Meridiano Zero – E ora che succede?

Come se effettivamente ci fosse qualcuno che davvero non c’aveva creduto, Arcangelo Martino, all’interno dell’inchiesta sulla P3, punta il dito contro Berlusconi; un giro di poltrone, seggi e cotillons che passano dall’Oceania a Prodi a Dini (esiste ancora?!), a Andreotti, a Verdini, fino a Ernesto Sica, un assessore del PDL che ha fatto strada grazie a dossier sulle abitudini sessuali di mezza classe politica.

Ovviamente alla notizia non viene dato il risalto che in realtà meriterebbe, e passa in secondo piano rispetto alle aule sovrannumerarie (cosa reale, per carità, ma io 20 anni fa ero in una classe di 32 persone) o agli spari contro i nostri pescherecci (e la blanda reazione del Governo, come a dire “so’ ragazzi“); ma comunque evidenzia come il Premier sia sempre più solo, ormai abbandonato e tradito.

Gruppo di responsabilità, chi è costui?

Berlusconi ha bisogno di mandare avanti la Legislatura, se non altro per rimettere insieme i pezzi e per evitare di sottostare al giogo del Quirinale. L’attuale crisi potrebbe portare a un governo tecnico, cosa che non è contemplata dal Premier. Ora come ora però è solo. Gli acquisti di Robinho e Ibrahimovic saranno buoni per un pugno di voti, ma tra i banchi di Montecitorio gli attuali subalterni sono personaggi di dubbia provenienza che mal si addicono a una campagna elettorale; avanti quindi con il seggiomercato… E chi meglio di democristiani siciliani come Cuffaro o Mannino per ripartire con stile! Il PdL appare molto più debole di quanto non fosse Forza Italia prima della fusione con AN, Berlusconi deve quindi leccarsi le ferite e rimettere insieme un po’ di nomi per ripartire, sapendo di non poter contare su un Capezzone (ci attendiamo la svolta Leghista a minuti), aspettando un Pierferdinando, sempre più lontano dal PD.

Fini

Fini ormai lo vedono girare con la maglietta del Che e i pantaloni a vita bassa. Attualmente è il personaggio più di sinistra che sa far perdere il sonno a Berlusconi (non che ci voglia molto), e da questa situazione potrebbe guadagnarci notevolmente. La quota di AN pre-PdL era dovuta più alla sua immagine che non a quella del Partito, e probabilmente la simpatia nei suoi confronti è aumentata, sopratutto al centro. Corresse da solo, oggi, potrei scommettere che tornerebbe tranquillamente sulle percentuali di AN.

Lega

La lega è un equivoco che ci trasciniamo dietro da decenni. Senza niente di davvero concreto in mano, se non un mucchio di slogan e una marea di uscite a effetto dei suoi leader, è sempre in mezzo, qualsiasi cosa succeda in Itali,a e ora punta a espandersi verso sud, puntando a Bologna.

Nel caos del PdL, forte dei risultati nei sondaggi (ora è attestata al 10%), il senatùr vuole allargarsi, acconsentendo a spostare addirittura il confine leghista oltre il Po.

PD

Il PD non è pronto. Lo dice Veltroni, come se ci fosse bisogno di sottolinearlo, che non è pronto né nel caso di elezioni anticipate, né nel caso di un governo tecnico. In pratica, ciò che vuole il PD, è continuare a fare l’opposizione e lasciare che Berlusconi giochi le sue carte. Un anno, dice. Un anno prima di mettere in campo una formazione per un dialogo civile. Bersani si incazza, alla fine il Segretario è lui, ma Veltroni fotografa, come se ci fosse bisogno di farlo, ciò che è oggi la sinistra.

Previously on Italy – Edizione Estate

Bentornati a tutti su Camminando Scalzi! Mi auguro che le vostre vacanze siano state belle, rilassanti, e siano durate il giusto.

Naturalmente non tutti siamo andati in vacanza, e il mese di Agosto si è rivelato particolarmente pregno di avvenimenti politici. Cerchiamo un po’ di riassumere i fatti, di fare un bel riepilogo veloce prima di ricominciare con la nuova stagione. Un articolo dedicato ai meno attenti e a tutti quelli che, giustamente, hanno preferito pensare alle spiagge piuttosto che alle baruffe politiche.
Cominciamo dall’inizio. Anzi dalla fine: la fine del mese di luglio, quando qualcosa accade nella Maggioranza. Il nostro buon vecchio Compagno Fini continua a sbattere i piedi per terra su molte delle questioni che tanto stanno a cuore al governo Berlusconi (sono i tempi della legge Bavaglio, per la precisione), e il grande Imperatore Maximo, che proprio non ne può più, decide di tagliare fuori lui e tutti i suoi seguaci. Da qui al dictat scritto – un documento redatto e inviato a tutti i vertici del Pdl – il passo è breve. Fini, Bocchino e tutti i filistei -pardon- finiani fuori dal Partito delle Libertà. E insomma, qua o si fa come dice il nostro Imperatore, o si è fuori, fine dei giochi, fine delle discussioni.
Al Compagno Fini sembra quasi fare piacere separarsi da questa maggioranza con cui più volte è venuto allo scontro negli ultimi mesi. Maggioranza che mantiene la sua alleanza solida solamente con la “fedele” lega del vecchio Bossi. Nasce così un nuovo movimento di “finiani” (dopo diversi giorni di indecisioni, se creare o meno questo nuovo gruppo, se farlo diventare un partito e così via), e si sceglie di chiamarlo Futuro e Libertà.
Tutto è bene quel che finisce bene, no? Insomma, un gruppo non è d’accordo, ci si allontana, si confrontano le idee, ma si rimane nella maggioranz,a no? Si chiamano partito delle Libertà… Saranno liberali…

No, non proprio. Il Giornale inizia la solita campagna denigratoria a cui ci ha abituato non appena si palesa qualche avversario un po’ più forte di Bersani e del PD (di loro parleremo dopo), e così inizia un’inutile inchiesta (oddio, non proprio inutile, ma quantomeno fuoriluogo) su una vecchia casa appartenente alla vecchia AN, che a quanto pare Fini aveva aiutato a vendere a suo cognato; affermazioni tutte da verificare. Si susseguono giorni in cui tutta l’attenzione viene appunto spostata su questa faccenda di cui, in fondo, interessa poco a tutti. Basterebbe andare a vedere come ha acquistato la residenza ad Arcore il nostro Imperatore Berlusconi, lì sì che ci sarebbero storie interessanti… Ma ne parleremo in un’altra occasione.
Tornando a noi, dopo aver accusato Fini, sua moglie e forse anche il suo cane, e dopo aver assicurato la certezza delle fonti (sempre tutte da dimostrare), il Giornale e il mastino Feltri sembrano mollare un po’ la presa negli ultimi giorni di Agosto. Tutti allora si pongono una serie di domande, la prima di tutte e sicuramente la più importante è: “elezioni sì o elezioni no?”.
Seguono giorni sempre più movimentati, si paventano governi tecnici, alleanze assurde (Bersani con Tremonti, il PD con l’UDC, Interisti e Milanisti, cani e gatti che dormono insieme, e così via), e tutti dicono la loro su queste benedette elezioni. Finché la forte Maggioranza, che è ormai piena di crepe, afferma che non c’è alcun bisogno di elezioni, che il governo è solido e non c’è bisogno del voto.

No, aspettate: non è vero, ci ripensano, e Bossi dice che c’è bisogno delle elezioni anticipate. Quale modo migliore per togliersi di mezzo i fastidiosi Finiani di Futuro e Libertà se non con una schiacciante vittoria elettorale? Sì, la strategia che vogliono utilizzare Pdl e Lega sembra questa, probabilmente forti dei sondaggi che li danno ancora in maggioranza (anche se in perdita) in un’ipotetica corsa al voto. Anche perché dall’altro lato c’è il PD…
E l‘Opposizione? Beh… L’Opposizione… No, non ce l’ho il coraggio di dirlo… Vabbè, lo devo fare per forza: il buon Bersani, che è sempre all’avanguardia come tutta la Sinistra, cosa ha deciso di fare nel momento di maggior debolezza del governo Berlusconi? Il Nuovo Ulivo… Sì, avete capito bene: Bersani ha proposto di rifondare l’Ulivo. Bersani, basta. Veramente.

Oggi muore un pezzo di libertà

Alla fine ci sono riusciti. Il Senato ha votato in tarda mattina la fiducia sul discusso ddl intercettazioni. Un incubo per la libertà di stampa, un attacco diretto e senza pietà alla democrazia. Oggi l’Italia perde un altro pezzo di libertà, la libertà di essere informati.

Dimenticatevi delle risate la notte di L’Aquila, dimenticatevi il lettone grande, dimenticatevi le banche dei partiti… Dimenticatevi di tutto questo, perché non sentiremo parlare più di nessuna intercettazione. E non bisogna essere di chissà quale fede politica sinistroide per ritenersi derubati di questa libertà, perché a destra e a sinistra, a chi non ha nulla da nascondere, a chi è veramente onesto, poco importa delle intercettazioni. La maggioranza ha dipinto questo provvedimento come una grande libertà, una difesa della privacy, l’ha definito democratico, ha venduto una pillola che puzza di escrementi come fosse una squisita caramella alla frutta. La gente insorge, l’opposizione timidamente protesta, persino i finiani ci trovano qualcosa di male (per poi fare dietrofront). Il testo viene rimandato, modificato, fino a che il nostro futuro Sovrano Maximo si infuria, si innervosisce, sbraita che con la nostra Costituzione non si può governare (e vattene allora!), e decide di blindare il decreto e porlo sotto fiducia. Insomma, qui si fa come dice lui, è bene che tutti se lo ricordino, e non sono ammesse repliche. Kaputt!

La gravità del momento è enorme, e c’è da chiedersi quante persone se ne stiano veramente rendendo conto. Ieri sera l’Italia dei Valori ha occupato i banchi del Senato, oggi sono stati espulsi da Schifani. Il resto dell’opposizione non ha saputo far altro che rilasciare un’accesa e accorata dichiarazione del Presidente dei Senatori democratici Anna finocchiaro: “Il Pd non parteciperà al voto. Questa legge non tutela la privacy dei soggetti ma i criminali, uccide la libertà di informazione e limita i mezzi a disposizione degli investigatori per individuare e punire i colpevoli”. (fonte | Repubblica.it). Poi i senatori del PD lasciano l’aula, ritirandosi dalle operazioni di voto (perché non votare contro?). Di Pietro tuonerà ancora contro il resto dell’opposizione, colpevole di aver fatto troppo poco per impedire questo ddl (“Voi dell’opposizione e voi cittadini svegliatevi perchè fare Ponzio Pilato e anche peggio di Erode”), e annuncia una raccolta firme per un referendum abrogativo. Nel frattempo fuori dal palazzo si affolla un sit-in del Popolo Viola.

La Fnsi annuncia che il 9 luglio ci sarà “una giornata del silenzio per la stampa italiana con lo sciopero generale contro il ddl intercettazioni”. Persino i comitati di redazione della Mediaset (TG5, TG4, Studio Aperto, News Mediaset, Sport Mediaset) annunciano il loro completo sostegno a qualsiasi iniziativa di protesta che prenderà la Federazione nei confronti del decreto.

Questo decreto, insomma, non va bene a nessuno, tranne che a pochi: i soliti pochi. Chissà come mai si affrettano tanto a risolvere un “problema” del genere quando l’Italia sta vivendo una profonda crisi economica. È successo già altre volte, questa è l’ennesima legge ad personam di una casta che non vuole più essere toccata, che sta limitando la libertà dei cittadini lentamente, rosicchiandola piano piano, senza che questi se ne accorgano. È come una gangrena, un processo necrotico irreversibile, indolore, che piano piano finisce per mangiarti pezzi del tuo corpo, senza che quasi te ne accorga.

Oggi è morto un altro pezzo di Libertà. L’informazione permette alle menti di rimanere sveglie, di stare attente ai dettagli, di farsi le proprie opinioni sulla nostra classe dirigente. Meglio che non sappiano niente di niente, meglio che il lettone di Putin e le puttane rimangano nel segreto, meglio che le risate di L’Aquila si perdano in quella notte tremenda.

Il controllo dà fastidio a chi deve fare cose turpi.

La stampa è per eccellenza lo strumento democratico della libertà. (Alexis de Tocqueville)

La vittoria dell'astensionismo

Renata Polverini

Le elezioni regionali appena trascorse rappresentavano un banco di prova per l’intero establishment della politica italiana. Gli scandali dell’ultimo periodo avevano insinuato qualche timore tra gli esponenti di Governo che temevano il decollo dei consensi, mentre l’opposizione incrociava le dita speranzosa di poter finalmente raccogliere i frutti del disastro “made in Italy”.

I risultati sono arrivati con lo schiacciante peso di un macigno, tra il malumore di un 35,8% di astensionisti, la singolare vittoria di Nichi Vendola e l’escalation di voti del partito leghista, che rispetto al 2005 ha raddoppiato il numero di elettori.

Aldilà delle prevedibili conferme di regioni come Toscana, Emilia Romagna, Liguria, Umbria, Marche e Basilicata, il centro-sinistra ambiva a conquistare l’elettorato piemontese e laziale. Ma contro gli ottimistici pronostici di chi vedeva un Pd rinvigorito e vittorioso, il Piemonte ha scelto di cacciare in malo modo l’uscente Mercedes Bresso, e il Lazio ha deciso di premiare la Polverini e i suoi dibattuti “ritardi” nella presentazione delle liste. Nel frattempo il PDL ha portato a casa la schiacciante vittoria di Lombardia, Veneto, Calabria e Campania, sebbene si ritrovi a fare i conti con un calo di 6 punti percentuali rispetto alle elezioni Europee, e con un partito di coalizione che continua a mettere in scacco l’incontrastata leadership berlusconiana.

Nichi Vendola

Uno scenario in cui Bersani abbandona la scelta di una costruttiva autocritica per puntare il dito contro il movimento di Beppe Grillo e i voti sottratti al PD, mentre Berlusconi si pavoneggia dell’inimmaginabile successo annunciando riforme alla Giustizia e al fisco.
Uno panorama che annienta Casini e tutti i suoi pronostici sul bisogno di un “estremo centro”, là dove l’elettorato sembra proiettato verso le cosiddette “estremità” dell’attuale sistema politico, tra quelli che scelgono il “Movimento a 5 stelle” perché vorrebbero modificare completamente l’attuale apparato partitico, e quelli che votano Lega perché ne apprezzano le idee-limite, spesso piuttosto oltre-limite.

Così, mentre tutti gli altri partiti perdono consensi, il Carroccio acquista punti trasformandosi nel gruppo politico più apprezzato d’Italia… Proprio loro che nell’ITALIA non ci hanno neppure mai creduto.

[stextbox id=”custom” caption=”Web-comics”]E per concludere ecco il pensiero dell’elfo Segolas su queste elezioni regionali 2010! [/stextbox]


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Speciale No B-day – La Politica 2.0

Politica 2.0
Si è parlato tanto di questo famoso No-Berlusconi day, e alla fine c’è stato, portando in piazza più di un milione di persone.
Un milione di persone sceso in piazza da un iniziativa nata su Internet? Si, vediamo come.
La piena riuscita della manifestazione sicuramente è dipesa dal contenuto: Berlusconi è ormai mal sopportato sia dal popolo sia dai suoi stessi alleati. L’opposizione “leziosa” e “light” del PD è riuscita almeno a risvegliare un anima “popolare”, da “piazza” dei cittadini che non votano a destra.
Ma mai come in questo caso è stato di fondamentale importanza la forma: Internet e i social network.
Così, dopo l’esperienza dell’elezione di Obama, con una campagna che utilizzava moltissimo i web-media, e l’utilizzo di Twitter per la diffusione di notizie sul Governo Iraniano, anche in Italia si è avuto il primo esperimento, riuscito, di politica 2.0.
Una politica dove la condivisione e la manifestazione (elementi tipici di internet) tornano ai primi posti.
Internet (recente candidato da Wired a premio nobel per la pace 2010) è riuscito dove anni di circoli e comunicati politici dall’alto hanno fallito.
L’italia intera ha capito che dietro blog, social network, accumulatori di notizie, siti, ci sono persone che unendosi in uno scambio di informazioni, banner, link sono riusciti ad organizzare un social network istantaneo, in carne ed ossa, della durata di un giorno.
Ormai è chiaro, internet può riuscire in quello che propone perchè il concetto stesso di internet 2.0 è entrato ormai nella testa di tutti.
Un gruppo di persone partecipando e condividendo dà vita alla vera politica, quella che si era persa nei meandri delle lobby e degli incuici tra partiti.
Attraverso interazione, collaborazione, condivisione, Internet è già arrivata al 2.0.
La politica, da ieri, ci sta provando
Si è parlato tanto di questo famoso No-Berlusconi day e alla fine c’è stato, portando in piazza più di un milione di persone.
Un milione di persone sceso in piazza da un’iniziativa nata su Internet? Sì, vediamo come.
La piena riuscita della manifestazione sicuramente è dipesa dal contenuto: Berlusconi è ormai mal sopportato sia dal popolo sia dai suoi stessi alleati. L’opposizione “leziosa” e “light” del PD è riuscita almeno a risvegliare un anima “popolare”, da “piazza” dei cittadini che non votano a destra.
Ma mai come in questo caso è stato di fondamentale importanza la forma: Internet e i social network.
Così, dopo l’esperienza dell’elezione di Obama, con una campagna che utilizzava moltissimo i web-media, e l’utilizzo di Twitter per la diffusione di notizie sul Governo Iraniano, anche in Italia si è avuto il primo esperimento, riuscito, di politica 2.0.
Una politica dove la condivisione e la manifestazione (elementi tipici di internet) tornano ai primi posti.
Internet (recente candidato da Wired a premio nobel per la pace 2010) è riuscito dove anni di circoli e comunicati politici dall’alto hanno fallito.
L’italia intera ha capito che dietro blog, social network, accumulatori di notizie, siti, ci sono persone che unendosi in uno scambio di informazioni, banner, link sono riusciti ad organizzare un social network istantaneo, in carne ed ossa, della durata di un giorno.
Ormai è chiaro, internet può riuscire in quello che propone perchè il concetto stesso di internet 2.0 è entrato ormai nella testa di tutti.
Un gruppo di persone partecipando e condividendo dà vita alla vera politica, quella che si era persa nei meandri delle lobby e degli inciuci tra partiti.
Attraverso interazione, collaborazione, condivisione, Internet è già arrivata al 2.0.
La politica, da ieri, ci sta provando.

Speciale No B-Day – Il balletto delle cifre

Dario Fo, nell’ambito del suo intervento sul palco del No-B-Day, ha affermato: “Siamo venticinque secondo la questura”. Più di 350mila adesioni all’evento su Facebook, settecento bus speciali da tutta Italia, una nave dalla Sardegna, quattro treni speciali per Roma senza contare chi è venuto per conto proprio o si è aggiunto a Roma. Ci sono state altre manifestazioni in Italia e all’estero. Un milione o anche di più secondo gli organizzatori, novantamila secondo la questura. Quest’ultima è una cifra ridicola: una gremita piazza S. Giovanni sconfessa nettamente la previsione istituzionale.

Si gioca tutto sulle cifre, sul consenso che questa manifestazione ha creato. Sulla partecipazione popolare. La cifra avvalora un eventuale successo o insuccesso, la maggioranza s’inquieta. Senza tenere conto che non potremo sapere quante persone hanno seguito in diretta streaming l’evento,  tra mille difficoltà a causa delll’oscurantismo mediatico delle tv nazionali. Voler rendere quest’evento come di secondo piano, non autorizzato dai media, clandestino, è già una vittoria per chi lo ha organizzato. Una sconfitta per il Pdl e il Pd/l. Il nemico dichiarato è Berlusconi, ma si è contro anche il Berlusconismo e il PDismo, una connivenza politica rivelatasi nefasta ai valori della democrazia. Che siano novantamila o un milione e mezzo non conta, è lo spirito che ha vinto, di chi vuole opporsi a questo Stato e ai presunti torbidi intrecci con la criminalità organizzata, all’ipocrita moralità della classe dirigente. Non illudiamoci che tutto questo evento sia stato organizzato esclusivamente dai cittadini, dal basso, una manifestazione che apartitica non è stata. Di Pietro lo zampino c’è l’ha messo ed anche i comunisti. Diciamo pure che manca una seria alternativa a Berlusconi, per la vera opposizione (quella del popolo) i tempi sono ancora immaturi.

Ma non riesco a non sentirmi più fiducioso, dopo la giornata di ieri. Quei “novantamila” hanno urlato al resto della nazione che facciamo schifo, in Italia e all’estero, e questo è stato un primo passo morale che si doveva compiere per ricostruire, meglio tardi che mai a questo punto.

La mia dignità di italiano è parzialmente riscattata.

Aggiornamento: vi posto un’immagine che spiega più di mille parole, trovata su uno dei gruppi Facebook. Fatevi la vostra idea.

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No Berlusconi Day

[stextbox id=”custom” color=”ffffff” bgcolor=”9932CC” big=”true” bcolor=”000000″]

Oggi, 5 dicembre 2009, è il No Berlusconi Day. Una manifestazione nata da internet, dal basso, da un gruppo Facebook a cui hanno aderito 360mila persone, più tutta una serie di altri sottogruppi locali situati nelle varie città (persino all’estero!). E’ la prima volta che viene organizzata una manifestazione di questo tipo. A Roma il corteo partirà alle ore 14.oo da Piazza della Repubblica, e compirà il seguente percorso

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fino a giungere a Piazza San Giovanni, dove, sul palco allestito per l’occasione, saliranno a parlare diversi esponenti del mondo culturale (quindi niente politici, niente partiti) come il premio Nobel Dario Fo con Franca Rame, Ascanio Celestini (attore), Moni Ovadia (attore, musicista e regista), e tanti altri. Ma saliranno sul palco soprattutto quei “signor nessuno”, la gente comune, ricercatori, precari, blogger, le persone che hanno dato forza alla manifestazione. E poi ci sarà un grande concerto musicale, in cui suoneranno in tanti, compreso Roberto Vecchioni e Paola Turci in serata.

Un fiume di gente vestita di Viola, il colore scelto per questa manifestazione, per sottolineare ancora di più l’identità unica di questo evento, la sua distanza da tutti i partiti. E’ una manifestazione della gente, del popolo, e questo non bisogna dimenticarlo.

Noi di Camminando Scalzi cercheremo di seguire tutta la manifestazione aggiornando questo post durante la giornata, quindi rimanete sintonizzati!

WWW.NOBERLUSCONIDAY.ORG

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ECCO GLI ARTICOLI DEDICATI AL NO B-DAY DI CAMMINANDO SCALZI.it

1) Il NO-Media day
2) Il balletto delle cifre
3) Il reportage di Jack D’Amico
4)
Il reportage di Erika Farris
5) La Politica 2.0


Ore 22.02 – La diretta live streaming è terminata.

Ore 18.53 – Il Concerto
Inizia il concerto e si concludono i nostri aggiornamenti in tempo reale della giornata del No Berlusconi Day. Speriamo di avervi fornito un’informazione precisa e interessante. Ma non finisce qui, domani su Camminando Scalzi un intenso speciale dedicato a questa giornata che segna una pietra miliare nella nostra storia. Avremo un reportage da chi è stato nella manifestazione e gli editoriali dei nostri autori sui più importanti aspetti della manifestazione. Quindi continuate a seguirci. (vi lasciamo il concerto in streaming)

Buon proseguimento e grazie a tutti per averci seguito. E non dimenticate di lasciare i vostri commenti e i vostri pareri, vogliamo sapere cosa ha lasciato a voi lettori questa manifestazione.

Marco “Griso” Iorio

Ore 18.51 – La fine degli interventi con il premio nobel Saramago
Prima della conclusione una lettera di Josè Saramago: “Fino a quando Berlusconi attenterai contro la nostra democrazia?”. Si apre così il messaggio inviato dallo scrittore al no B-Day. Poi prosegue “L’Italia è stata trasformata nella sua ombra grottesca. L’Italia non merita il destino che Berlusconi le ha tracciato senza il più elementare senso di vergogna di se stesso”.

Ore 18.06 – Dario Fo e Franca Rame
E’ il momento del premio nobel Dario Fo: “E’ successo qualcosa oggi di storico, si è arrivati all’assurdo, che delle persone che non si conosco ad un certopo punto via etere hanno creato un paradosso di questo genere, a condividere le idee e la voglia di cambiare questo mondo di merda. Io e Franca abiamo 163 anni insieme, ne abbiamo viste di tutti i colori: guerra, bombardamenti, gente fucilata, torture, gioia, liberazione, l’abbiamo preso in quelo posto. Ci fregano, ma noi non ce ne tiriamo indietro. Verrà il momento straordinario in cui ce la faremo, in cui non si dovrà crepare di malinconia come i tanti giovani che non sanno dove sbattere la testa, gente che dice parto all’estero perché in Italia non c’è speranza. Dico no, metti giù la valigia dobbiamo trovarla qua ad ogni costo. Quello che è successo stasera vuol dire che continueremo. Verrà il momento della festa delle rose.”
E poi è il turno di Franca Rame: “Basta accendere la tv e sembra una macelleria: chiappe, cosce, tette. Scoppiano i commenti indignati degli uomini per bene e i vescovi fanno il controcanto, stigmatizzano la società dei consumi, lui è il primo a mancare di moralità. Festini a base di veline, naufraghe , grande sorelle e poi parla della moralità della famiglia e bacia i nipotini.”

Ore 18.01 – Un milione di partecipanti

“Siamo sicuramente più di un milione, la coda del corteo sta ancora arrivando” Gianfranco Mascia, uno degli organizzatori della manifestazione, ai giornalisti. (fonte via | Repubblica.it)

Ore 17.46 – E’ il momento di Salvatore Borsellino
E’ un fiume in piena, una testimonianza drammatica. Ecco alcuni stralci: “Io sono venuto qui perché la mafia deve essere cacciata fuori dallo stato, è questo che dobbiamo fare, fuori dallo stato, fuori dalle istituzioni. Berlusconi deve farsi processare. Sono venuto qui per difendere i diritti di Berlusconi: di essere processato. Se ci riuscirà , davanti a quei giudici che definisce deviati mentali, dissiperà gli orribili sospetti contro di lui. Come possiamo accettare un presidente del consiglio che tratta con la mafia, che ha messo in piedi il partito con i capitali della mafia, sottoposto ai ricatti della mafia. Dobbiamo essere noi a cacciare via Berlusconi, non dalla criminalità organizzata. Sta succedendo quello che accadde a Salvo Lima, ucciso dalla mafia. Qualcuno lo vuole far cadere perchè non sta rispettando i patti. Da quando ha preso il potere sta pagando delle cambiali alla mafia. Come si può chiamare lo scudo fiscale se non riciclaggio di stato? E’ una cambiale che sta pagando a chi lo ha messo in quel posto. Come si fa  a cambiare quella legge in cui quei beni della criminalità organizzata sequestrati si rimettono all’asta? La nostra costituzione è vilipesa giorno per giorno. E’ la massoneria che è andata al potere, la criminaltià organizzata che ha fatto tutto questo.” e ancora “è lo stesso stato che paga i voli di stato per le escort che non paga la bara di Emanuela Loi, il trasporto a cagliari per la bara. I nostri eroi si chiamano Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Limuri, Walter Cosima. Quei ragazzi di scorta a Paolo Borsellino. Vittorio Mangano è il tuo eroe, Berlusconi. Berlusconi se ne vada dall’Italia, vogliamo un paese pulito, torni a sentirsi quel fresco profumo di libertà che io oggi sento in questa piazza.”

o sono venuto qui perkè la mafia deve essere cacciata fuori dallo stato, è questo che dobbiamo fare, fuori dallo stato, fuori dalle istituzioni. Berlusconi deve farsi processare. Sono venuto qui per difendere i diritti di berlusconi: di essere processato. Se ci riuscirà , davanti a quei giudici che definisce deviati mentali, dissiperà gli orribili sospetti contro di lui

*come possiamo accettare un pres del cons che tratta con la mafia, che ha messo in piedi il partito con i capitali della mafia, sottoposto ai ricatti della mafia.
*Dobbiamo essere noi a cacciare via berlusconi, non dalla criminalità organizzata.

Un intervento struggente, senza dubbio, che lascia senza fiato e fa venire un groppo al cuore.

Ore 17.27 – Foto del corteo

No-B-Day, il corteo
Repubblica.it
pubblica alcune foto del corteo. Finalmente possiamo vedere il fiume di gente in marcia.

Ore 17.22 – Una prima reazione della Maggioranza
Ignazio La Russa, ministro della Difesa – “In piazza a Roma contro Berlusconi mancano Nicchi e Fidanzati, arrestati dalle forze dell’ordine. I due boss ci tenevano tanto ad andare alla manifestazione contro Berlusconi ma sono stati arrestati” (fonte via | Repubblica.it) L’inutile ironia del ministro fa veramente cadere le braccia di fronte ad una manifestazione di tale portata.

Ore 17.02 – Berlusconi e la stampa estera
La giornalista finlandese Liisa Liimatainen parla nel suo intervento di come Silvio Berlusconi sia visto all’estero, e di come il Presidente del Consiglio abbia spesso e volentieri attaccato i giornali stranieri accusandoli di essere di parte e guidati da un progetto sovversivo nei suoi confronti.

Ore 16.47 – Dall’intervento di Mario Monicelli
Il Maestro sul palco: “Siamo qui per questo, per mandare a casa Berlusconi. Ma non solo lui, anche tutti quei vecchi arnesi della politica voltagabbana e corruttori. Dobbiamo cacciare via i politici cattivi.”

Ore 16.42 – I ragazzi di Corleone
I ragazzi di Corleone salgono sul palco a parlare della lotta alla Mafia dal basso, del loro lavoro quotidiano accanto alla gente comune, e della rinascita rappresentata dai beni della Mafia confiscati che oggi sono parte dei loro progetti. La critica è aperta alla proposta di legge di rimettere all’asta i beni confiscati, che renderebbero vano tanto impegno profuso.

Ore 16.30 – Domenico Gallo
Il giudice parla a lungo della Costituzione e della sua importanza. Alcuni stralci: “E’ triste la condizione di degrado in cui è giunto il nostro paese. I valori che sono fondamenti della Costituzione sono valori comuni. In nome di questi valori le diversità politiche possono essere ricomposte in un progetto comune.”

Ore 16.08 – Cinquecentomila!
Pare siano più di cinquecentomila i manifestanti (senza contare tutte le manifestazioni nelle varie città d’Italia).

Ore 16.06 – Margherita Hack
Dopo una breve introduzione degli organizzatori, apre i contributi la Hack: “Vergognoso il degrado dell’Italia. Uno spudorato tentativo di far passare una legge per proteggere il primo Ministro dai suoi tanti processi. Caro Cavaliere, affronti i giudici, abbia più fiducia nella giustizia!”

Ore 15.52 – Due chilometri di corteo
Non si hanno ancora stime precise sui numeri che compongono il corteo, ma gli organizzatori in un comunicato stampa fanno sapere che: “Non sono in grado di fare una stima sui partecipanti, so solo che il corteo è lungo due chilometri, se la testa è a pochi passi da piazza San Giovanni e la coda non si è ancora mossa da piazza della Repubblica”. La testa del corteo intanto è quasi giunta sino in Piazza San Giovanni.

Ore 15.45 – Foto da Londra
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Il No B-Day nella capitale del Regno Unito. Palloncini viola che svolazzano anche in Inghilterra.

Ore 15.42 – Il corteo è in arrivo
Dal palco annunciano che il corteo è in arrivo, tra un quarto d’ora sarà in piazza. La folla partecipante è stata definita oceanica!

Ore 15.40 – Diretta live in Streaming anche qui su Camminando Scalzi
Potete seguire la diretta live anche sul nostro sito (ma penso ve ne sarete già accorti)!! Buona visione a tutti!!

Ore 15.35 – Diretta da Milano
Diretta anche da piazza Fontana a Milano, dove si sta tenendo un No B-Day locale, tra poco in diretta dal sito Byoblu.com

Ore 15.18 – Trecentomila
Secondo gli organizzatori in piazza ci sarebbero 300 mila manifestanti, il corteo continua per il suo percorso, ma piazza della Repubblica è ancora piena di manifestanti. Inizia la danza dei numeri (per la Questura state a vedere che saranno in 50mila… )

Ore 14.56 – Alcuni striscioni presenti alla manifestazioni e le dichiarazioni della Bindi
Ecco alcuni degli striscioni oggi presenti in piazza: “No al ponte sullo Stretto”, “No alla tav” , “Questo è il miglior corteo degli ultimi 150 anni”, “A lodo nostro”, “Ok, ok ma quando il No d’Alema day”, “Gianfranco se ci sei salta fuori” e “Grazie Napolitano e grazie Fini”.
Rosy Bindi – “Oggi siamo qui ad ascoltare e non siamo frustrati” e aggiunge “Il fatto che sia qui io, che sono il presidente del partito, vuol dire che le divisioni sono superate. Se poi Di Pietro anziché continuare ad attaccare noi cambiasse andrebbe anche bene.”
(
fonte Repubblica.it)

Ore 14.50 – E’ iniziata la diretta dal palco in anteprima con i gruppi emergenti
Inizia il concerto-anteprima con i gruppi emergenti provenienti da tutta Italia, in attesa che la gente raggiunga la piazza. La diretta la potete seguire sui siti segnalati qualche aggiornamento più in basso.

Ore 14.44 – L’inizio degli interventi è per le ore 16.30
Alle 15.30 è previsto l’arrivo del corteo in Piazza San Giovanni. Dopo un’ora di musica, alle 16.30 cominceranno gli attesi interventi sul palco. Ecco la lista completa delle persone che saliranno sul palco:

Massimo Malerba Portavoce NBD
Ascanio Celestini Attore
Domenico Gallo Magistrato
Ragazzi di Corleone – Terre confiscate dalla mafia
Salvatore Borsellino – Agende Rosse
Liisa Liimatainen – Giornalista finlandese
Alessandro Gilioli – Blogger
Ulderico Pesce – Attore
Dario Fo & Franca Rame
Mustafà Sarr – Immigrazione – White Christmas
Moni Ovadia – Attore, Regista, Musicista
Renato Accorinti – Comitato NO PONTE
Carlo Cosmelli – Docente Fisica – La Sapienza
Margherita Hack – Scienziata astrofisica
Claudia Pellini – Federica D’alessandro Insegnante precaria – Studentessa
Antonio Tabucchi Scrittore – VIDEO
Giorgio Bocca – Giornalista
Josè Saramago – Scrittore (testo letto)

Francesca Fornario – Autrice satirica
Ascanio Celestini – Attore

Ore 14.12 – Antonio Di Pietro parla della manifestazione
Il leader dell’Italia dei Valori parla della manifestazione. “Il popolo chiede che Berlusconi e il suo governo vadano a casa. La politica di questo governo toglie agli onesti e da ai disonesti. E’ la prima giornata di una resistenza attiva, con la partecipazione di cittadini che si ritrovano tutti assieme. Oggi è la giornata di tutti, nessuna polemica. Vogliamo informare della grande truffa mediatica del governo Berlusconi. C’è necessità di essere informati, il paese reale vuole conoscere la verità dal governo, e il governo ci deve dare delle risposte.”

Ore 14.07 – Ferrero, prc
Ferrero – “L’opposizione è nelle piazze. La manifestazione deve avere un seguito.”

Ore 14.00 – Massimo Donadi e Luigi De Magistris, Italia dei Valori
Donadi – “Questa è un Italia diversa, un’Italia che crede davvero alla legalità.”
De Magistris – “Fa un errore chi pensa che la democrazia si difenda solo in parlamento, è un giorno di grande speranza. Il PD ha fatto un errore a non partecipare. La difesa della democrazia si fa anche in piazza, non solo in parlamento.”

Ore 13.46 – Ken Loach parla di No B-Day sull’Unità
“Sicuramente dedicherò un brindisi al No B. Day. Speriamo che arrivi il turno dell’opposizione. In effetti state vivendo un brutto momento, non si riesce a capire se si tratta di una commedia o di una tragedia. Propendo per la seconda.” – Ken Loach a l’Unità, 4 dicembre

Ore 13.37 – Tutte le città del mondo che partecipano al No B-Day.
Non solo in Italia il No B-Day (Roma e in moltissime città). Altre manifestazioni si terranno in tutto il mondo. Ecco alcune delle tante città che (sempre tramite Facebook) hanno dato il loro appoggio all’iniziativa: Londra, Berlino, Madrid, Parigi, Barcellona, San Francisco, Copenaghen, Buenos Aires, Rio de Janeiro, Chicago, New York, Washington.

Ore 13.25 – I numeri della manifestazione
350 mila persone previste a Roma oggi per la manifestazione del No Berlusconi Day: una macchina organizzativa enorme, che ha previsto, grazie all’organizzazione dei vari gruppi locali, 700 pullman, 4 treni speciali, una nave dalla Sardegna.

Ore 13.17 – Altro Streaming in diretta
Anche sul blog di Beppe Grillo dalle 14 ci sarà la diretta Streaming.
Manca poco ormai.

Ore 12.52 – Le prime foto
Dal sito dell’Italia dei Valori, ecco le prime foto da Roma. Lo striscione è quello che aprirà il corteo:
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Ore 12.41 – Alcune dirette in streaming dalla rete
Ecco alcuni modi per seguire in diretta la manifestazione. In TV ovviamente se ne parlerà pochissimo, se avete il Digitale Terrestre comunque su Rainews24 dovrebbero dedicare ampio spazio, mentre per il satellite ci penserà Sky News 24.
Per tutti gli altri, alcune dirette in streaming direttamente dalla rete, dal sito dell’Italia dei Valori e da Youdem (il sito dei Democratici…), anche CosmoNotizie dovrebbe seguire il tutto:

Ore 11.56 – In Australia stanotte (ora italiana) il primo No B Day
Stanotte a Sidney (ore 13 in Australia, ore 4 in Italia) si è tenuto, nella piazza davanti al consolato italiano il primo No B Day. Circa 100 persone si sono riunite per manifestare e gridare slogan. Tra gli striscioni: “I love the Constitution not the prostitution” e “Too much viagra drives you crazy”.
(
fonte via | Ansa.it)

Ore 11.18 – Le dichiarazioni alla vigilia
– Pierluigi Bersani, presidente PD – “È una manifestazione civica, civile, di movimenti non di partiti.”
– Rosy Bindi, segretario PD – “Avevo detto che se non fossi stata presidente del Pd sarei andata e Bersani ha risolto il mio conflitto d’interesse. Sarò insieme a tanti nostri militanti, dirigenti e elettori, devono sentirsi a casa loro nella piazza e nel Pd.”
UDC di Casini – “Dispiace che il Pd abbia una posizione di forte ambiguità, questo è un regalo di Natale anticipato a Berlusconi”.
Rutelli – “Corteo legittimo ma Di Pietro condiziona i Democratici”
Osvaldo Napoli, vice presidente deputati PDL – “Spatuzza ha anticipato di 24 ore il No B-day di Di Pietro”
– Roberto Castelli, Lega – “legittima la manifestazione, siamo in democrazia”.
(fonte via | Repubblica.it)

Il PDmenoelle?

Rubo una definizione più volte trovata sul blog di Beppe Grillo per il titolo del post di oggi. Parliamo di No Berlusconi Day. Ma andiamo per gradi.

Il No Berlusconi Day è una protesta nata sul web, incubata nella blogosfera, e venuta alla luce tramite un gruppo di Facebook. Si fa fatica a crederci, ma è proprio così che è nato il “No Berlusconi Day”, la manifestazione organizzata sulla rete dal popolo della rete, che conta oggi più di 280mila iscritti. La pagina è in realtà il centro a cui fanno capo più di cento pagine diverse, ognuna dedicata ad un “distaccamento” in una città italiana. Il corteo partirà il 5 dicembre pomeriggio da piazza della Repubblica a Roma, ed è previsto anche un concerto (con le adesioni raccolte nell’ulteriore gruppo dedicato agli Artisti del No B Day).

Insomma, il mondo dei social network si mobilita, e laddove sente la mancanza di una rappresentanza (ne abbiamo parlato proprio ieri) che organizzi una manifestazione che rappresenti i loro ideali, pone rimedio organizzando tutto con il caro e vecchio sistema del passaparola, questa volta uber-potenziato dallo strumento dei Social Network.

Era necessaria una piccola introduzione, non voglio parlare del No B Day (se ne parla già ovunque in rete), e personalmente non condivido neanche tanto il tipo di manifestazione (sono per le manifestazioni pro-qualcosa io, non contro-qualcuno…), ma sono pareri, ripeto, personali.

Di PietroQuello su cui mi voglio concentrare è la patetica querelle nata oggi (ieri ndr) a proposito della suddetta manifestazione. Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori (che ovviamente aderisce all’iniziativa) si è duramente scagliato contro i gotha del Partito Democratico, che in questi giorni tanto stanno facendo per prendere le distanze da questa manifestazione.

Ora, per riprendere il discorso del post di ieri, capite cosa volevo dire quando parlavo di sinistrainesistente? Sembra che Bersani&co non perdano mai occasione per sottolineare la loro distanza dall’antiberlusconismo. Da un punto di vista teorico io potrei anche essere d’accordo con il pensiero del PD, ma quando, in risposta al j’accuse di Di Pietro il presidente Bindi afferma “Non abbiamo bisogno di partecipare alle manifestazioni. Con questo intendo dire che il nostro anti-berlusconismo è quotidiano ed è nei fatti”. Nei fatti? Ma in quali fatti? Ma quando mai avete fatto qualcosa di antiberlusconiano? Forse si riferisce alla legge sul conflitto di interessi, primo punto del programma della loro ultima legislatura…come dite? Ah si sono dimenticati di farla…Bindi

Insomma, questo PD comincia proprio con il piede sbagliato, dovrebbero andare a lezione di campagna elettorale dal popolo di destra, che in questo è sempre stato superiore, sempre due passi avanti a quelle vecchie cariatidi che compongono il partito di opposizione.

Ripeto, voglio capire che uno non condivida l’idea di fare una manifestazione contro qualcun’altro (e io sono anche di questa linea, come già detto), però che bisogno c’è di arrivare addirittura allo scontro, come a voler salire su uno sgabello e dimostrare d’esser sempre e comunque i primi della classe?

Penso che una coalizione che si impegni a ritornare al governo, che proponga una valida alternativa, debba sfruttare un momento popolare del genere. Organizzato dalla gente comune, dai blogger, dal popolo della rete, con un’adesione che va via via crescendo. E’ un popolo che cerca un’alternativa, non certo un popolo che vuole -soltanto- fuori dalle scatole il nostro Premier. E’ un popolo che ha trovato questo modo per gridare la propria identità, per dire “noi ci siamo comunque, e la pensiamo diversamente”. E il PD, che dovrebbe rappresentare proprio questa parte di popolo, cosa fa? Prende le distanze.

La desolazione continua ad aumentare ogni giorno che passa. Quasi quasi viene voglia d’andarci a questa manifestazione proprio grazie a questa “presa di distanze”.

BersaniInsomma, caro PD, hai toppato anche questa volta, se non negli intenti, quantomeno nella comunicazione. Possibile che non ci siano uomini in grado di studiare strategie elettorali valide in questo schieramento? Possibile che nessuno di loro si renda conto di dare l’impressione (sbagliata quanto volete, ma è quello che traspare) che prendere le distanze non sia altro che “avallare”? Urge una lavata di capo. Urge un momento di autocritica. E speriamo arrivi presto, perché è già troppo tardi.

Sono davvero curioso di vedere cosa succederà il 5 Dicembre. Non manca poi molto…