Tutti in piedi – Tutto cambia

“Todo cambia, tutto cambia”, con questo slogan si è chiusa la serata organizzata dalla Fiom “Signori, entra il lavoro – Tutti in piedi”, manifestazione dedicata al lavoro, dedicata ai lavoratori, in giorni in cui il precario viene definito “la peggiore Italia”.

Ed è invece la migliore Italia quella che va in onda da Villa Angeletti, bypassando la televisione e i media tradizionali, ennesima manifestazione nata sul web per il web. Tantissime le presenze fisiche (venticinquemila persone secondo gli organizzatori), ancora di più quelle “virtuali”, ossia tutti gli utenti che hanno seguito l’evento in diretta sul web.

Una serata all’insegna del lavoro dicevamo, con la partecipazione di tutto lo staff di Annozero, presentata da Serena Dandini, ricca di ospiti speciali. Sebbene ci sia stata la presenza di big come Corrado Guzzanti, Maurizio Crozza, l’arrivo a sorpresa di un sempre gigante Benigni, i veri protagonisti sono stati tutti quei lavoratori a cui è stata data voce, a partire dalla precaria Maurizia Russo Spena, la precaria che si era azzardata a fare una domanda al ministro Brunetta, da cui poi è arrivata l’offesa che tantissimi lavoratori precari si sono, giustamente, legati al dito. E poi i lavoratori della Fincantieri, gli studenti che vedono ogni giorno di più il Paese senza alcun futuro, i pastori sardi, gli immigrati, i giornalisti. Tutti hanno avuto voce, e tutti sono stati ascoltati. Ancora una volta, dove non arriva la televisione schierata, che racconta frottole e ci riempie la testa di cose inutili, ci pensa la gente. Sembra che ormai il popolo italiano abbia imparato la lezione, dalle elezioni ai Referendum: se i politici non ci aiutano, se pensano solo ai fatti loro, il vero cambiamento lo dobbiamo fare noi cittadini.

Grande successo dicevamo, nell’ennesima trasmissione-evento che non trova spazio sulle reti pubbliche, una trasmissione che fa il vero servizio pubblico. Mentre dalla Rai continuano le difficoltà per tutti i giornalisti e presentatori “scomodi” a qualcuno, mentre i contratti vengono risolti, sospesi, discussi in trattative che sembrano non avere alcuna via d’uscita, da qualche altra parte la gente urla il suo interesse per la questione sociale, la voglia di sentire le storie che vengono raccontate in questa maniera, la voglia dell’Italia vera, non di quella del Grande Fratello. Riempie d’ottimismo vedere manifestazioni del genere, soprattutto vedere la partecipazione delle persone, la loro commozione di fronte alle parole di Edda l’immigrata che urla la sua rabbia sul palco, di Oscar che racconta l’inferno della periferia milanese abbandonata a sé stessa, persone come tante, come quelle che alzano le mani, che applaudono che si commuovono.

Lo spettacolo si è concluso con un lungo monologo di Michele Santoro, per l’occasione vestito in tuta da operaio, che rivolge la sua lettera-proposta aperta al nostro Presidente Operaio. Parole che stringono il cuore, che fanno arrivare le lacrime agli occhi. “Riprendiamoci quello che ci hanno tolto” dice il presentatore appena esiliato dalla Rai, e la gente applaude, urla, incita, mentre Giuliana De Sio conclude lo spettacolo cantando la canzone che è poi diventata lo slogan. Todo cambia, tutto cambia.

E sta cambiando adesso.

In questa pagina de Il Fatto Quotidiano potrete rivedere tutto lo show di ieri sera, nel caso ve lo foste persi.

Non è la Rai…

Giovedì 20 maggio 2010. Sono le ore 21 e Rai2 trasmette una delle ultime puntate di Annozero. Michele Santoro apre il programma col suo solito editoriale, lanciato in una strenua difesa del proprio diritto a lavorare liberamente, con l’auspicio di poter conoscere una Rai diversa, quella stessa del Paladozza di Bologna, quella stessa della storica serata di “Raiperunanotte”.

Su “Il fatto quotidiano” dello stesso giorno, Marco Travaglio commenta la questione riguardante la possibilità che il suo collega continui a lavorare per la Rai solo da esterno, con le parole tristi ma comprensive di uno che conosce la vicenda da vicino. “So che nessuno può lavorare per un’azienda che non lo vuole – scrive Travaglio – e non solo non gli dice grazie, ma lo prende pure a calci in culo. Santoro l’ha fatto per 4 anni, più per tigna politica che per motivi professionali, consumandosi una bella fetta di fegato e di sistema nervoso, mobbizzato ogni giorno a colpi di telefonate, minacce, proiettili, pressioni, avvertimenti, multe, ammonimenti, sabotaggi, bastoni fra le ruote, fango a mezzo stampa e tv (persino su Rai2)”.

Nel frattempo quotidiani e tg, a braccetto con un malpensante entourage politico, commentano la notizia della possibile chiusura di Annozero parlando di denaro e buonuscite, e mentre Santoro attende il temine della contrattazione per spiegare le proprie motivazioni, si diffonde l’ipotesi che le sue dimissioni siano state “comprate” da un’allettante liquidazione.

Un pubblico di affezionati alla trasmissione commenta la notizia sulla pagina Facebook di Annozero, tra biasimi, condanne e frasi d’incoraggiamento affinché non venga più chiuso il programma. Cinque milioni di telespettatori a puntata che oggi non vogliono rinunciare a uno dei pochi spazi alternativi del panorama culturale ed informativo italiano. Una trasmissione che in più di un’occasione ha dato spazio a quelle deboli voci che in quello studio hanno avuto la possibilità di gridare al Paese la propria opinione. Un elenco di puntate e di consecutive polemiche, sempre immancabili verso qualunque programma osi osteggiare i poteri forti di questa folle Italia, tra le serate dedicate alla Chiesa, ai casi di pedofilia e ai video-scandalo che nessun’altra trasmissione si è mai sognata di rendere pubblici. Tra la fortissima puntata su Gaza e le innumerevoli accuse di antisemitismo, per continuare con l’esclusiva intervista in diretta a Patrizia D’Addario, contro ogni autorizzazione e tutela da parte dei vertici Rai.

Uno dei programmi più seguiti e meno costosi dell’intero palinsesto Rai, con uno share medio di 20,34%, si ritrova oggi a dover fare i conti con l’incapacità di una rete pubblica che non riesce a distaccarsi dagli interessi partitici che siedono al tavolo del Consiglio di amministrazione. Una trasmissione che neppure la più cruda logica di mercato è riuscita a salvaguardare, perché non è sufficiente essere uno dei programmi maggiormente seguiti della tv quando il record di ascolti è garantito dagli interventi di giornalisti come Santoro, Travaglio, Ruotolo o Vauro.

Ma un’altra televisione è possibile, e la serata del 26 marzo 2010 a Bologna ce lo ha già dimostrato…

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Un'indimenticabile "Raiperunanotte"…

Una scena in bianco e nero apre la diretta. È una piazza stipata di persone definite da sfumature di grigio, esattamente come il Ventennio che evocano. Una folla di automi che inneggia un leader urlante che pensa, parla e decide per loro, per tutti loro…
La scena cambia. L’immagine prende colore e la sbiadita figura di quel passato si tinteggia delle vivaci tonalità del presente in una Piazza San Giovanni che acclama un solo uomo, beatificandolo come un martire e venerandolo come colui che indosserà le vesti del salvatore d’Italia.

Il filmato termina e le luci si accendono su un enorme Paladozza colmo di persone euforiche ed entusiaste per il valore della storica serata a cui stanno prendendo parte. Michele Santoro apre il programma con un efficace editoriale che richiama alla memoria la data del 25 marzo e l’apertura di quella che fu la prima trasmissione radiofonica libera in Italia: Radio Libera Partinico di Danilo Dolci. Gli incisivi interventi di Marco Travaglio, l’ironica genialità musicale di Elio e le Storie Tese e le sagge considerazioni di un Mario Monicelli che critica la passiva concezione di “speranza” auspicando a quella “rivoluzione” che l’Italia non ha mai avuto…

La greve e particolareggiata descrizione di un metaforico rapporto anale mandato in scena dalla satirica rappresentazione di un esilarante Daniele Luttazzi, che non manca di citare la cultura con una celebre frase del greco Aristofane: “Odiare i mascalzoni è cosa nobile, perché onora gli onesti”…

Milena Gabanelli, il racconto di un padre che le ha insegnato e trasmesso il valore della pluralità di pensiero e l’importanza della capacità di critica, e la “normalità” che dovrebbe contraddistinguere quelle scelte che oggi appaiono come eroiche. Un Riccardo Iacona che mette in risalto le differenze che intercorrono tra il significato di Politica in Italia e nei tanti altri Paesi europei dove nessun capo di Governo sarebbe uscito incolume dalla serie di scandali che hanno coinvolto il nostro Premier.
Il caso di Trani, riprodotto con disegni animati e raccontato dal testo delle scottanti intercettazioni tra Innocenzi, Masi e Berlusconi.
Le cassa integrate della “Omsa” e la voce dei troppi posti di lavoro perduti. La pazza comicità del celebre Benigni e gli informati interventi dei grandi nomi del giornalismo che hanno partecipato all’evento, da Gad Lerner a Barbara Sanna, da Norma Rangeri a Giovanni Floris

La meravigliosa interpretazione di un Crozza “mascherato” da ministro Brunetta, l’escalation di ilarità del sintetico tratto di matita della genialità di Vauro, e persino la voce del contraddittorio nello spazio riservato all’intervista di Emilio Fede.

L’orologio decreta che la mezzanotte è oramai passata e l’appuntamento con “Raiperunanotte” sta per volgere la termine. Una mano sul cuore di tutti i presenti suggella un ironico giuramento: il patto tra il diritto di espressione dei giornalisti e il diritto di informazione dei cittadini. Santoro afferra la mano di una cassaintegrata Omsa originando una catena umana di persone che corrono verso la piazza esterna al Paladozza.
Un record di connessioni alla Rete, un record di ascolti, un record di partecipazione popolare, e soprattutto un record di orgoglio, nell’idea che sia ancora possibile realizzare qualcosa di tanto eccezionale e poter affermare di averne fatto parte…

Per chi volesse guardare tutta la puntata in replica su youtube, basta partire da questo video: Raiperunanotte – Annozero – Replica integrale.

Raiperunanotte – La Diretta

Ecco la pagina dove seguire Raiperunanotte qui su Camminandoscalzi.it.

Se volete approfondire o se ancora non conoscete l’iniziativa Raiperunanotte, ecco gli articoli di riferimento:

Raiperunanotte – L’informazione che si strappa il bavaglio

Raiperunanotte su Camminando Scalzi

E il sito ufficiale dell’evento:

www.raiperunanotte.it

Vi lasciamo alla diretta, che partirà alle ore 21. Mi raccomando, dobbiamo essere numerosissimi. Buona visione, ci sentiamo nei commenti al post.

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Raiperunanotte – L'Informazione che si strappa il bavaglio.

Avrete sicuramente notato il logo di Raiperunanotte che fa capolino nella nostra testata. Abbiamo scelto di seguire questa iniziativa anche noi di Camminando Scalzi, affezionati come siamo al tema dell’Informazione Libera. Ma che cos’è Raiperunanotte?

Ricorderete sicuramente tutti il simpatico bavaglio imposto dalle nuove normative sulla par condicio. Nella pratica tutte le trasmissioni di informazione politica -compresi i talk show di approfondimento- sono state sospese per un mese, fino al giorno delle elezioni Regionali, che si svolgeranno il prossimo weekend.

Questa norma censoria senza senso è stata però bocciata dal Tar del Lazio, nella causa portata avanti dalle reti private -quindi Mediaset e Sky in primis-, che di fatto ha annullato la norma. Nelle suddette reti, infatti, i talk show sono ripresi tranquillamente. Ciò non è accaduto però nella televisione pubblica; il Cda Rai lunedì scorso ha confermato la scelta di non mandare in onda tutti i programmi di approfondimento come Porta a Porta, Annozero, In mezz’ora, Ballarò e altri.

Non ci soffermeremo troppo sull’ennesimo bavaglio posto all’Informazione (di qualsiasi tipo, destra o sinistra che sia), anche se è veramente assurdo che la Rai arrivi a danneggiare sé stessa, non proponendo in pratica concorrenza alle trasmissioni delle TV private, pur di zittire una certa fascia di approfondimento. L’Informazione è democrazia, l’Informazione è libertà, permette alle persone di farsi una propria idea, e in certe situazioni -come quella malata che sta vivendo il nostro Paese- sembra che sia quasi meglio far navigare le persone nell’ignoranza (o zittire a tutti i costi i programmi “scomodi”). Per fortuna i giornalisti non sono rimasti a guardare. Mentre Floris sta girando il paese con un talk show itinerante, Report ieri sera è andato comunque in onda sfidando il dictat, e la Federazione Nazionale Stampa e il Sindacato dei Giornalisti Rai, insieme a Michele Santoro, hanno messo su l’iniziativa Raiperunanotte.

Giovedì 25 Marzo, in diretta su web, radio, piazze, proiezioni pubbliche, andrà in onda questo speciale di quattro ore con ospiti lo staff di Annozero, Daniele Luttazzi, Marco Travaglio, Giovanni Floris e tanti altri. L’Informazione che trova un modo di manifestarsi, contro ogni “regolamento bavaglio”. Manifestare e manifestarsi nel modo migliore che può, ossia informando.

Noi di Camminando Scalzi trasmetteremo online la diretta quasi sicuramente, e seguiremo l’evento da vicino nei prossimi giorni.

E non dimenticatevi che in una democrazia l’Informazione è un diritto di ogni cittadino.

Per tutte le informazioni del caso, vi lascio alla pagina ufficiale. Inoltre, nella nostra tab “Iniziative” (che trovate qui a destra) c’è il banner per fare la donazione di 2,50€ (meno di una rivista) per contribuire alle spese tecniche della trasmissione di Raiperunanotte  (dove tutti lavoreranno gratis, ricordiamolo). Se vi va, fate come noi, e contribuite per un’Informazione Libera e per promuovere questa bella iniziativa.

www.raiperunanotte.it