Mafia interiore

Senti un boato, il rumore di uno sparo, le grida di qualcuno. Nell’aria percepisci una certa tensione, il macabro profumo della vendetta e della morte. Poi sfogli le pagine del giornale locale e apprendi che il vicino di casa è stato prima minacciato e poi ucciso per motivi economici, motivi ancora non del tutto chiari, motivi che tuttavia non ti giustificano nulla. Infine tornano a galla le storie ormai obsolete che i media tirano fuori dal cassetto quando è il momento giusto per creare maggior allarmismo, tornano sui giornali i nomi, i cognomi e i soprannomi di chi furtivamente fa del male a noi e allo Stato, tornano a singhiozzo le sensibilità collettive riguardo alla malavita, al degrado sociale, alle ingiustizie più nascoste, tornano le consapevolezze mai costanti e incrollabili. Scoppia uno scandalo e tutto il mondo ne parla, le voci dilagano fluidamente in cunicoli che portano l’opinione pubblica a essere una voce frenata e spezzata dalla prepotenza mediatica, che riesce a calmare il panico sociale e al contempo lo riesce ad aizzare.

Di rado sentiamo raccontare e ripetere alla radio o alla TV qualcosa che i media volontariamente vogliono sbiadire o ridimensionare, o qualcosa di cui tutti insieme ci vergogniamo perché all’estero ci fa fare brutta figura. Sarebbe scandaloso per il pubblico sapere che un tempo si usava gettare i bambini nell’acido, eppure lo si faceva, e forse lo si fa tuttora. Bimbi innocenti e immacolati, annientati perché il padreContinua a leggere…

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Quando l'Informazione mente.

Sì è concluso il processo d’appello di Marcello Dell’Utri, e la Corte ha deciso, dopo cinque giorni di camera di consiglio, di confermare la sua condanna a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Rispetto alla precedente sentenza, i giudici lo ritengono colpevole fino al 1992, tenendo fuori i presunti rapporti tra Stato e Mafia successivi a quegli anni, non dando quindi credibilità alle rivelazioni di Gaspare Spatuzza.

Dell’Utri è quindi colpevole. Colpevole di aver intrattenuto rapporti con esponenti delle cosche mafiose in tutto il periodo della scalata al potere e ai soldi di Silvio Berlusconi. E questo non lo dicono i comunisti, la sinistra sospettosa e cattiva, o qualcuno che se lo è inventato tanto per screditare il senatore Pdl. E’ una condanna di un tribunale, in corte d’appello.

Questo che cosa vuol dire? Semplice, che Dell’Utri è condannato.

Quindi cosa ci si aspetta dall’Informazione, dal primo TG nazionale, quello della TV pubblica, pagata dagli abbonamenti dei cittadini? Beh, la risposta è ovvia. Dell’Utri è colpevole ed è stato condannato a sette anni.

Ma attenzione! Noi siamo in Italia, e quindi il nostro “prestigioso” TG1 mostra il seguente servizio per parlare dell’accaduto:

La prima parola del servizio è “assolto”, e tutto il video viene impostato in maniera da minimizzare totalmente la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa. Quando la giustizia proprio non può fare a meno di condannare qualcuno colpevole, qualcuno che è Senatore del Pdl, qualcuno che ha contribuito alla nascita di Forza Italia ed è stato uno stretto collaboratore di Silvio Berlusconi, lo stesso qualcuno che ha dichiarato “Mangano è il mio eroe” e “Io faccio politica solo perché altrimenti mi sbattono in prigione” (bisogna quantomeno premiarne l’onestà intelletuale), ci pensa il TG1 a mostrare all’opinione pubblica come in fondo questa storia non sia poi così tanto grave. Questo spinge ad un’ennesima riflessione sulla libertà di informazione, alla vigilia del No-Bavaglio Day che si terrà proprio domani, quando da un lato la stampa viene attaccata e si creano inutili ddl per la difesa della privacy dei soliti ignoti che vogliono fare le cose liberamente, dall’altro il principale organo di informazione (o meglio, quello che dovrebbe essere il principale organo di informazione), il TG minzoliniano distorce le notizie in modo che un CONDANNATO PER CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA (c’è proprio la voglia di scriverlo il più grande possibile) debba passare addirittura per “assolto”.

Ecco perché bisogna combattere per un’Informazione Libera, perché la gente deve sapere, nel modo più trasparente possibile, tutti i fatti che riguardano i nostri governanti, soprattutto se di mezzo c’è la criminalità organizzata. Distorcere la verità, far credere al popolo che le cose non stiano come in effetti stanno è l’ennesimo modo per controllare, subdolamente, la coscienza collettiva. Bisogna ribellarsi a tutto ciò.

Concludiamo con la simpatica trasmissione di Gossip Studio Aperto, che visto il lavorone fatto da Minzolini, non voleva essere da meno, e per bocca del suo direttore Toti fa questo simpatico editoriale che non fa altro che alimentare le nostre matte (e amare) risate.

Compagno Fini – Reprise

Ci risiamo.

Continua la lenta ma inesorabile separazione di Fini dal Pdl (lo so, sono parole grosse, ma leggiamo il perché…)

este_01140116_03030Il 6 Novembre scorso si tiene a Pescara la giornata conclusiva del “Premio Borsellino”. Fini, credendo di essere a microfoni spenti si ritrova a parlare con il Procuratore della Repubblica Nicola Trifuoggi, e in maniera colloquiale affronta i temi più “caldi” del momento, in particolare sulle posizioni del Premier Silvio Berlusoni. Ecco alcuni stralci della conversazione (via | Repubblica.it, che ieri ha pubblicato lo scoop):

Fini: “Il riscontro delle dichiarazioni di Spatuzza… speriamo che lo facciano con uno scrupolo tale da… perché è una bomba atomica” 

Trifuoggi: “Assolutamente si… non ci si può permettere un errore neanche minimo” 

Fini: “Si perché non sarebbe solo un errore giudiziario, è una tale bomba che… lei lo saprà .. Spatuzza parla apertamente di Mancino, che è stato ministro degli Interni, e di … … uno è vice presidente del CSM e l’altro è il Presidente del Consiglio…” 

Trifuoggi: “Pare che basti, no” 

Fini: “Pare che basti” 

Trifuoggi: “Però comunque si devono fare queste indagini” 

Fini: “E ci mancherebbe altro” 

Fini: “No ma lui, l’uomo confonde il consenso popolare che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di… qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo… magistratura, Corte dei Conti, Cassazione, Capo dello Stato, Parlamento… siccome è eletto dal popolo… 

Trifuoggi: “E’ nato con qualche millennio di ritardo, voleva fare l’imperatore romano” 

Fini: “Ma io gliel’ho detto… confonde la leadership con la monarchia assoluta…. poi in privato gli ho detto… ricordati che gli hanno tagliato la testa a… quindi statte quieto”

Ieri (1 dicembre ndr) la storia viene fuori, e se ne parla nella puntata di Ballarò andata in onda come di consueto al martedì sera. Il Presidente della Camera è poi intervenuto in trasmissione per chiarire le sue posizioni, ribadendo che non cambia idea e che quello che afferma in privato lo conferma anche in pubblico. Apriti cielo.
fini-berlusconiNel Pdl gli animi si sono subito accesi, già ieri sera il ministro Bondi chiedeva spiegazioni definendosi “amareggiato”, Gasparri dice che certe affermazioni sulla Mafia non andrebbero neanche fatte, e c’è una gran confusione in tutto il centro-destra. Berlusconi commenta con un deciso “Di fatto ormai è fuori dal Pdl, ci si è messo da solo”, e oggi il ministro Scajola invoca addirittura le dimissioni di Gianfranco Fini. E’ una vera è propria bomba scoppiata forse nel momento meno opportuno per la coalizione di maggioranza, visto che siamo alla vigilia di due processi importanti, il caso Mills (che Berlusconi eviterà, tanto per cambiare) e l’udienza del pentito Gaspare Spatuzza, da cui potrebbero venir fuori importanti rivelazioni per quanto riguarda l’ipotetica relazione tra Mafia e Stato negli anni delle stragi. Senza considerare l’arrivo della manifestazione di sabato, quel famoso No Berlusconi Day che porterà in piazza tanti manifestanti. Questi sono i fatti.

Riflettiamo un momento sulle dichiarazioni di Fini, visto ormai come una mina vagante da tutti gli esponenti di centro-destra ex forzisti. Il primo argomento che lui affronta è quello del processo Spatuzza, invocando una indagine precisa, fatta con tutti i crismi del caso, senza commettere errori. Non capisco per quale ragione queste frasi dovrebbero scandalizzare il Pdl. Stiamo parlando di un’indagine importantissima, ed è ovvio che tutti si debbano augurare che venga condotta senza alcun errore, analizzando ogni minimo dettaglio. Insomma, non penso che questo debba spaventare il Pdl, che si è sempre fatto forte di una lotta alla Mafia senza quartiere, e dei suoi risultati in tale campo negli anni di governo recenti. Se le dichiarazioni del pentito fossero false e non trovassero riscontro, di cosa si preoccupa il Pdl? Stiamo parlando di una possibile ipotesi di collusione tra Stato e Mafia, una cosa talmente grave da far venire i brividi, e penso che ogni cittadino abbia il diritto di conoscere la verità. Che non diventi una storia all’Italiana, cada nel dimenticatoio (come forse lo è stata finora). E se fosse tutto falso? Beh, tanto meglio così. Ma è importante che la verità venga fuori, qualsiasi essa sia.

BERLUSCONI, FINIIl punto cruciale che ha fatto imbestialire tutti gli alfieri di mister B, però, sono le affermazioni che Fini fa nella seconda parte dell’estratto, criticando apertamente e aspramente il pensiero berlusconiano, quel “consenso popolare” che lo leggittima -secondo lui, s’intende- a fare un po’ quello che gli pare. Ed è proprio qui il punto che ha dato più fastidio al Pdl e a Silvio in primis: Fini mette in dubbio il potere dell’imperatore, e questa è una cosa totalmente inaccettabile in ogni Impero che si rispetti. Peccato che stiano un po’ tutti dimenticando che noi siamo una democrazia, che quello stesso consenso popolare è una responsabilità, è lui che lavora per i cittadini, e non il contrario.

Ci ritroviamo così da una parte un sol uomo (perché, parliamoci chiaro, ormai l’opposizione la fa lui) politico che crede ancora nei valori e negli ideali della Repubblica, e dall’altra un mondo che crede che sia tutto dovuto, che avere una grossa fetta di elettorato dalla propria parte significhi scansare processi, essere immuni, essere imperituri, inamovibili, immortali. Come un Imperatore appunto.

Dove si andrà a finire? Il disordine e lo sbando nel centro-destra sembra ormai palese, resta da capire se decideranno di far saltare Fini, se ci sarà una nuova separazione, se questo è soltanto l’inizio di una crisi: non è troppo lontana l’ipotesi di una caduta del Governo, in questo momento.

E il No B-Day arriverà tra un paio di giorni soltanto.