F1 Gp Abu Dhabi. Profondo rosso.

Sebastian Vettel ha vinto il mondiale di F1 con ampio merito. E’ il pilota iridato più giovane della storia: con i suoi 23 anni e 4 mesi ha battuto il record di 23 anni e 9 mesi di Lewis Hamilton. Cinque vittorie, conquistate dominando. Dieci pole position in una stagione, solo come i grandi piloti Ayrton Senna e Michael Schumacher hanno fatto.  I due ritiri quando era saldamente al comando della gara, a vantaggio di  Fernando Alonso, hanno solo messo in dubbio un mondiale piloti che sembrava anche questo appannaggio del tedesco.

Gli errori che  Vettel ha commesso in questa stagione sono stati,tuttavia, molto pesanti: gli schianti prima in Turchia contro il compagno di squadra Webber e poi a Spa contro Jenson Button, hanno messo in luce una certa fragilità psicologica del pilota. Errori di gioventù che non gli hanno fatto perdere, per sua fortuna, il mondiale.

Il talento del pilota non si mette in discussione: è stato il più giovane ad aver ottenuto l’accoppiata pole position/vittoria di una gara, conquistata con la Toro Rosso al Gp di Monza 2008, a soli 21 anni e 73 giorni. In quella corsa sotto l’acqua, Vettel mostrò una classe straordinaria, alla sua prima stagione effettiva di F1.  Colpì l’autorevolezza con cui andò a vincere quella gara, dominata in pieno,  tant’è che il team Red Bull, che lo aveva già in opzione,  decise di farlo correre già per l’anno successivo.

Ora avrà le spalle più larghe il tedeschino, con un titolo piloti che gli darà molte più sicurezze e meno ansie. Lo stesso Schumacher nutre amicizia e simpatia per Sebastian, che però potrebbe stabilire mano mano nuovi record. Ha una vita intera davanti e  sembra logico che un giorno, dopo il ritiro di Alonso, la Ferrari vorrà Vettel, tra l’altro già sponsorizzato in passato da Schumi.

Strategia perdente

La Ferrari ha perso il titolo per errori di strategia, non perché  è caduta nella trappola della Red Bull. Infatti non credo che ci sia stato un gioco strategico premeditato, perché Webber aveva toccato con la posteriore destra le barriere ed aveva inoltre le gomme finite. Tuttavia siamo sicurissimi che la Ferrari ha sbagliato tutto, facendo ciecamente gara sull’australiano. Trappola o meno resterà per sempre l’errore di valutazione strategica.

Chiaro che una serie di fattori ha girato male per la Rossa: la safety car (ancora lei!), con il suo ingresso in pista al secondo giro, non ha permesso al plotone di sgranarsi ed ha favorito la strategia di chi non aveva niente da perdere, come Rosberg, Kubica e Petrov. Alla Ferrari si è sbagliato perché non si è avuta una visione più ampia della gara e ciò è spiegabile con la paura di vincere. Si è marcato un Webber ormai fuori dai giochi.

I responsabili di questo disastro sono il team principal Domenicali e gli ingegneri di pista di Alonso  Stella e Dyer, che varie volte si sono dimostrati non all’altezza di situazioni delicate. Stella dopo gara ha spiegato che sbagliando s’impara. Ecco: vada a sbagliare e ad imparare nei team inferiori. La Ferrari non deve prendere lezioni, semmai darle. Se Montezemolo, infuriato come non mai,  ha il polso della situazione, dovrà prendere qualche decisione, perlomeno ridisegnare il team in pista, assegnando nuovi incarichi. Qualche testa dovrà pur cadere.

Altra critica da sollevare è contro la Fia e quell’affarista di Bernie Ecclestone: questo gran premio ad Abu Dhabi è stato una chiusura indegna per un mondiale. I petrol-dollari hanno un forte potere è vero, ma se si vuole salvaguardare lo sport, questa gara almeno dovrebbe essere di transizione nel mondiale. I nuovi circuiti disegnati dall’architetto Tilke sono tutti belli e avvenieristici, ma sono totalmente inutili, con scarse possibilità di sorpasso: Alonso non ha potuto lottare ed abbiamo assistito ad una delle tante sfilate di parata delle F1, una cosa mortificante per i piloti, che vogliono lottare, e per il pubblico, che vuole lo spettacolo.

Bisogna aggiungere che ad aver voluto questo Gp,  in uno stato dove non c’è una minima tradizione motoristica, è stata anche la Ferrari, con la sue partnership finanziarie ad Abu Dhabi e il non casuale parco tematico Ferrari World.  I soldi muovono lo sport,  con la conseguenza di uno spettacolo poco edificante. Chi se ne frega in fondo del buongusto.

L’unica cosa che fa ben sperare per i ferraristi è lo straordinario talento di Alonso: ha tenuto a galla la Ferrari, sbagliando come colui che è sempre al limite e vincendo con una vettura sempre inferiore. Al momento la F1 premia macchina e strategia più forti e la Ferrari non ha più queste pecularietà, una volta di spicco.

Fernando resti un campione, ti rifarai l’anno prossimo.

F1 Gp del Brasile. Alonso tiene duro alle Red Bull mondiali

Sebastian Vettel si aggiudica il Gp del Brasile, secondo Mark Webber, terzo Fernando Alonso. Quarto Lewis Hamilton, quinto Jenson Button che esce matematicamente dalla lotta mondiale, Massa quindicesimo e non pervenuto.

Onore ai vincitori

Con il gran premio del Brasile, si è assegnato il primo titolo mondiale. La Red Bull-Renault con la doppietta di oggi vince il mondiale Costruttori di F1 dopo solo sei anni di attività. Un ottimo risultato per una squadra così giovane, ora nuovo top team che rompe il duopolio dell’ultimo decennio Ferrari-McLaren.

Un titolo ampiamente meritato, certificato da 8 vittorie e quattro doppiette per un totale di 19 podi.  E’ stata sempre la macchina da battere quest’anno, con 14 pole position conquistate su 18, di cui sette consecutive. Avevano proprio le “ali” in qualifica; tuttavia in gara per il team non sono mancati dei problemi di affidabilità, soprattutto di motore, che ancor preoccupano i tecnici per l’ultima gara prevista ad Abu Dhabi: Vettel per due volte si è dovuto ritirare per un guasto al suo propulsore, quando era al comando della gara (Bahrain e Corea), alla vettura di Webber oggi è occorso un preoccupante surriscaldamento del motore.

Inoltre la cattiva gestione dei piloti ha portato al comico autoscontro in Turchia tra i due, oltre a qualche errore di troppo. Soprattutto Webber ha patito il clima non idilliaco in seno al team, tutto sbilanciato a favore del tedesco. Nonostante i parecchi punti persi per strada, la Red Bull ha dominato e vinto ugualmente la classifica marche.

Piloti in ballo

Discorso apertissimo per il titolo piloti: Alonso tiene ancora la testa del mondiale con 8 punti di vantaggio su Webber, 15 su Vettel, 24 su Hamilton.

Con una Red bull così forte, per Alonso e la Ferrari ci sarà da soffrire: lo spagnolo dovrà provare a piazzarsi in seconda posizione e scardinare quindi lo strapotere del duo Webber-Vettel. Infatti è molto probabile che i due si giochino ancora una volta la vittoria proprio come è successo in Brasile e sarebbe altissimo il rischio di “biscotto” mondiale,  visto che il team  favorirebbe per forza di cose la vittoria dell’australiano.

Si corre ad Abu Dhabi e la pioggia, amica della Ferrari, è soltanto un miraggio, come quello che vede ora Hamilton a riguardo del titolo mondiale; solo con un miracolo potrebbe vincerlo l’inglese: vittoria della gara con contestuali disgrazie per i primi tre davanti. Nemmeno lui sembra crederci con una McLaren poco competitiva.

E’ un miracolo invece che Alonso sia primo nel mondiale e sia riuscito a vincere cinque gare. E’ vero che la Ferrari in gara ha dimostrato un passo diverso dal giro secco della qualifica, ma si rivela una vettura inferiore alla Red Bull, con lo spagnolo che ha sempre rincorso, eccetto poche occasioni. Si tenga conto che Massa non esprime solo tutta la sua scarsa vena a correre queste gare, ma anche la mediocre competitività della rossa. Alonso: stoico.

Forza Fernando, tieni duro!

F1 Gp di Corea ¡Va de mùsica, Alonso!

E’ bello sentire l’inno italiano che risuona in diretta mondiale: grazie alla Ferrari, grazie a Fernando Alonso, vittoriosi nel Gp di Corea. A Maranello non si è mai smesso di credere ad una rimonta che pareva improbabile.Secondo Hamilton, a podio anche Massa, ma sempre in versione triste di se stesso.

La gara si è corsa in condizioni difficili per i piloti, qui per la prima volta su questo inedito circuito in condizioni da bagnato. Sulla pista si è abbattuta la propaggine di un tifone che ha imperversato in Cina, ma la causa di tutti i mali è stato l’asfalto, gettato a terra appena pochi giorni fa. Questo, ancora fresco, non si è stabilizzato e non ha garantito il necessario drenaggio: la pista si è allagata ed è stato necessario, per renderla praticabile, che la pioggia smettesse unitamente a parecchi giri dietro la safety car. Se il tracciato è stato apprezzato da tutti gli addetti ai lavori, ciò che ci ha lasciato perplessi è la sicurezza, per tre principali motivi: ingresso e uscita box, in piena traiettoria, sono molto pericolosi;  i muretti sul rettilineo troppo vicini alla pista; l’inesperienza dei commissari coreani, anche se supportati per questa volta dai colleghi australiani, non garantisce efficienza nei punti critici del tracciato.

“In corea nessuno vincerà il mondiale ma qualcuno lo perderà”. Così ha dichiarato profeticamente Alonso.

Escono perdenti da questa gara le Red Bull, da un mondiale che era in pugno… ora con due piloti costretti ad inseguire. Nell’ultimo articolo abbiamo detto che squadre come Ferrari e McLaren avrebbero potuto spuntarla in questa gara. La Red Bull si è dimostrata ancora una volta la vettura più competitiva ma paga l’inesperienza ad alti livelli. Chris Horner non ha saputo gestire i suoi piloti nel corso della stagione e Webber ha pagato la pressione con un errore all’undicesimo giro: cordolo, erba sintetica , testacoda e … boom con Rosberg che non è riuscito ad evitarlo. Ancora peggio è andata a Vettel, ritiratosi per la rottura del motore quando era saldamente al comando,  un guasto che un top team non può concedersi a fine stagione.

Classifica mondiale piloti

Fernando Alonso  231 punti

Mark Webber         220 p.

Lewis Hamilton     210 p.

Sebastian Vettel   206 p.

Jenson Button       189 p.

tutta la classifica

Gioisce Alonso, che dal suo ultimo ritiro del Gp del Belgio ha portato a termine una rimonta fantastica, vincendo tre gp e andando sempre a podio.  Con 50 punti a disposizione e con 42 di distacco, è praticamente tagliato fuori Jenson Button. E’ improbabile anche il recupero di Vettel, con  – 25 punti da Alonso.

Se pare scontata la scelta del team McLaren di puntare tutto su Hamilton per le ultime due corse, non è altrettanto così ovvia un’ analoga decisione per Webber in seno alla Red Bull: vorrebbe dire sconfessare in parte la politica di gestione dei due piloti fin qui adottata di pari opportunità per entrambi, come ha dichiarato lo stesso boss Red Bull Mateschitz. E Vettel è  il pupillo della scuderia. Quindi si prenderanno in considerazione ordini di scuderia in base ai risultati delle qualifiche della prossima gara: con Webber in pole o davanti al compagno di squadra, si deciderà di puntare tutto sull’australiano.

Vittoria mondiale

Alonso potrebbe vincere  il mondiale se arriva primo e Webber non fa meglio del quinto posto. Con il secondo posto, è mondiale se Vettel non vince, Webber non fa meglio del quinto posto ed Hamiltont  del quarto. Con Alonso terzo, Vettel dovrebbe arrivare dietro lo spagnolo,  Webber non dovrebbe finire la gara e Hamilton non dovrebbe fare  meglio del quinto posto. Button e Vettel per poter rientrare in gioco realisticamente dovrebbero sperare nelle sfortune dei primi tre e puntare solo alla vittoria.

Per il titolo costruttori la Ferrari tiene una piccola luce accesa, anche se il titolo è in ballo tra Red Bull e McLaren, con la prima avvantaggiata se non altro per avere due piloti entrambi competitivi: Button avrà avuto un duro colpo psicologico con questa gara e tirerà un po’ i remi in barca a differenza di Vettel che tenterà il tutto per tutto per rientrare in gioco. Prossimo appuntamento è il Gp del Brasile il 7 novembre. Alè Fernando!

F1 Gp Giappone: Alonso in scia alle Red Bull.

La gara nel circuito del sol levante è stata la più dura dell’anno per piloti e team. La pioggia torrenziale ha impedito lo svolgersi delle qualifiche nella giornata di ieri per impraticabilità di pista, costringendo la direzione gara a spostare le qualifiche nello stesso giorno di corsa. Per piloti e meccanici si è deciso tutto nel giro di poche ore, con le qualifiche disputatesi alle ore 9 del mattino (ora locale) e la gara dopo sole cinque ore. Una domenica di duro lavoro per tutti gli addetti.

Le qualifiche

I primi cinque della classifica mondiale sono molto vicini: Vettel ha strappato la pole su Webber, terzo Kubica, a seguire Alonso, Button, Rosberg ed Hamilton, quest’ultimo retrocesso di cinque posizioni per aver sostituito il cambio della sua McLaren. Massa non riesce a passare in q3, piazzandosi al 12° posto. Button è l’unico ad aver scelto gomme dure per la partenza, provando a giocarsi il tutto per tutto con una strategia diversa.

La gara

Pronti via: Vettel scatta bene, Kubica supera Webber. Alonso rischia di farsi soffiare il quarto posto da Button con uno start mediocre ma rimedia alla prima curva, brivido per lo spagnolo. Incidente tra Petrov e Hulkenberg sullo starting grid. Massa è subito fuori alla prima curva: con una manovra da suicidio sperona l’incolpevole Liuzzi. E’ un altro zero per il brasiliano. Entra immediatamente in pista la safety car, troppi detriti e macchine da rimuovere dal tracciato.  Nei giri a regime di sicurezza, Kubica si ritira per il distacco della ruota posteriore, con Alonso che agguanta così provvisoriamente il podio.
La gara si vive sul marcamento a distanza di sicurezza tra i cinque pretendenti al titolo. I due Red Bull e Alonso (dopo il primo pit stop) sembrano avere qualcosa in più delle due McLaren. Hamilton ha un nuovo problema al cambio, con la terza marcia fuori uso; Button fa un pit stop molto ritardato, mettendo le morbide per l’ultimo stint, ma la strategia non incide. Danno spettacolo i due piloti di casa, Yamamoto e soprattutto Kobayashi, combattivo e audace. Il pilota della Sauber ha vivacizzato questa gara noiosetta con le sue abili manovre di sorpasso, è un giovane di 23 anni, di belle speranze per il Giappone.
Vince la gara Vettel, secondo Webber, terzo Alonso, quarto Button, quinto Hamilton, poi a seguire Schumacher, l’ottimo Kobayashi, Heidefeld con la seconda Sauber, Barrichello; chiude la zona punti Buemi. I primi tre passano sotto la bandiera a scacchi nello spazio di due secondi, a testimonianza di una corsa davvero tiratissima.


Il punto sul mondiale
Webber ha controllato bene i suoi avversari, limitando i danni sul pazzo Vettel – guai ad avvicinarsi – e guadagnando tre punti su Alonso. Ora deve guardarsi principalmente le spalle da questo duo, che lo segue a 14 punti di distacco. Button ed Hamilton perdono contatto e sembrano progressivamente svanire le loro speranze mondiali.

La matematica condanna definitivamente Felipe Massa, giusto per chiarezza. E’ vergognoso come il brasiliano non stia correndo per la squadra, non facendo il proprio dovere. E’ triste, non fa altro che lamentarsi da qualche gara, piagnucolando che non farà il “Barrichello 2a versione“. Segnala il traffico come motivo/scusa della sua pessima qualifica. Fa un incidente senza senso al via con Liuzzi. Non dà sostegno ad Alonso in un momento così delicato, non porta punti al team per la classifica costruttori – che ormai è persa – insomma è già in vacanzaMassa te ne devi andare! Non sei degno di guidare una Ferrari!

Men che se ne dica, la lotta al titolo è ancora aperta ai primi cinque. Se pur Button ed Hamilton hanno 28 e 32 punti di distacco dalla vetta, ci sono ancora in palio 75 punti e in Formula Uno tutto è possibile. Il prossimo gran premio di Corea tra due settimane ci dirà se La McLaren potrà ancora dire la sua. E’ un circuito inedito per tutti, ma sarà importante l’esperienza tecnica dei team: Ferrari e McLaren hanno qualcosa in più rispetto alla Red Bull.


Outsider è la Renault di Kubica, che può approfittare del marcamento a uomo tra i rivali al titolo. Inoltre il meteo potrebbe di nuovo giocare brutti scherzi, in una regione in cui è la stagione dei monsoni.
La Ferrari per le ultime tre gare porterà ulteriori novità tecniche, soprattutto una di tipo aerodinamica, nella zona del posteriore che sarà molto visibile, a dimostrazione dello spirito di squadra di non mollare mai. Il sogno è lì a 14 punti e si può fare, perchè team e pilota sono in uno stato di grazia tecnico-mentale. Il mondiale costruttori è ormai svanito,  quindi tutte le energie di sviluppo della macchina sono concentrate per lo stile di guida di Alonso.

Forza ragazzi!


Classifica piloti


Classifica costruttori

Gran Premio di Cina: pioggia uguale spettacolo!

Spettacolare gara di F1, grazie alle mutevoli condizioni meteo. La pioggia, nelle precedenti quattro edizioni, è caduta ben tre volte. Questa volta il tempo è stato più imprevedibile: scrosci d’acqua ad intermittenza con difficoltà di interpretare bene le condizioni; ben 66 pit stop in gara, vicini al record di 72 pit stop del gran premio d’Europa di Donington 1993 (vinse Ayrton Senna).


Come allora, oggi ha vinto chi è rientrato meno volte ai box: Jenson Button. Seconda vittoria consecutiva per il campione del mondo in carica, che si sta rivelando un pilota dal sangue freddo, capace di gestire saggiamente condizioni difficili. Passa al comando del campionato meritatamente. Il suo compagno di squadra Hamilton si è piazzato subito dopo di lui, ma che gara! Innumerevoli sorpassi, duelli spettacolari con Schumacher, Vettel (in corsia box!), Webber (spedito fuori pista). E’ stato sicuramente l’inglesino al centro della scena, ma a conti fatti è battuto per la seconda volta da Button, con la sorpresa di molti addetti ai lavori.  Rosberg, grazie all’intuizione felice di Ross Brawn di tenerlo in pista ad inizio gara con gomme slick, mentre tutti optavano per le intermedie, riesce ad acquisire il podio, un terzo posto che fa morale al team Mercedes, che paga ancora il passo ai Top Team.

Le squadre di punta (eccezion fatta la McLaren) hanno avuto una gara difficile.  Ferrari e Red Bull deludenti rispetto alle aspettative.  Alonso commette un errore che da lui non ci si attende: partenza anticipata e conseguente “drive trough”, penalità che segna la sua gara irreparabilmente. “Sono molto deluso di me stesso, ho visto il via quando non c’era” queste le sue dichiarazioni a fine gara. Vettel e il suo compagno di squadra Webber, partiti in prima fila, velocissimi in qualifica, si perdono in gara. Massa? Demolito da Alonso con un sorpasso prima dei box, scompare nelle retrovie, lotta a fatica per entrare nella zona punti e si piazza nono. Gara molto dura per il brasiliano. Domenicali, il team principal Ferrari, nasconde a fatica il disappunto per questa gara, tutti noi ferraristi rimpiangiamo al muretto Ross Brawn…

Capitolo Schumi: di lui che possiamo dire? Beh Michael ci ha fatto vedere di che pasta è fatto nel difendere la posizione fin quando ha potuto. Ha dovuto battagliare con Hamilton, con Vettel, con Massa facendosi sempre superare ma per la prima volta si è fatto notare ed è stato bello vederlo lì, a lottare come un leone nonostante le difficoltà. La tempra è sempre la stessa, tuttavia paga sempre dazio a Rosberg, con prestazioni non ai suoi livelli. Sei ancora lento Michael.

Cari appassionati di F1, il prossimo appuntamento è Barcellona, un crocevia fondamentale per la stagione.  Si torna in Europa su circuiti storici per il Circus. Molti team porteranno tantissimi step evolutivi, che saranno decisivi per il prosieguo del campionato. Alonso corre in casa ed ha voglia di riscatto, come Vettel, Massa e Hamilton. Vedremo se la Mercedes recupererà il gap con i primi. Tuttavia se ci saranno condizioni stabili, potremo assistere ai reali valori in campo delle scuderie: Ferrari, Red Bull e McLaren sono le squadre da battere.

Cronaca giro per giro

Classifica gran premio

Classifiche mondiali

via | gazzetta.it