Slovacchia, donne rom e chiesa cattolica

Pochi giorni fa c’è stata una proposta del governo slovacco che ha suscitato non troppe reazioni presso l’opinione pubblica. Si propone in pratica “ai poveri che non possono permetterselo (di avere figli e crescerli), sterilizzazioni gratis, con sussidi economici per chi aderisce al progetto.”

Voglio dare dei numeri, inconfutabili, e qualche nota di storia non molto lontana da noi e ancora attualissima, traendone delle considerazioni.

La Slovacchia dall’1 Maggio 2004  fa parte della UE. Dall’1 Gennaio 2009 adotta l’euro. Secondo l’ultimo censimento, l’85% della popolazione è slovacca, il 10% ungherese, il restante 5% è da attribuire a ucraini, tedeschi, polacchi e rom. Il governo attuale è di centrodestra, il premier è Iveta Radicova, del partito cristiano-democratico; del governo fa parte il partito di estrema destra “Libertà e solidarietà”, che ha fisicamente presentato la proposta di legge fatta propria dal governo intero.

Per quanto riguarda la religione, il 68,9% della popolazione è cattolica di rito romano, il 12,96% ateo, il 6,9% luterano. Gli ebrei, che prima della Seconda Guerra Mondiale erano 120.000, oggi sono 2.300. I rom sono l’1,7% della popolazione. I rom in Europa sono circa 8 milioni. Compresi quelli espulsi forzatamente da Sarkozy (Liberté, Egalité , Fraternité), senza status di asilo politico in Germania, dove “il lavoro nobilita l’uomo”, vittime degli estremisti ungheresi, malvisti (ci vado leggero) in Italia, cacciati senza alternative dai campi abusivi.

Le mie considerazioni sono soprattutto domande a cui personalmente ho già dato una risposta, ma ognuno può farsi la sua idea molto liberamente e camminando scalzi, come fanno i rom.

Se il 97% dei poveri “che non possono permettersi un figlio” sono rom, per chi è fatta la legge? Perché non proporre anche la castrazione dei maschi? Si potrebbe parlare dei nazisti? Guardate il risultato numerico sugli ebrei in Slovacchia prima e dopo Hitler. Se il 70% della popolazione slovacca è cattolica con rito romano, il Vaticano è soddisfatto? Oppure basta che la leader slovacca sia del partito Cristiano-Democratico? Può una sigla valere più della sostanza? Si è divertito e compiaciuto Benedetto XVI tempo fa a vedere le danze e sentire a San Pietro le musiche gitane?

Se proprio si vogliono impedire gravidanze, istanze mai giunte dalle comunità rom, perché non fornire gratis dei bei preservativi o anticoncezionali vari? L’Europa, in cui molti fanatici si son battuti per riconoscere (molto capziosamente) le sue radici cristiane, sa che Gesù era ebreo, camminava scalzo e stava dalla parte dei poveri? Ed infine, se si vuole “aiutare” una minoranza povera, perché non creare delle strutture sociali per renderla produttiva?

Certo, col bisturi si fa molto prima. E indietro non si può tornare.

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Dati e percentuali tratti da Wikipedia

Calcio – Pepe e l'azzurro: un mistero irrisolvibile.

Solitamente nel mondo del calcio si tende ad essere estremisti nei giudizi. Ricordo ancora oggi un episodio chiarissimo, ovvero un Napoli-Genoa di svariati anni fa vinto dagli azzurri per 2-1. Ero allo stadio ed un tifoso davanti a me (non propriamente un filosofo) si lamentava del fatto che un calcio di punizione dal limite stava per essere battuto da Claudio Bellucci, insultandolo pesantemente, salvo poi ricredersi dopo che il pallone fu scaraventato in rete definendo Bellucci come “il mare di Napoli”. Tutti noi tendiamo ad esaltare chi segna e magari fare a pezzi alcuni giocatori al primo errore. C’è però un calciatore che personalmente ammetto di fare a pezzi, ma non al primo errore. Simone Pepe.

Premettendo che sono tifosissimo della nazionale italiana (anche più di squadre di club), mi domando: ma perché un giocatore come lui, che affoga nella sua stessa mediocrità, deve far parte del gruppo di cui tutti noi almeno una volta abbiamo sognato di far parte? Amici, tifosi, allenatori di calcio che conosco. Tutti sono d’accordo con me. Prima Lippi e poi Prandelli però, hanno deciso di dargli fiducia. Cercavo di scoprirne i motivi. Dribbling fulminante? Non gliene ho mai visti fare, al massimo si dribbla da solo. Cross precisi? Il giorno che un suo traversone pescherà la testa di un compagno di squadra sarà festa nazionale. Senso del gol? Vabbè, stendiamo un velo pietoso (in nazionale del resto non ha ancora segnato, poteva farlo contro la Slovacchia…ma figurati) Senso tattico? Certo, nessuno mette in modo il contropiede avversario come lui. Impegno in campo? Eh, sicuramente, ma se conta solo quello allora in nazionale ci giocherebbe anche molta gente che gioca a calcetto con me. Personalmente lo ritengo dannoso come pochi altri, perché ce ne sono tanti di giocatori importanti che si estraniano per intere fasi di partita, ma senza causare problemi (penso ad un esempio come Hamsik, tanto per scomodare un campione). Gli dei del calcio evidentemente esistono però. Con lui in campo mondiale osceno, con l’Estonia esce sullo 0-1 e dopo otto secondo segnano gli azzurri che poi rimontano e vincono. Con le Far-Oer cinque a zero ed a detta di tutti gioco spumeggiante (ok, avversari scarsi, ma un tiro da 30 metri non si insacca nell’angolo alto in base a contro chi stai giocando) grazie al fatto che Pepe aveva ripreso il posto che gli spettava (ovvero in tribuna). Con l’Irlanda del Nord…alzi la mano chi non lo ha mandato a fare in… almeno una volta. Dunque vi chiedo: se avete anche la minima idea del perchè una piaga del genere debba continuare ad insultare la maglia della mia (e chiunque voglia dire “mia” a sua volta lo apprezzo) nazionale…me lo faccia sapere al più presto.

Day 18 Mondiali di calcio: tutto secondo pronostico

Quello che doveva essere il quarto di finale più scontato si è effettivamente concretizzato. Brasile-Olanda. Gli “orange” regolano per due a uno la Slovacchia, in un match che fa aumentare i rimpianti per i tifosi azzurri. “Ma tanto poi uscivamo con gli olandesi” è una frase che si è sentita spesso ultimamente, ma onestamente non ne sono per niente sicuro. L’Olanda vista ieri non ha certo impressionato, anzi, perfino gli azzurri abulici delle prime partite avrebbero avuto qualche chance (se poi si considera che se fossimo passati avrebbe finalmente giocato anche Quagliarella…). La Slovacchia ha fatto la sua parte, giocando una gara modesta non andando oltre le proprie possibilità. Non avere l’obbligo della vittoria a tutti i costi non ha fatto bene ad Hamsik e compagni, non si è rivisto l’ottimo pressing fatto contro l’Italia e per gli arancioni è stato un gioco da ragazzi. Le due reti poi, sono frutto del gioco all’italiana, con due splendidi contropiedi finalizzati da Robben e Snejider. Bravo Vittek ad accorciare su rigore nel recupero chiudendo con ben quattro reti il suo mondiale.

Il Brasile poco più tardi ne rifila tre al Cile. Buona la squadra messa in campo da Dunga, con spettacolo ma soprattutto concretezza. Luis Fabiano sembra essere tornato ai suoi livelli e Kakà sta migliorando. Per gli andini un mondiale comunque positivo, anche se finisce esattamente come a Francia ’98: fuori agli ottavi contro il team carioca. Sarà un quarto di finale interessantissimo, secondo solo a Germania-Argentina. Il Brasile parte favorito ma se si sentono già in semifinale si sbagliano di grosso. L’Olanda ha comunque le carte in regola per fare un bello sgambetto ai verdeoro.

Day 14 Mondiali di Calcio: Italia, che vergogna!!!

Fallimento totale. Il mondiale dell’Italia finisce come peggio non si poteva. Mai avrei immaginato di dover scrivere o pensare queste parole. Usciamo al primo turno, e dire che con un amico volevamo anche scherzosamente giocare questo risultato alla vigilia della competizione. Rabbia, frustrazione. Chi ama la nazionale soffre il doppio, perché qui non si tratta di squadre di club! Il Mondiale si gioca ogni quattro anni. Ha fallito Lippi, con scelte incomprensibili e con una squadra spenta, senza idee e troppo vecchia. Hanno fallito i giocatori, che sicuramente non sono l’immondizia che si è vista in queste tre partite, certo, ma purtroppo sui referti arbitrali conta quello.

Non ha fallito Fabio Quagliarella, incredibilmente l’unico ad avere ricordi solo positivi del Sudafrica. Qualcuno si salva, come Montolivo, Di Natale eccetera, ma la maggioranza è bocciata senza attenuanti. Sembra assurdo dirlo, ma queste sono le ultime pagelle degli azzurri per questo mondiale:

Marchetti 5; Zambrotta 5, Cannavaro 4,5, Chiellini 5, Criscito 5 (Maggio 6); De Rossi 4, Montolivo 5,5 (Pirlo 6,5), Gattuso 5,5 (Quagliarella 8); Pepe…scusate ma non ce la faccio, Di Natale 6,5, Iaquinta 5. Allenatore: Lippi 3.

Riproponiamo un’intervista pescata dal web a Fabio Quagliarella: è un interessante documento sulla sua personalità.


Nel girone E passano Olanda e Giappone (che ricordiamo dagli ottavi avrà a disposizione anche Mark Lenders) che diranno la loro. Esce mestamente la Danimarca.

Ed ora scusate, ma continuo a piangere.

Day 5 Mondiali di calcio: che fatica il Brasile!

Arriva l’esordio di un’altra delle favorite: il Brasile di Dunga. Contro la Corea del Nord, che mancava dal mondiale dal 1966 (quando il gol di Pak Doo Ik, insegnante di educazione fisica e non dentista come si diceva, fece piangere gli azzurri) i carioca non esprimono certo un buon calcio, anzi. Gli asiatici appaiono subito ben messi in campo ma di un livello non certamente alto (candidata numero uno all’eliminazione in un girone difficile) eppure tengono in scacco i verdeoro per circa un’ora. Poi un gran gol di Maicon (tiro o cross??) fa passare la paura. Raddoppia Elano, misteriosamente scartato un anno fa dal City di Mancini ma nel finale accorcia meritatamente  Ji Yun Nam con un gran gol. Il Brasile ora è in testa al girone, visto che Costa d’Avorio e Portogallo non si fanno male e ne esce uno scialbo pareggio ad occhiali, con poche emozioni tra cui un palo del sempre più svogliato Cristiano Ronaldo. Africani positivi seppur privi per quasi tutta la partita del superbomber Didier Drogba. L’impressione è che però la storia di questo girone sia davvero tutta da scrivere. La giornata però si era aperta con l’altra sfida del girone dell’Italia, ovvero Slovacchia-Nuova Zelanda. Finisce uno a uno, e le buone notizie per gli azzurri sono tante. Innanzitutto tutti sono appaiati in classifica, con la differenza che però gli azzurri l’impegno più tosto lo hanno già affrontato. Se si aggiunge poi che entrambe le squadre non sono sembrate mai in grado di rappresentare una minaccia per la truppa di Lippi…può andar bene così. Ringraziamo quindi il difensore Reid che pareggia il gol di Vittek e regala il primo punto del mondiale ai kiwi.

Il sorteggio Mondiale – Serie A Giornata 15

Derby d’Italia (ora può di nuovo chiamarsi in questo modo, visto che l’inter ha affiancato il Milan in fatto di scudetti) e derby della capitale vince la Juve che riapre il campionato e vince la Roma che si rilancia ed inguaia sempre di più la Lazio.

Oggi però parliamo d’altro, sull’argomento ci torneremo in futuro, ve lo prometto. Oggi parliamo di sorte e sorteggio quello dell’evento calcistico più importante in assoluto: la coppa del mondo.

Come sempre c’è chi ha avuto più fortuna e chi meno. Probabilmente è il nostro caso, ma lo vedremo dopo. Sicuramente è andata peggio alla Germania, che ha un girone tremendamente impegnativo (Australia, Ghana e Serbia), anche più che al Brasile (che ha nel gruppo quella che è forse l’africana più forte ed il sempre difficile derby linguistico col Portogallo). Ma hanno poco di che essere contenti anche la Spagna, visto che negli ottavi avrà per forza un match durissimo (appunto contro brasiliani, lusitani o ivoriani) e l’Argentina, che si incrocerà col girone della Francia (o di Messico, Sudafrica e Uruguay? Si spera…).

Parlare già degli ottavi però sarebbe ingiusto, quindi è doveroso dare un occhiata meritatissima ai nostri tre compagni di gruppo, che è comunque molto affascinante. I precedenti sono favorevoli anche se si contano sulla punta delle dita. Quattro complessivi e quattro vittorie. Solo una però era valida per una competizione ufficiale, ovvero un 2-0 dato ai paraguayani nel mondiale in Brasile del 1950. Le altre sono un amichevole a testa, la più recente delle quali è con i “kiwi” battuti 4-3 prima della disastrosa Confederations Cup. Analizziamole una per una.

Dario VeronPARAGUAY: I guaranì occupano il trentesimo posto nel ranking Fifa, delle tre sono la federazione con meno tesserati (87435) e con più esperienza in Coppe del Mondo (otto partecipazioni). Si sono piazzati terzi nel girone sudamericano (ma il Cile li ha superati solo nell’ultima partita per differenza reti col Paraguay già qualificato, quindi si possono definire la seconda forza dietro al Brasile nelle qualificazioni). Li guida l’argentino Gerardo Martino, che sta facendo ottime cose. Delle tre sono quelli che conosco meglio in quanto hanno tantissimi giocatori che giocano o hanno giocato in Messico (campionato che conosco e seguo come quello italiano). Vediamone alcuni. Dario Veron, difensore centrale dell’Unam, abbastanza discontinuo, può indovinare una gran partita o risultare dannoso. Paulo Da Silva, stopper (ma all’occorrenza jolly) fortissimo fisicamente, una vita nel Toluca dove ha vinto tantissimo per passare finalmente al calcio europeo nel Sunderland, con fugaci apparizioni anche in Italia con Venezia e Cosenza. Cristian Riveros, tuttora al Cruz Azul, veramente bravissimo, seppur non alto è un ottimo colpitore di testa e corre dal primo all’ultimo secondo. Giocatori più noti sono senza dubbio l’atalantino Barreto, il sempreverde Santa Cruz del Manchester City e Nelson Valdez del Borussia Dortmund, ma la vera stella (nonché capocannoniere delle qualificazioni) è Salvador Cabañas, anche lui protagonista in Messico con l’America, dopo aver strabiliato precedentemente nei Jaguares de Chiapas. Come non sia mai arrivato nel vecchio continente (e parlo di club importanti) per me è un grossissimo mistero. In conclusione, i nostri avversari più pericolosi senza ombra di dubbio, sia per il modo di intendere il calcio sia per il talento di cui dispongono.

Rory FallonNUOVA ZELANDA: Sulla carta (ma non solo sulla carta) la squadra più debole del girone. 102257 tesserati per sole 342 squadre affiliate (probabilmente quanto una seconda-terza categoria regionale italiana). Nel palmares tre Coppe dell’Oceania ed una apparizione al mondiale nel 1982 (dolce come data no?), l’ultima volta ci misero in difficoltà…o meglio, pur giocando in maniera vergognosa vincemmo 4-3…il che la dice davvero tutta. Il tecnico Ricky Herbert difficilmente potrà fare miracoli. Sono arrivati al mondiale dopo un sofferto pareggio con il Bahrain, dopo aver dominato (eh bè, senza l’Australia non è certo un impresa) le qualificazioni nel loro continente, ma spieghiamo come. Le qualificazioni in Oceania sono un po’ particolari, ovvero coincidono con la Coppa delle Nazioni, giocata nel 2008. Quattro squadre a contendersela con un girone all’italiana andata e ritorno. La Nuova Zelanda ha stravinto con cinque vittorie ed una sconfitta, contro avversari del calibro di Nuova Caledonia (che al mondiale non ci può andare in quanto è parte della Francia e può solo partecipare alla coppa continentale), Vanuatu e Figi (gli unici a battere 2-0 gli All-Blacks, e per di più in trasferta). Un gol di Rory Fallon (che gioca in Inghilterra nel Plymouth Argyle, serie B) dopo lo 0-0 esterno è bastato per andare in Sudafrica. Il bomber nonché stella (se così si può dire) è Shane Smeltz, che gioca in Australia nel Gold Coast United ed ha segnato otto gol nelle qualificazioni. Direi che può bastare per azzardarsi a dire che non vinceranno il mondiale….

Marek HamsikSLOVACCHIA: Una meravigliosa incognita. Unica debuttante al mondiale, vera sorpresa delle qualificazioni. La squadra del girone (dopo di noi ovviamente) con più tesserati (428968) e più squadre affiliate (2432). Trentaquattresimo posto nel ranking Fifa e tanta voglia di stupire il mondo. Sette vittorie, un pari e due stop nel proprio gruppo, che sono serviti per lasciare fuori i super-rivali della Repubblica Ceca (che non sono più però la bella squadra dei tempi di Nedved e Poborsky) e la Polonia, mandando agli spareggi la Slovenia (che poi però ce l’ha fatta). Si è complicata la vita con una clamorosa sconfitta interna nel penultimo turno con la Slovenia ma ha fatto l’impresa vincendo in Polonia andando in vantaggio dopo tre minuti con un’autorete di Gancarczyk difendendosi poi meravigliosamente per il resto del match. Giocatori interessanti non le mancano di certo. Uno su tutti Marek Hamsik, fuoriclasse del Napoli e spesso vero trascinatore. Il cannoniere è il ventisettenne Stanislav Sestak, che gioca in Germania nel Bochum, così come Karhan che milita nel Magonza. Il difensore Skrtel risparmia sulle vocali ma non sulla grinta, con un titolo di campione di Russia con lo Zenit San Pietroburgo sullo scaffale ed un passaggio al Liverpool dove si è conquistato molto spazio (esordì in Champions in Inter-Liverpool 0-1, quando Mancini salutò). Robert Vittek è un altro buon giocatore, che dopo svariate annate di buon livello al Norimberga passa al Lilla in Francia, dove si distingue per un non disprezzabile bottino di gol.

In conclusione l’Italia può solo buttarlo da sola il primo posto nel girone, ma ciò non toglie che qualsiasi partita della Coppa del Mondo bisogna viverla e godersela fino in fondo. Secondo me….non c’è niente di meglio!!!

Risultati Serie A – Giornata 15

Milan Sampdoria 3-0
Juventus Inter 2-1
Genoa Parma 2-2
Siena Catania 3-2
Bologna Udinese 2-1
Fiorentina Atalanta 2-0
Palermo Cagliari 2-1
Napoli Bari 3-2
Livorno Chievo 0-2
Roma Lazio 1-0