I volti della festa nerazzurra

L’Inter è Campione d’Italia! Diciottesimo scudetto, se non gli toglieranno quello di cartone del 2006 che Guido Rossi dice di non aver assegnato (dite la verità…lo avete assegnato voi eh?).

Roma nuovamente seconda (i giallorossi le medaglie d’argento ormai le buttano) dopo una rimonta straordinaria. Al match di andata dopo l’uno a uno del Meazza i capitolini avevano tredici punti di distacco! Poi il sorpasso…e poi il suicidio contro la Sampdoria di un super Pazzini che vola in Champions League. Ora dicevamo…scudetto all’Inter. L’eterno nemico De Rossi dice che è meritato nonostante qualche favore arbitrale di troppo (e grosso modo è così, in quanto i meneghini sono i più forti). Ma chi sono i protagonisti di questa cavalcata? Vediamo un po’. Troppo facile cominciare con Josè Mourinho, sul quale si sono spese una marea di parole e fiumi di inchiostro (anche noi ne abbiamo già parlato in un articolo pubblicato qualche tempo fa), ma che merita soltanto applausi per un lavoro straordinario ed un sacco di pepe che ha portato al nostro calcio. Pochissimo turnover, squadra che vince non si cambia! Infatti non ha cambiato fino alla fine.

Proseguirei col capitano, Javier Zanetti, uno che merita i successi dell’Inter più degli altri, perchè c’era anche quando i nerazzurri erano la barzelletta d’Italia e prendevano solo sfottò coloriti. Non ha mai mollato, quindi per me questi scudetti sono più suoi che degli altri. Procediamo per ruolo. Julio Cesar: portiere cresciuto in maniera esponenziale, imparando a diventare un grande “arquero” qui in Italia (oramai alla nazionale brasiliana i portieri lo forniamo noi, da Taffarel a Dida eccetera), con qualche sbavatura di troppo però (vedi Roma e Fiorentina). Toldo e soprattutto Orlandoni (che è anche lui campione eh! Poteri del calcio!!) solo due comparse. In difesa Maicon, che è il miglior esterno del mondo al momento, è una certezza immensa, al centro Lucio e Samuel formano una coppia affidabilissima (a mio giudizio meglio l’argentino, vero leader del reparto, che sbaglia molto meno del collega carioca) che è tra le prime tre al mondo, e poi il già citato “Pupi”. Cordoba assicura minuti di qualità e quantità, Materazzi rappresenta pur sempre un’icona e nei trionfi c’è sempre (sia a Roma in Coppa Italia che a Siena) !! Santon…peccato, speriamo che non si bruci. Chivu…redivivo dopo la botta alla testa. A centrocampo comanda el Cuchu Cambiasso (grazie Diego per averlo escluso dai mondiali!!), beniamino dei tifosi e soprattutto di chi mette i voti di Gazzetta e Corriere, per l’immensa gioia di chi lo ha in squadra al fantacalcio, ma meritevole di un inchino per l’impegno profuso e per non avere più quella sorta di baffi in testa. Di fianco a lui Thiago Motta, che inizia alla grande, poi si perde e poi si ritrova. Un altalena vivente rivelatosi però decisivo (ricordiamo un gran gol nel derby) e che si perderà la finale di Champions per la sceneggiata di Busquets, peccato. Stankovic è sempre lui, quando piazza la giocata incanta la platea, quindi buonissima anche la sua stagione corredata da qualche infortunio di troppo. Poi Sneijder: che dire, poesia in movimento, il giocatore fortemente voluto da Mourinho, un trequatista eccellente, capace di far fare un salto di qualità a qualsiasi squadra e che soprattutto dimostra per l’ennesima volta l’immenso acume della dirigenza del Real Madrid (oramai temo che il mercato delle “merengues” lo faccia Paperoga). C’è poi Muntari, che a volte sembra la “talpa”, ovvero colui che cerca di far vincere gli avversari (a Catania ha regalato fragorose risate) ma ogni tanto indovina la partita. Quaresma quando non è impegnato a provare la trivela e vede il campo…vabbè, dai, c’era pure lui. Mariga segna anche un gol, quindi un plauso lo merita anche lui, dopo essere arrivato a gennaio lasciando un Parma a metà classifica. Veniamo all’attacco. Eto’o non ha fatto rimpiangere nessuno (eh bè cavolo, è pur sempre un campionissimo) con tanti gol e una incredibilie disponibilità a giocare dove lo voleva piazzare il mister. Pandev è un altro rinforzo di gennaio che parte a mille e poi va in calando ma è stato utilissimo quando Mourinho schierava la squadra in stile “Giappone di Holly” con più attaccanti che difensori. Arnautovic…bah, chissà, magari lo scopriremo in futuro. Balotelli… eh amo parlare di lui, il ragazzo dai mille aggettivi (positivi e negativi) ma che dall’alto della sua classe cristallina regala soprattutto stupendi gol e che se resterà all’Inter e lima il suo carattere potrà giocare in nazionale da subito. Milito, e che te lo dico a fare. Capocannoniere della squadra e secondo in generale dopo il Re Totò Di Natale si dimostra l’acquisto più azzeccato. Non Eto’o, è lui che cancella il ricordo di Ibra. Reti meravigliose che strappano applausi dai tifosi di tutte le squadre, e per un interista farsi amare dalle altre tifoserie è veramente dura, quindi non si può dire nulla se non “Felicidades Principe”! Chissà che non sia protagonista anche al Mondiale.

Ma è anche lo scudetto di chi non c’è più. Mancini ad esempio, che fallisce la qualificazione alla Champions ma mette in riga diverse teste calde a Manchester. Oppure il già citato Ibra, che conferma che se lo hai in squadra la Champions non la vincerai mai e che va a vincere il campionato in Spagna. Oppure chi se n’è andato, come Suazo al Genoa (pochissime luci e molte ombre per lui), Vieira alla corte di Mancio (uhm…maluccio) e soprattutto Mancini, che si pensava potesse tornare a grandi livelli al Milan, ma purtroppo non è stato così. Infine un pensiero a Massimo Moratti, che ha buttato miliardi e trasudava bile, quindi merita la rivincita, ma anche a chi non c’è più come Giacinto Facchetti e Peppino Prisco. Avrebbero gioito anche loro.

Quando il gol arriva dalle retrovie… – Nona giornata

Tocchi di classe, punizioni imparabili, colpi di testa all’incrocio dei pali, controlli e tiri fulminanti. Niente di nuovo sotto al cielo direte voi…ma quando questi gesti li fanno i difensori…allora qualche attenzione l’attirano.

Alessandro Nesta, il “Ministro della difesa”, com’è stato ribattezzato dai tifosi, ha appena regalato un successo sul Chievo al Milan con una doppietta. Ora…Nesta non è propriamente quello che si definisce un goleador, anzi, al fantacalcio non è proprio il primo obiettivo del reparto. Ma ci sono tanti difensori che hanno fatto del gol un’arte.

Daniel Passarella
Daniel Passarella

E non parlo dei vari Loria (prolifico al Siena prima di scaldare la panchina alla Roma) oppure di Chiellini, Legrottaglie ai tempi del Chievo, Portanova ogni tanto eccetera. Parlo di difensori che di reti…ne han fatte proprio tante!! Esempi più recenti ci ricordano le dodici reti in un anno di Materazzi a Perugia (capocannoniere anche dell’Italia campione del mondo….bello farlo presente no??). Oppure…come dimenticare le stupende punizioni di Sinisa Mihajlovic, forse uno dei migliori tiratori della storia, capace di farne tre in una sola partita. Ma la storia ci lascia tanti altri esempi. Uno su tutti: Daniel Passarella, col marmo al posto delle caviglie (citando Oronzo Canà), rigorista, specialista dei calci piazzati e micidiale di testa. E che ne dite di Ronald Koeman? Se siete sampdoriani mi direte “Fanculo” (gol nel finale dei supplementari di una finale di Coppa dei Campioni Barcellona-Sampdoria). Se non lo siete direte “Cavolo, faceva una valanga di gol ed aveva la dinamite nei piedi”.

Roberto Carlos
Roberto Carlos

Chi aveva l’Amiga 500 non può non ricordare Steve Bruce (qui un suo goal), protagonista di quel “Manchester United” sia nel gioco che nella realtà, visto che ha salvato diverse volte le chiappe a Sir Alex Ferguson. Tornando più al presente…e sempre collegandolo ai videogames….Roberto Carlos. Ci si innamorò di lui dopo quella punizione dall’effetto folle alla Francia, lo si schierava in attacco a Winning Eleven poichè era veloce quattro volte gli altri (alcuni amici miei lo hanno soprannominato “O’ mbruoglie”, l’imbroglio). Tant gol nell’Inter prima di diventare l’ennesimo affare d’oro (per gli altri) dell’era Moratti. Infine altri due nomi. Il primo Mariano Pernia, che detiene il record di gol per un difensore nella Liga spagnola (il fatto che giochi nel Getafe non guasta). Il secondo John Terry, che ricordo maggiormente per tutte le volte che ha gonfiato la rete piuttosto che per quell’erroraccio nella finale di Champions contro lo United che gli costò un pianto hollywoodiano.

E voi? Volete citare qualcun’altro? Aspettiamo i vostri commenti… intanto vi lasciamo con i risultati della nona giornata di serie A e con una video-compilation dei goal di Sinisa Mihajlovic !

Risultati 9a Giornata

Sampdoria Bologna 4-1
Inter Catania 2-1
Cagliari Genoa 3-2
Palermo Udinese 1-0
Bari Lazio 2-0
Roma Livorno 0-1
Atalanta Parma 3-1
Fiorentina Napoli 0-1
Siena Juventus 0-1
Chievo Milan 1-2

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Fifa: Mafia?

La giustizia spesso si dice che sia morta.

La Coppa del Mondo
La Coppa del Mondo

Forse è vero, nel diritto internazionale di casi ce ne sono tanti. Nel mondo dello sport….anche. Ma non si allude ad un calcio d’angolo che non c’era dal quale scaturisce un gol per la gioia dei moviolisti e di chi si diverte a “mazzolare” gli arbitri, bensì all’organizzazione che sul mondo pallonaro regna sovrana dettando regole…ed infrangendole anche.
La Fifa. Sul trono siede dal 1988 (!!!) il settantacinquenne Joseph Blatter, personaggio ambiguo e spesso protagonista di decisioni perlomeno discutibili. Senza dubbio ha apportato alcune importanti migliorie al gioco, come ad esempio l’impossibilità di raccogliere il pallone con le mani per il portiere sul retropassaggio o i tre punti per vittoria durante i mondiali…ma non si dimenticano anche cose curiose come il golden gol, poi trasformato in silver gol e successivamente eliminato una volta accortosi della sua totale insulsaggine.  Sono alcuni atteggiamenti da padre-padrone però, a consacrarlo col soprannome di “Colonnello“. Sono innumerevoli le volte che ha calpestato il buonsenso e nei mondiali molto spesso le cose vanno come vuole lui. Senza tornare troppo indietro ricordiamo le ultime edizioni:

1994: Si gioca negli Stati Uniti perchè secondo Blatter erano una miniera da sfruttare, bastava solo che gli yankee si innamoriassero del calcio (esperimento già fallito negli anni ’80 con una Lega calcistica poi naufragata, ed oggi ci si riprova con la MLS), ma visto l’interesse prossimo allo zero decise di imporre all’Argentina di convocare Maradona. Serviva un testimonial. Fu un vero fallimento. Altro piano era quello di punire l’Italia e Matarrese, proprio per il caso Maradona ai tempi del trasferimento al Siviglia, e tutti ricordano la sua frase al momento dell’espulsione di Pagliuca dopo pochi minuti in Italia-Norvegia: “Li abbiamo fatti fuori”. Così come tutti ricordano l’arbitraggio da radiazione di Arturo Brizio Carter in Italia-Nigeria. Baggio in quel caso, fu più forte di lui.

Michel Platini, presidente Uefa
Michel Platini, presidente Uefa

1998: Si gioca in Francia, deve vincere la Francia, magari contro il Brasile. Del resto Platini è un amico (“Le Roi” diverrà poi presidente dell’Uefa). Una serie di arbitraggi molto discutibili pro-Brasile (contro l’Olanda e la Danimarca) e pro-Francia (contro l’Italia e soprattutto col Paraguay) fanno in modo che il progetto s’avveri. Primo titolo per i transalpini, Ronaldo costretto a giocare la finale dagli sponsor e tutti felici.

2002: Altra miniera d’oro: l’Asia. Ma per far si che i soldi arrivino a profusione…c’è bisogno che la Corea ed il Giappone facciano strada. A fermare il Giappone ci pensa il designatore degli arbitri, un turco, che per il match degli ottavi di finale cambia all’ultimo momento l’arbitro di Giappone-Turchia (mica fesso) sostituendolo con Collina e scatenando (chissà perchè) l’ira di Blatter. Arbitraggio perfetto e Giappone a casa. Alla Corea va un po’ meglio, contro l’Italia vince Byron Moreno mentre con la Spagna trionfano sia Gamal Ghandour (arbitro egiziano) che Ali Tomusange (guardalinee ugandese). E che poi i giornali iberici titolino “Italia tenía razón”…ma quella è un’altra storia. La pochezza coreana crolla in semifinale, dove basta una modesta Germana a farli fuori.

2006: Mondiali che dovevano essere assegnati al Sudafrica al qale Blatter aveva fatto mille promesse, ma poi il giorno dell’assegnazione alcuni giudici cambiano idea misteriosamente dopo quattro votazioni e scrivono nel foglietto “Germany”. Continua l’assegnazione scandalosa dei posti ai continenti: cinque (quattro più una allo spareggio) su dieci al Sud America (e poi dicono che il Brasile si è sempre qualificato ai mondiali…e grazie al cazzo, aggiungerei), anche grazie ad Havelange, brasiliano predecessore di Blatter, e nessuno all’Oceania. L’Australia dovette fare lo spareggio con l’Uruguay infatti. Cosa più eclatante però, al momento dell’assegnazione della Coppa alla squadra vincitrice…Blatter dov’è??? A consolare l’amico Platini ovviamente! Pagherà anche Materazzi, punito per aver provocato l’avversario (Zidane), scatenando fragorose risate in tutto il mondo sportivo serio. Non si faccia mai uno sgarro al Colonello, che se si incazza poi anche per i club di un paese la vita sarà durissima.

2010: Finalmente l’Africa. Come andranno questi mondiali? Chissà! Ma l’ultima porcata è veramente indecente. In Europa le otto migliori seconde devono giocare uno spareggio fra loro (quattro posti da assegnare) per accedere al mondiale. Fra quelle seconde c’è la Francia (apriti cielo!). Ci sono ance Portogallo, Russia, l’Irlanda del Trap. C’è il rischio che Platini i mondiali se li veda a casa sua…ma ecco l’idea! Per gli spareggi da un giorno all’altro vale il ranking Fifa! Ovvero la Francia è tipo testa di serie, gioca il ritorno in casa e non può affrontare ad esempio il Portogallo!

Questo è sport!