Quale alternativa?

L’impero di Berlusconi sta crollando sulle sue stesse deboli fondamenta fatte di escort e festini, bunga bunga e starlette che fanno politica, e ci si comincia lecitamente a chiedere cosa succederà dopo.

Una domanda che ci si pone spesso di questi tempi riguarda proprio la possibile alternativa a Berlusconi e al berlusconismo. L’Italia ha bisogno di un cambiamento radicale, storico, di una nuova era in cui la politica possa ritornare vicina al cittadino, vicina al popolo, che attualmente annaspa disorientato nella torbida realtà di un Governo che si preoccupa soprattutto di salvare il suo Premier, padre-padrone di un partito che propone e dice soltanto quello che vuole Lui.

Il problema della Sinistra è che non propone un’alternativa. È una frase populista quanto volete, ma è assolutamente identificativa dello status in cui versa l’Opposizione. Il votante di Sinistra si trova totalmente disorientato di fronte alla “debolezza” sulla carta del maggior partito di Opposizione, quel PD che ha come leader Bersani che tanto leader non sembra. E così nelle scorse settimane abbiamo assistito a paventate assurde alleanze pur di mandare via l’Imperatore Maximo, alle proposte di un’ampia coalizione per battere il Premier, fino allo sfogo d’orgoglio di Bersani in risposta alla lettera di Berlusconi sul Corriere. Insomma, un tira e molla infantile: prima si propongono folli alleanze persino con la Lega (e già qui…), poi si fa un passo indietro, poi si cerca il governo tecnico con Tremonti premier (e pure qui…), poi risalta fuori lo scandalo Bunga Bunga e si ricomincia la guerra. Infine il Partito dell’Amore decide di tendere la mano all’Opposizione, in un disperato tentativo di collaborazione, e Bersani in un moto d’orgoglio si rifiuta fermamente chiudendo l’affaire con un lapidario “troppo tardi”.

Troppo tardi? L’elettore di centro-Sinistra non può che trovarsi ulteriormente disorientato dalle parole del suo ipotetico leader. “Troppo tardi” significa che in un altro momento, in un tempo giusto, questa collaborazione si sarebbe potuta fare. Ma che diavolo di discorso di Opposizione è questo? Come è possibile che non si riesca a sentire una presa di posizione decisa? Ancora oggi siamo costretti a subire questa manfrina del tira e molla, con un PD che si crogiola nel suo essere Opposizione, quasi avesse paura di passare al Governo. Paura o convenienza. Perché il sospetto che neanche loro sappiano cosa fare comincia a insinuarsi concreto nelle menti dell’elettorato di centro-sinistra. Il che dimostra un’idea del Partito che rasenta la debolezza, che non dà forza al messaggio lanciato.

Si dice sempre che Berlusconi sia un grande comunicatore, che sappia come affascinare le masse di pecoroni senza opinione, che sappia come portarli dalla sua parte (ancora oggi si sente gente difendere a spada tratta TUTTO il suo operato). Il punto secondo me è un altro: non è che Berlusconi sia bravo a comunicare, è che dall’altro lato non c’è nessuno che lo sappia fare in maniera decente. Anzi, diciamola tutta, il più grosso difetto della Sinistra è proprio questo, arroccarsi su un idealismo antico, fatto di valori assolutamente condivisibili, ma che non tiene conto della situazione attuale dell’elettorato nel nostro Paese. Ciò che dovrebbe imparare l’Opposizione è che in una battaglia elettorale tutto conta per riuscire a racimolare i voti della gente. Bisogna saperla convincere, bisogna riuscire a entrare nella realtà di tutte le classi sociali, capirne i bisogni, presentare un prodotto (mi si perdoni il termine commerciale) invitante, fresco, che vada incontro alle esigenze della maggior parte delle persone, popolicchio compreso. Non funziona più la strategia di puntare soltanto sulla parte intellettuale e informata del Paese, c’è una subrealtà di gente a cui non frega un cavolo della Costituzione, delle inchieste, e di tutto il resto. Un popolicchio che vuole meno tasse, vuol spendere meno, vuole il lavoro, tutto qua. Non ha più senso, nel 2011, fare comizi come se fossimo negli anni ’70. Mi rendo conto che queste affermazioni possa risultare un po’ forti, ma bisogna stare al passo con i tempi, è ora di metterselo bene in testa.

Una giusta ricetta, un buon leader che rappresenti una novità, un programma che sia condivisibile da quante più persone possibili (qualcuno è riuscito a capire il programma del PD?), che vada dritto al punto, che non si arrocchi su posizioni sempre uguali “via Berlusconi, via Berlusconi, via  Berlusconi.”

È un momento storico triste questo, l’Italia sta vivendo ancora una crisi economica da cui si fa fatica a venire fuori, la gente è stanca di fare la fame e vedere che nel palazzo nulla cambia e sono tutti concentrati a parlare di Silvio e del suo Bunga-Bunga. Basta. Berlusconi cadrà, è soltanto una questione di tempo, e una Sinistra che vuole proporre un’alternativa deve cominciare sin da subito a preparare un programma, a proporre un’alternativa che parli di cose concrete, cose che interessano alla gente. Se vogliamo questo cambiamento, è il momento giusto per cominciare a prepararlo.

Non vogliamo più vedere questa mentalità sconfitta in partenza, con una sinistra divisa tra chi urla “via Berlusconi” (IdV ad esempio) e una che lo dice sotto voce (il PD, per l’appunto). Non se ne può più di sentire da D’Alema proposte di alleanza con il Terzo Polo pur di mandare via l’Imperatore Maximo. Non se ne può più.
Quello che mancano sono i valori, i principi, e dire “Uniamoci con chicchessia pur di far cadere Berlusconi”, per quanto intento nobile, non è un valore. Il segreto dei successi di partiti come IDV e Lega è proprio questo: sono in politica per attuare i loro valori, ovvero la legalità per l’Idv, il federalismo per la Lega. Per questo non si sottomettono a soprusi e ricatti da un lato, né a moine, accordi e compromessi dall’altro: perché sono altre le cose che li muovono. Con questo non si vuole dire che siano due partiti perfetti guidati da leader illuminati – lungi da noi -, si vuole solo spiegare il motivo del loro consenso popolare. È il motivo per cui la sinistra non riesce a instaurare un rapporto stabile con Di Pietro: perché non lo capisce.

La Sinistra si riprenda la sua identità, diventi moderna, si rinnovi e si presenti con un programma di alternativa decente, senza allusioni a folli alleanze che nulla portano.

E chissà, un giorno forse riusciranno a farsi perdonare la mancata legge sul conflitto di interessi, la più grossa puttanata fatta in Italia negli ultimi vent’anni.

Avremmo potuto evitare un’epoca oscura. Ora si impegnino a riaccendere la luce della speranza.

Il caso Opposizione.

Il Caso Opposizione

Era una notte piovosa. Il Detective e il suo fido Agente aiutante erano intenti a barcamenarsi in un caso che gli toglieva il sonno da mesi. Il Caso Opposizione.

“Detective, non riusciamo a trovarla in nessun modo.”

“Agente, ma come è possibile? Solo lei e Carmen Sandiego riescono sempre a sfuggirci in questa maniera.”

“Non lo so Detective, ormai sono due anni che è andata via via scomparendo. Ricapitolo i rapporti signore?”

“Sì, magari viene fuori qualcosa che ci è sfuggito…”

“Allora, 1994, Berlusconi scende in campo…”

“No per favore, niente big B per oggi, ne ho le palle piene.”

Accese una sigaretta, mentre il suo aiutante continuava a sfogliare cartelle, aiutandosi con il pollice bagnato di saliva. Fuori continuava a piovere a dirotto. Detective si versò un altro bicchiere di scotch e si mise comodo.

“Ecco ecco, l’ho trovato. Allora nel 1996 primo governo Prodi. Sono i tempi dell’Ulivo, e dell’appoggio esterno di Rifondazione Comunista. Poi succede qualcosa, Bertinotti e Rifondazione non rinnovano la fiducia al governo, Prodi si dimette. Ed eccola che appare. Possiamo partire da questa traccia…”

“Vada avanti agente.”

“Dunque, abbiamo notizie certe che il successore di Prodi è un certo Massimo D’Alema.”

“Il tipo delle barche…”

“Esattamente. Nel 2000 cade pure il governo D’Alema. Sono fatali le elezioni regionali (in particolare la vittoria di Storace e di An nel Lazio). Il signore delle barche si dimette, ed eccola qui, che comincia a fare la sua comparsa. Prima però al governo c’è  un certo Amato, ma il suo governo durerà pochissimo (fino al 2001). Ecco che si forma la nostra ricercata, l’Opposizione, il grande male della Sinistra. Da quel momento, per cinque anni, sarà al governo Berlusc…”

“Agente! Che cosa le ho detto?” Tuonò.

“Detective ma è importante, non posso non nominarlo!”

“Per oggi faccia uno sforzo agente.” Disse il detective dopo aver spento l’ennesima sigaretta. Era visibilmente nervoso, quel caso non lo faceva dormire da mesi. Un inseguimento che non portava a nulla.

“Dunque, dov’eravamo rimasti, ah sì. Allora, da quel momento al governo c’è Berlus…ehm, le forze politiche di centro-destra. Il governo riesce a portare alla fine il proprio mandato, e si arriva così alle elezioni. La nostra Opposizione promette che quando ritornerà al governo si impegnerà per risolvere una cosa importante…”

Il conflitto di interessi. Una legge importante sì.” Disse il Detective appuntandosi la frase sul blocknote.

“Esattamente. Sembra che questa volta l’Opposizione si sia palesata e , seppur in maniera risicatissima, riesce a tornare a capo del governo italiano nelle elezioni del 2006.”

“Bene, e in quei cinque anni sono riusciti a fare la legge, no?”

“Nossignore, non è durato cinque anni.”

“Come no?”

“Nossignore. Prima di tutto c’è una crisi di governo nel 2007, mancata fiducia a D’Alema a quanto pare.”

“Di nuovo quello delle barche.”

“Esattamente. Ma il governo si tiene su per i capelli. Successivamente, nel 2008, l’onorevole Mastella, con una mossa che manco Houdini per sfuggire alla cassa con le catene, fa cadere il secondo governo Prodi. Si va alle elezioni. Berl..Silvio si candida per la quarta volta…”

“La quarta? Guardi agente, se ci penso bene in effetti a me pare che non se ne sia mai andato.”

“Colpa della sinistra signore, colpa della sinistra. Dicevo, Silvio si ricandida e stavolta, complice una campagna elettorale vincente -o se vogliamo totalmente sbagliata da parte della Sinistra- viene eletto con un’ampia maggioranza.”

“E la sinistra radicale? I Verdi? Rifondazione?”

“Non li vota più nessuno Detective, scompaiono semplicemente.”

“Sa che le dico Agente, ma rimanga tra noi. Questa è stata una cosa più che positiva. Ci siamo tolti dalle scatole un po’ di gente che aveva una mentalità sin troppo vecchia e retrograda per questo paese. E poi cos’è successo?”

“E poi Detective, l’Opposizione scompare. Sembra che non esista più. Semplicemente, a quanto pare, si ha come l’impressione che faccia di tutto per rimanere in questo ruolo, quasi avesse paura ad opporsi seriamente e a proporre un’alternativa. Semplicemente, non funziona più. Tutti i vecchi gerarchi della sinistra continuano a fare proclami, si va avanti con un’inutile idea di Partito Democratico, un partito in cui nessuno sa veramente cosa vuole. E poi ci sono le nuove primarie…”

“Di nuovo questa storia delle primarie…”

“Sì, e si scontrano, ma per modo di dire, tre candidati. Bersani, Franceschini e Marino. E’ uno scontro inutile, senza senso, secondo me. Sembra che facciano di tutto per sembrare più belli agli occhi degli elettori, ma nessuno propone un programma concreto, nessuno parla della gente, dei lavoratori. Sono troppo impegnati a mettere uno i piedi in testa all’altro.”

“Vabbè ma almeno ci sono delle facce nuove.”

“Di facciata, signore. Si sente sempre parlare dei vari Fassino, Rutelli, e di D’Alema che spara a zero su Franceschini per appoggiare Bersani.”

“D’Alema, di nuovo? Sempre quello delle barche.”

“Sempre lui signore. E gira e volta, sono sempre le stesse persone che non sono state capaci di mantenere una promessa fatta nel loro programma elettorale del precedente governo. Non sono riusciti a fare la legge sul conflitto di interessi. Questo sa cosa mi fa pensare Detective?”

“Immagino quello che sto pensando io Agente. Che a loro piaccia stare all’Opposizione.”

“Sembra proprio di sì signore. Arriviamo così al caso di questi giorni, con un’esponente del Partito Democratico, l’onorevole Binetti, che ha votato contro una legge sull’omofobia.”

“Deve esserci un errore Agente. Controlli meglio. Come, una del PD che vota contro una legge del genere? E l’uguaglianza? E la tutela dei diritti di tutti?”

“Nessun errore signore. C’è confusione nell’Opposizione, sembra che non si riesca a trovare altro da fare oltre che scontrarsi internamente. Non andranno mai da nessun parte così, non riusciremo mai a rintracciarla, questa Opposizione.”

“E’ impossibile. Ma non ci rimane qualche traccia, qualche pista da seguire? Possibile che non esista più una vera Opposizione in Italia? O semplicemente questi signori non la sanno fare? Beh, ora che ci penso, pure se riuscissero ad andare al governo, cosa propongono concretamente? Sarebbero in grado di togliere dal cuore dei loro elettori la mancata realizzazione di un punto così importante come quella famosa legge di cui parlavamo?”

“Ci sono tante domande Detective, e le risposte sono tutte abbastanza nebulose. Così come la sorte di quest’Opposizione. Non riusciremo mai a prenderla Detective, semplicemente sembra non esistere.”

“E di questo Di Pietro che mi dice?”

“Non so signore, è uno che parla di provoloni…”

Obbiettivo Annozero.

Ormai in Italia si va avanti così, a minacce. Non si fa in tempo a festeggiare la nascita di un quotidiano libero, che ci ritroviamo subito sommersi da nuove polemiche.

Marco Travaglio, "ospite" ad Annozero
Marco Travaglio, "ospite" ad Annozero

Dopo la prima puntata di Annozero, di Michele Santoro, nonostante Travaglio sia stato “ospite” (cioè, il suo contratto non è stato regolarizzato), nonostante l’imbarazzante conferenza stampa di presentazione del programma, dove il direttore di rete Liofredi dice di non condividere la trasmissione (dove si è mai visto?), le polemiche non si sono fermate. Annozero va in onda, con Travaglio, con una interessantissima puntata sulla libertà di stampa e sul caso escort (ancora additato come semplicissimo Gossip dalla maggioranza), fa ascolti enormi (secondi solo alla “bellissima” fiction Don Matteo, quella sera)  eppure…

Eppure il giorno dopo Scajola dichiara: “E’ ora di finirla. Quella di ieri è l’ennesima puntata di una campagna mediatica basata sui pruriti, sulla spazzatura, sulla vergogna, sull’infamia, sulle porcherie” ed aggiunge, come se non bastasse, “Convocherò i vertici della Rai per verificare se trasmissioni come Annozero rispettino l’impegno, assunto dalla Rai nel contratto di servizio, a garantire un’informazione completa e imparziale” (via | Repubblica.it). Ora, bisognerebbe spiegare a questi signori che la Rai radiotelevisione italiana non è una “Televisione di Stato“. Non decide il governo cosa può andare in onda e cosa non può andarci, siamo decisamente stanchi di editti bulgari. Siamo arrivati alla minaccia, a quel “convocare i vertici Rai”. Ma per fare cosa? La Rai appartiene agli abbonati italiani, la Rai appartiene ai cittadini, non è l’organo di stampa del governo, ce lo vogliamo mettere in testa una volta per tutte? Eppure le polemiche non si placano, Schifani oggi tenta di minimizzare, parlando ancora di gossip riguardo al caso escort, e viene annunciata addirittura un’istruttoria sul programma dal viceministro delle Comunicazioni.

Claudio Scajola, Ministro dello Sviluppo economico
Claudio Scajola, Ministro dello Sviluppo economico

L’opposizione, dal canto suo, si comporta come al solito, si indigna, si smuove, alza la manina per parlare e poi finisce tutto là. Giusto D’Alema si spinge un po’ oltre etichettando con un terribiledel tutto inopportuno” la dichiarazione di Scajola. Gentiloni concluderà poi: “Il governo non ha alcun potere di istruttoria su singoli programmi della Rai. In quindici anni di vigenza dei contratti di servizio non si è mai visto un intervento del genere. Si tratta di un abuso di potere e di un’invasione delle competenze di Agcom e commissione di Vigilanza ribadite proprio dall’articolo 39 del contratto di servizio.”

Ma spostiamo un attimo la discussione. Questi sono i fatti, sono gli avvenimenti. Sono sotto gli occhi di tutti i cittadini, di qualunque fede politica.

Possibile che nessuno riesca veramente ad indignarsi? Questo è un attacco continuo alla libertà di informazione, non si ferma mai un giorno, è una costanta. Tutto comincio con l’ormai -purtroppo- famoso editto bulgaro, dove un mostro sacro del giornalismo italiano fu semplicemente messo alla porta. Motivo? Dava fastidio, diceva le cose come stavano, e dava quindi fastidio. E poi via Luttazzi (che si macchiò della terribile intervista di Marco Travaglio, entrambe le cause furono vinte tra l’altro), via Santoro (una prima volta, anche lui vinse la causa). E si è continuato anno per anno. Dapprima le querele ad ogni starnuto fatto dai giornali che seguivano la linea dell’opposizione, poi l’anomalia tutta italiana di querelare le DOMANDE di un giornale (la Repubblica ndr). Non importa in questo momento di che “fede” siate, chiedetevelo sinceramente: in una democrazia che prevedere in uno dei suoi articoli la totale libertà di stampa e informazione, secondo voi è normale che delle domande (a cui si può rispondere e negare, tuttalpiù), siano oggetto di querela per calunnia e diffamazione? E i suddetti signori non si fermano davanti a niente, continuando con questa continua “minaccia”, spesso seguita dai fatti, altre volte rimangono solo parole. ù

Ma sono parole pesanti. Sono parole che rappresentanti del governo non dovrebbero poter dire così con leggerezza. E’ una minaccia bell’e buona. Inutile stare tanto a girarci intorno. Si sta cercando in tutti i modi di controllare e normalizzare l’informazione. E questo lo sapete in che paesi capita? Non so, fatevi un po’ un giro, chiedetevi ad esempio in Cina come sono messi. E fate 2+2. Fatelo però, fatelo per davvero.

Concludo con la dichiarazione di oggi di Marco Travaglio, che più di mille parole spiega la totale anomalia di una situazione simile:

“Quello che è successo ieri è più grave dell’editto bulgaro è una dichiarazione illegale ed eversiva che pretende di istituzionalizzare il controllo del governo sulla televisione“.