La protesta della Giustizia.

Questa mattina in tutta Italia si apre l’anno giudiziario. L’Associazione Nazionale Magistrati ha scelto proprio questa giornata per manifestare il proprio dissenso nei confronti delle idee di questo governo riguardo la giustizia. E così oggi in molte città (Napoli, Roma, Milano, Firenze, Campobasso, Palermo, ecc.) i magistrati dell’Anm hanno attuato la loro protesta. Durante l’intervento del rappresentante del Governo sono usciti dall’aula in silenzio, con un foglio con su scritto “Costituzione” in mano.

È un momento realmente critico per la Giustizia in Italia: quando persino i magistrati protestano, bisogna rendersi conto che c’è un problema in atto, che sta succedendo un qualcosa che non rientra nella “normalità” di un Paese civile. I continui tentativi di Berlusconi e del suo Governo di mettere mano alla Costituzione, per fini non propriamente pubblici, ma piuttosto per risolvere delle controversie personali, sta avendo l’effetto di rendere difficoltosa la professione dei magistrati. Questi ultimi, oltre agli allarmi lanciati continuamente, agli appunti fatti ai vari lodi proposti da Alfano e dalla crew legale del Governo, oggi sono arrivati a compiere un atto diretto, una presa di posizione concreta (non tutti, bisogna precisarlo) nei confronti di uno Stato che vuole cambiare a tutti i costi delle regole per gli interessi personali di determinati soggetti.

Vi chiedo: ma a voi non si accappona la pelle quando sentite parlare di “processo breve” e “legittimo impedimento”? Legittimo impedimento di cosa? Ma perché una persona che governa, che quindi lavora PER noi, deve avere dei privilegi che il comune cittadino non ha? E ci stanno provando in tutti i modi: immunità per le alte cariche dello Stato, estensione di questa immunità a molti rappresentanti parlamentari, “legittimo impedimento”, mettere mano alle intercettazioni e quell’orrore giudiziario che è il processo breve, che per salvarne uno ne manda al macero tantissimi altri. Quella che ormai è diventata praticamente un’ossessione per il nostro Presidente del Consiglio, rischia seriamente di danneggiare il sistema Giustizia in Italia. È ora che ci si renda conto di questa cosa, è ora che la si imprima nella memoria, per tirarla fuori nel momento in cui ci sarà da dare la famosa preferenza sulla scheda elettorale.

Non è possible che da un po’ di mesi a questa parte non si faccia altro che parlare della riforma della Giustizia, quando c’è una Crisi (sì, con la maiuscola) in atto che sta realmente sfasciando la serena vita quotidiana di milioni di cittadini italiani. Il lavoro è diventato una chimera, un obiettivo irraggiungibile per chi non ce l’ha, una non-certezza per chi ce l’ha. Andatelo a raccontare ai 18 operai sul tetto di Termini Imerese, che lavorano là da 25 anni e ora si vedono licenziati, che per l’Italia è importante la legge sul “legittimo impedimento”, e vediamo cosa vi rispondono.

Ma insomma, ora che anche i Magistrati, i garanti della giustizia imparziale, persone che hanno dedicato la propria vita alla difesa di quella Costituzione e delle sue leggi che sono i fondamenti dello stato Italiano, ora che anche loro sono lì a battere concretamente i piedi per terra, a fare una protesta di tale portata, non sarebbe ora che ci rendessimo un po’ tutti conto che la famosa “Riforma della Giustizia” è tutto fuori che una Riforma della Giustizia?

Concludo con un pensiero del Governo, attraverso il ministro dell’Ambiente Prestigiacomo, che commentando la protesta si è rivolta così ai magistrati: “La riforma della giustizia va avanti con il consenso dei cittadini. I magistrati si ricordino che le leggi le fa il Parlamento” (fonte | via Repubblica.it)…

Insomma, si fa come diciamo noi, fate un po’ quello che vi pare.

3 thoughts on “La protesta della Giustizia.

  1. Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che queste riforme tanto desiderate non sono altro che un modo per tirarsi fuori dai guai per qualcuno che pensa di essere diventato il proprietario di questa Repubblica. Ma quello che più mi preoccupa è tutta questa gente che continua a difendere determinate persone, addirittura osannandoli e chissà perchè.
    Si dice che non c’è crisi per ottenere consensi; si dice che c’è crisi per non applicare provvedimenti a favore delle classi più povere. Insomma il bello ed il cattivo tempo lo decidono i signori della politica. Siamo arrivati ad un tasso di disoccupazione veramente preoccupante senza vedere forme di miglioramento per il futuro e si continua a raccontare le barzellette come in quei salotti frequentati da chi non ha problemi per la testa.
    In questi giorni mi è capitato di rivedere dei films che parlavano di quanto hanno sofferte determinate persone sotto la dittatura del nazismo. E nella mia mente ho avuto una sensazione di vera preoccupazione pensando a tutti quei provvedimenti presi oggi contro gli immigrati e le persone deboli. Si era cominciato a non fare salire i bambini sulla giostra, per poi applicargli dei simboli di distinzione e siamo arrivati a quello che tutti sappiamo. Facciamo tutti, quindi, un poco di riflessione e a non guardare solo a quello che ci vogliono far credere. Fare promesse è quanto ci sia di più facile. Per avere eguaglianza e libertà costa dei sacrifici. Sta a noi scegliere la strada da intraprendere.
    p.s. un saluto a Pascqualoo, che non sento da tempo.

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