Carpiato con doppio avvitamento: quoziente 3,1

Ho qualcosa in serbo per voi: Милош Красић. Beh si, forse è meglio scriverlo nel nostro alfabeto: Miloš Krasić. Il fortissimo calciatore della Juventus che ricorda a tutti quel Pavel Nedved che strappava applausi anche a chi non tifava per la “Vecchia Signora” ieri è stato grande protagonista, così come la domenica precedente. Stavolta però non per aver fatto ammattire i difensori avversari con le sue sgroppate sulla fascia laterale destra, bensì per un gesto molto antisportivo: una simulazione. Nella partita col Bologna infatti non venendo nemmeno sfiorato da Portanova il calciatore si lascia cadere ingannando l’arbitro che concede il calcio di rigore. Inutili le proteste dei calciatori felsinei che si vedono anche rispondere dall’arbitro in maniera piuttosto seccata di allontanarsi. Ok, Iaquinta poi se lo fa parare dall’ottimo Viviano, ma questo è un altro discorso. Così come è un altro discorso il fatto che il giornalista Mediaset Maurizio Pistocchi si confermi un assoluto inetto avendo commentato così: “Credevo che fosse un giocatore serio, invece è solo un serbo”. Ma qui si parla d’altro. La simulazione. Personalmente la ritengo una scorrettezza gravissima, il trarre in inganno l’arbitro merita sempre una punizione. Per farvi capire: secondo me andrebbe anche sempre ammonito chi alza il braccio per chiedere un fuorigioco (Baresi avrebbe giocato sei partite in carriera così).

Di simulazioni storiche ce ne sono a bizzeffe, ma le giornate di squalifica invece sono abbastanza recenti. Ricorderete senz’altro quelle inflitte a Marcelo Zalayeta del Napoli dopo un match proprio contro la Juventus (toccò anche ad Adriano in un Inter-Roma, giusto citarlo). Beh adesso è sacrosanto che anche Miloš Krasić si becchi le sue belle giornate di stop, perché come l’ho applaudito e lo applaudirò in futuro perché lo reputo un giocatore meraviglioso e dal talento sopraffino spero che possa così imparare che questi mezzucci ai campioni non servono.

Anche perché a volte si scade nel ridicolo. Ricordo una volta il mitico Zebina che stramazzò a terra dopo che Moriero aveva mimato (si, avete capito bene, mimato) una gomitata rialzandosi immediatamente fra le risate di tutti gli altri, avversari e compagni. Quindi caro Miloš Krasić…per questa volta la giuria ti ha dato 8,5 per il tuffo, ma la prossima volta evita.

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Basket: Ma è lo stesso sport??

Si sente spesso dire che il basket a stelle e strisce è il migliore al mondo, che la NBA è il campionato più bello e che nessuno è al loro livello. Su questo ovviamente si può dissentire e discuterne a lungo, ma quello su cui si può riflettere è se in fondo si tratti dello stesso modo di intendere la pallacanestro, quel meraviglioso sport che nato e si è sviluppato negli Stati Uniti nel 1892, grazie all’idea di James Naismith, un professore canadese dell’Università del Massachusetts che voleva soltanto un passatempo invernale per i suoi studenti. Ne è passato di tempo infatti da quando si giocava con protezioni (i falli non esistevano) e si cercava di infilare la palla in un cesto di pesche (da qui appunto, basket). Più che altro un gioco simile a quello che si faceva ad American Gladiator. Quante evoluzioni nel regolamento, dalla stoppata irregolare (non si può toccare la palla nella sua parabola discendente sul tiro di un avversario) all’inserimento della linea del tiro da tre punti a cavallo fra gli anni 70 e 80. Ma quello che è sorprendente è che a tuttoggi si gioca con regole diverse in Europa e negli Usa ad esempio (premessa: ai mondiali si gioca con le regole europee, quelli strani sono loro). Immaginate se le regole del calcio fossero diverse da paese a paese…! In cosa differiscono però questi due tipi di pallacanestro? Cominciamo dall’infrazione di passi: in Europa è consentito di fare un passo prima di iniziare il palleggio, negli Stati Uniti prima ne erano consentiti in pratica due, mentre oggi non è difficile assistere a vere e proprie camminate per poi metter giù la palla (se poi c’è una superstar che va in contropiede per schiacciare gli arbitri non fischiano l’infrazione neanche a pagarli). La difesa a zona poi, utilissima se la si sa giocare (la Grecia rifilò ai mondiali una severissima lezione al Dream Team proprio giocando a zona e mandandoli in tilt) che nell’NBA prima era illegale (se non marcavo il mio diretto avversario a contatto mi fischiavano “illegal defense” e la mia squadra sarebbe stata punita con un tiro libero per gli avversari).
I falli: qui si scade nel ridicolo. L’impressione che i fischietti guardino prima il numero sulla maglia, poi il punteggio e poi forse il regolamento è impressione sempre più comune. A volte ci sono fischi davvero campati per aria. Non vanno trascurate però le differenze a livello di campo da gioco. Non alludo certo al fatto che i Palazzetti, o meglio, le Arene statunitensi siano mastodontiche con 20000 posti a sedere e prezzi stratosferici, ma al fatto che le dimensioni sono diverse. I parquet dei “gringos” sono più grandi, ma questo è dovuto al fatto che la linea del tiro da tre dista 7,23 metri dal canestro (anche se però incredibilmente negli angoli è più vicina perché non è un vero semicerchio e sui lati la linea diventa parallela a quella laterale col canestro a 6,71 circa). Un tempo la si portò a 6,75 ma molte squadre cominciarono ad abusarne e siccome diminuirono le schiacciate….rapido dietrofront!!! In Europa si segue la stessa strada, visto che la linea sta per passare dagli attuali 6,25 ai futuri 6,75. Anche l’attuale area dei tre secondi europea che è trapezoidale diventerà rettangolare come nella NBA. La durata dei quarti oltreoceano è di 12 minuti, in Europa sono 10 e un giocatore può commettere massimo 6 falli (5 qui da noi) e tutto sommato il rapporto minuti-falli è lo stesso. Ma si arriva in conclusione alla cosa più ridicola: i time-out. Ora, non si discute sul fatto che è sacrosanto per un tecnico chiedere un minuto di stop per parlare alla squadra se le cose vanno male, ma i time-out “a volo” nella NBA sono una esagerazione a mio parere. Anche i giocatori possono chiamarli e mentre il gioco è in corso! Cioè in pratica se la palla sta uscendo io posso raccoglierla e prima di cadere fuori chiamo time-out per non perdere il possesso, oppure se sono raddoppiato in angolo. Sul fatto che poi siano troppi e durino oltre il dovuto (viva la pubblicità!!) quello è il fondo del barile.

Che poi il talento dei giocatori NBA sia sopraffino, poesia di movimento, idilliaca sensazione di estasi nel vederli volare a canestro non lo discuto. Ma io continuo a preferire Cska-Panathinaikos di Eurolega.

Interventi al limite del penale – Dodicesima giornata

Vieira entra con…..diciamo virile durezza su De Rossi, lo costringe ad uscire in barella e nel post-partita monta la polemica. Claudio Ranieri, il tecnico della Roma, alla fine del posticipo sul campo dell’Inter non usa mezzi termini ed accusa decisamente il giocatore francese nerazzurro.

Andoni Goicoechea
Andoni Goicoechea

Nel calcio però gli interventi ai limiti del penale ci sono sempre stati, molti giocatori addirittura hanno dovuto appendere anzitempo le scarpette al chiodo a causa dei colpi ricevuti. Se si pensa ai falli più cattivi della storia…ci sono senza dubbio tantissimi esempi. Uno su tutti, probabilmente quello che fece più scalpore, fu il fallo di Andoni Goicoechea, difensore basco dell’Atletico Bilbao. L’intervento che ruppe la gamba al Maradona fu così cattivo e tremendo (alle spalle e senza neppure cercare il pallone) che si temette per la carriera di Diego (era il 1983). Inizialmente furono inflitte al giocatore ben diciotto giornate di squalifica (pena poi ridotta). Fortunatamente però el Pibe de Oro tornò più forte di prima. Un altro intervento che difficilmente potrò dimenticare vide protagonista Taribo West, che stroncò la carriera del russo della Fiorentina Kanchelskis (ed a West andò bene, mentre nel corso di una edizione della Coppa del Mondo di calcio un difensore jugoslavo fu cacciato dal ritiro per aver rotto una gamba sempre ad un russo). Rimanendo in ambito di nazionali…ricordate l’entrata di Georghe Hagi su Antonio Conte ad Euro2000? Impressionante il modo in cui si piegò il malleolo dell’attuale tecnico dell’Atalanta. Un altro attuale allenatore di serie A, Ciro Ferrara, dovette saltare i mondiali per un fallaccio subito a Lecce in un Lece-Juventus.

Taribo West
Taribo West

Anche Larsson, lo svedese, difficilmente ricorderà con piacere un fallo che gli fece dire addio all’europeo (video a fine articolo). L’iralndese Roy Keane del Manchester United ha diverse carriere sulla coscienza, essendosi reso protagonista di alcuni falli che giudicare non cattivi e non intenzionali è da folli. Uno divertente fu il gesto da wrestling col quale Sebastiano Rossi, portierone del Milan, stese bucchi del Perugia dopo un rigore subito perchè il perugino cercava di recuperare il pallone in fondo al sacco. Risultato? Lunga squalifica e girone di ritorno giocato da Abbiati, col Milan campione d’Italia proprio nel match di ritorno (ultima di campionato) a Perugia. Toccò anche a dei campioni fare gesti del quale non vanno fieri: George Best, il meraviglioso talento nordirlandese chiuse in anticipo la storia calcistica di un avversario del Newcastle, Pelè dopo un entrata da dietro da lui giudicata troppo rude si “autoespulse” uscendo dal campo dicendo di non meritare di restare sul terreno di gioco. Concludo con un infortunio al quale ho assistito dal vivo: ero al San Polo, in curva, il match era Napoli-Cosenza, serie B. Le grida di Russo ed il pianto dei compagni per un fallo subito da un cosentino riecheggiano ancora in testa, così come le immagini della sua gamba che poi vidi in televisione successivamente.

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