Ho abbastanza le palle girate. Di motivi ne ho a dozzine.

Brancher, grandissimo, voto 9. Non si sa con quale mezzo – un vitello grasso? Una figlia vergine? Oro, incenso e mirra? – convince Berlusconi a farsi nominare Ministro per l’attuazione del Federalismo; nomina per scampare alla falce dei giudici (COMUNISTI!) che lo vorrebbero inquisito nel processo Bpi. Nomina che, da una parte spacca il fronte con la Lega (oliata bene bene con la storia del Federalismo e poi data in mano ad un fedelissimo che con la Lega, il federalismo e la Padania non c’entra nulla. Fa molto fisting questa cosa), dall’altra fa schierare Napolitano (attenzione!!) che nega il legittimo impedimento al neoministro. Il risultato è fantastico: Brancher si dimette, Berlusconi nomina un leghista e si spera che qualcuno capisca che la sua priorità non è l’Italia ma gli amichetti suoi. Nota a margine: ministro per l’attuazione del Federalismo. Fantastico. Mi immagino le prossime nomine; ministro per il riciclaggio, ministro per l’amore, ministro per le buche nelle città, ministro per capire se le Rossana si chiamano così perché la padrona dell’azienda si chiama Rossana e via così.

Sindacati, voto 4. Ma qualcuno, là fuori che lavori, ne avverte la presenza? Un milione in piazza, scioperi, contro scioperi e scioperetti ma sono tanto lontani quanto lo è il mondo della politica. Da noi. Perché poi in realtà sono talmente vicini che per tanti (vedi Cofferati) saltare di qua è un attimo. Ma non dovrebbero essere ipoteticamente avversari?

Lippi, voto 10+. Riassume, in pieno, l’essenza italica. Più che “l’Italia di oggi rispecchia il calcio italiano” (cit. Buffon), sarebbe corretto dire “che Lippi rispecchia l’Italia”. Fa come pare a lui, facendoci passare tutti quanti per cretini con frasi sibilline tipo “questo gruppo sa come si vince il Mondiale”, “in un Mondiale conta il gruppo”, “prediligo il gruppo al singolo” e via discorrendo. Si fa asfaltare dal Brasile l’anno scorso e fa passare il Brasile per cretino “eh eh, vedremo tra un anno”.Quindi convoca la Juventus, in blocco, provando a far passare Ferrara prima e Zaccheroni poi per cretini (della serie: convoco mezza Juventus, così gli faccio vedere come si vince), mezza Italia per cretina (dai, sul serio, Maggio? E Pepe è meglio di Cassano?), riesce ad ottenere il peggior risultato di sempre di una Nazionale e poi se ne esce con “Ok, mi assumo tutta la responsabilità di quello che è successo”. GRANDIOSO! Solo a me ricorda Tanzi? Ok, mi è andata male, colpa mia. I soldi? No, i soldi non ci sono. Ma è colpa mia eh. O Craxi? Sì, in effetti rubavamo a piene mani, colpa nostra, scusate. Vado a Tripoli, colpa mia, colpa mia. Ora, pur apprezzando il suo sforzo, mi sarei aspettato qualcosina di meglio di un’ammissione di responsabilità, condividendola poi con il suo gruppo, fatto passare per psicologicamente instabile. Tutto facile così. Troppo.

Forza Ghana.

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